lunedì 19 ottobre 2009

INTERVISTA A GIOVANNI SOLDINI FAMOSO NAVIGATORE SOLITARIO

Giovanni Soldini, 43 anni, è uno dei navigatori solitari più famosi del mondo. Milanese, ha costruito la prima barca a 16 anni. “Il motivo per cui mi è sempre piaciuta la barca a vela: puoi andare ovunque e non devi fermarti al centralizzato”.

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Non si contano i primati e le regate oceaniche vinte. Non possiamo dimenticare il trionfo all’ Around Alone , il giro del mondo in solitario del 1999, quando fu protagonista del salvataggio di Isabelle Autissier, che si era rovesciata a Capo Horn. Miglia e miglia per trovarla , poi il grido “L’ho beccata, l’ho beccata”.

Inoltre è un ambientalista, e il testimonial perfetto della slow economy. E’ un monumento al risparmio energetico “I pannelli solari sul tetto producono energia elettrica e quella in più la vendo. I pannelli tra i filari d’uva sono termici e ho un boiler da mille litri d’acqua che serve per il riscaldamento e per i sanitari. Quando non c’è il sole parte una caldaia biologica a legna e pellet . Usiamo gas solo per cucinare. La casa è superisolata , classificata in classe A, quindi c’è pochissima dispersione di calore”

Insomma , una famiglia autarchica

“Mi interesso di problemi energetici da sempre. La barca a vela riproduce in piccolo tutti i problemi del mondo. Acqua, energia e cibo. Devi fare l’economia , in mare non puoi portare l’opulenza di tutti i giorni. L’energia è il problema cruciale del mondo. E’ tutto. I popoli ricchi sono quelli che hanno energia. E l’unica strada è consumare il meno possibile”

Lei come fa?

“Le faccio un esempio. Io ho l’acqua scaldata dai pannelli termici e mi sono chiesto: perché devo mettere nella lavatrice acqua fredda e poi scaldarla con una resistenza che consuma tantissima elettricità? Perché non mandare direttamente l’acqua già calda?”

Come ha risolto il problema?

“Ho chiamato la Bosch, mi hanno detto che non si poteva fare m che non sapevano, che mi arrangiassi. Mi sono arrangiato e ho collegato direttamente il tubo dell’acqua calda. Si risparmia un’enormità. Se devo fare il lavaggio freddo giro il miscelatore e mando acqua a 30 gradi. Ho fatto lo stesso per la lavastoviglie”

A sentire lei sembra ovvio: perché la gente non lo fa?

“Per pigrizia. Perché non ci pensa. Tutti potrebbero collegare la lavatrice e la lavastoviglie al boiler. E’ una questione di mentalità. Quindici anni fa nessuno immaginava di poter risolvere i problemi energetici con i pannelli solari. Ora ci sono intere Regioni della Spagna praticamente autonome”

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Lei ha trasferito a casa le tecnologie che usa in barca? O viceversa?

“La mia barca Telecom Italia è piena di pannelli solari. Li ho studiati io con un giovane ricercatore del Cnr, poi li abbiamo proposti a una grossa società e siamo riusciti a farli fini, leggeri e stagni. Io li usavo anche 10 anni fa . Ma erano schifosi , pesanti , si bagnavano”

Quindi con i pannelli la sua barca è autosufficiente?

“In una barca da regata come l’ energia serve per fare andare gli strumenti , per il pilota automatico, per il radar , il computer. Quando c’è tanto sole e accumulo tanta energia tengo la musica a palla. Nel giro del mondo avevo anche un generatore eolico, piccolo ma efficace”

Quanto si consuma per attraversare l’Atlantico?

“Nell’ultima traversata dalla Francia al Brasile , non più di 5 litri di gasolio”

E per fare il giro del mondo?

“Io con una barca di 18 metri ho fatto 33 mila miglia in dieci mesi con 150 litri di gasolio”

E uno yacht da diporto di quelli che si vedono in mare d’agosto?

“Per fare un pieno a uno yacht di 24 metri ci vogliono 26 ,mila litri. Consuma 700 litri l’ora. Per visualizzare , considerate che un barile sono 200 litri. Andare da Porto Cervo a Tavolara con uno di quei bestioni è come prendere tre barili e dargli fuoco. Ci vorrebbe una legge che lo proibisca”

Come è finito un navigatore solitario come lei a gennaio nell’equipaggio dello Stealth, la mitica barca nera dell’Avvocato Agnelli disegnata da German Frers?

“Quella barca non era mai uscita altro che gite in giornata, per fare il bagno o poco più. John Elkann voleva attraversare l’Atlantico. Per una barca così servono almeno otto persone e così sono partito”

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John Elkann è appassionato di vela come suo nonno?

“Lo Stealth nasce come barca sportiva , dentro praticamente è vuota , non ci sono cabine , solo cuccette. Niente privacy. Non ci si lava. Si vive in comune. John si è comportato come uno di noi. Stava al timone , faceva i suoi turni di guardia, si svegliava alle due di notte se toccava a lui”

Che cosa vi siete detti in nove giorni?

“In mare sei alla pari , si parla di tutto, dall’educazione dei figli a Obama , dall’energia alla situazione politica italiana. Mi è piaciuto. John è una persona molto curiosa”

Parteciperà anche al giro del mondo?

“Non certo in barca. Con Carlo Croce , presidente Fiv, si è parlato di organizzare una barca italiana per la prossima edizione del Volvo Ocean race nel 2011, il giro del mondo in equipaggio. L’Italia non partecipa da 15 anni , è una delle regate più dure, sono barche velocissime e pericolose. Dura 11 mesi , è un po’ come la Formula 1 della vela. Speriamo solo che il progetto si faccia , e che la Fiat possa entrare nel pool degli sponsor”

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