mercoledì 14 ottobre 2009

INTERVISTA A LILIANA CAVANI, “Il portiere di notte scatenò l’ira di Dio. La commissione censura mi chiese, scandalizzata, perché nel rapporto sessuale lei stava sopra”

“Sono tutte invenzioni le storie su Mickey Rourke è un violento. Quando abbiamo girato Francesco, vent’anni fa, doveva fare una scena dove il santo si sente abbandonato da Dio : ha fatto venire le lacrime agli occhi a tutta la troupe . Poi mi ha spiegato che gli era venuto bene perché , mentre recitava, pensava a me”

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In che senso?

“Rifletteva su quello che gli avevo raccontato la sera prima, i problemi che ho sempre avuto con mio padre. Mickey è rimasto senza il suo da ragazzino: la madre lasciò il marito e si mise con un poliziotto. la sua è stata un’adolescenza difficile . Perciò si è sentito colpito personalmente dal mio dolore. Siamo stati molto vicini , e negli anni ci siamo rivisti, a volta anche con Carrè Otis ( sua ex moglie). Dicevano che ha un carattere difficile , aggressivo…non è vero niente, è un uomo dolcissimo. Diventa cattivo solo se qualcuno fa del male a chi ama: allora ti deve difendere”

Nel 1989 Lilina Cavani chiamò Mickey Rourke, reduce del successo di Nove settimane e mezzo , per affidargli la parte di Francesco D’assisi. ( Nel suo primo film del santo era Lou Castel ndb). Scelse Rourke perché aveva un fisico sportivo.

La regista , giurista nell’ultima Mostra del cinema di Venezia, ha avuto la possibilità di rivedere il suo Galileo restaurato che presentò proprio a Venezia ( un film del 1968 mai programmato in Tv perché considerato anticlericale ndb).

Come ricorda quella Venezia?

“Con perplessità. Due anni prima ero stata a Praga con Francesco d’Assisi e avevo conosciuto tanti giovani , registi e artisti; poi avevo seguito il clima esaltante della Primavera ( il periodo riformista della primavera di Praga , con cui la Cecoslovacchia contestava l’egemonia russa ndb). Ma nell’agosto del ‘68 entrarono i carrarmati sovietici, tutto cambiò. E nessuno dei nostri intellettuali alla Mostra prese posizione , ce ne stavamo al Lido a giocherellare alla rivoluzione mentre loro si davano fuoco, come Jan Palach, lo studente che qualche mese dopo , nel gennaio del ‘69 , si uccise per protestare contro l’invasione”

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La sua rivoluzione com’è stata?

“L’ho fatta con film come Francesco e I cannibali , del ‘69”

I cannibali è ispirato all’Antigone di Sofocle, con la storia attualizzata di una sorella che si scontra con il potere per poter dare sepoltura al fratello..

“Piacque molto ai produttori americani della Paramount , che volevano farne un remake. Mi offrivano 150 mila dollari di allora – ne erano costati 120 mila –. purché cambiassi il finale in un happy end. Ma come si fa a finire bene una tragedia greca?”

Alla fine degli anni Sessanta , lei frequentava anche Pier Paolo Pasolini , che in quegli anni dalle colonne del Corriere della Sera difendeva i celerini figli del popolo contro gli studenti figli della borghesia.

“Un giorno , ero sulla Ferrari turchese di Pier Paolo e correvamo al Festival di Pesaro, con Ninetto Davoli: ci avevano detto che lì c’erano stati scontri tra polizia e studenti e che Lou Castel , il mio Francesco d’Assisi , si era preso una botta in testa dagli agenti. Eravamo preoccupati. Invece trovammo tutti seduti a tavola, davanti a stupendi piatti di pesce. Ma io avevo nelle orecchie le parole di Pasolini che, per ore, si era accalorato schierandosi dalla parte dei poliziotti. Ed ero completamente d’accordo con lui. Ci siamo rivisti spesso a casa di Laura Betti, che cucinava per tutti. Lì ho conosciuto, per esempio, la Martina”

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Martina chi?

“Così la Betti chiamava Scorsese , che allora stava con Isabella Rossellini . Era peloso e sudato , timidissimo. Mi fece vedere un documentario sulla bancarella di frutta che avevano i suoi genitori a New York”

Lei, invece, in che famiglia è cresciuta?

“Quelli di mia madre: tutti anarchici. Ogni volta che a Carpi arrivava un gerarca fascista , il nonno doveva nascondersi. Mio padre invece faceva l’architetto , ha lavorato all’urbanizzazione di Bagdad”

Ai suoi tempi non era così ovvio per una donna diventare regista?

“Ero l’unica, ma per me era normale”

Era normale anche filmare scene come Portiere di notte?Il rapporto sadomaso fra Charlotte Rampling e Dirk Bogarde , lei ex deportata , lui ex ufficiale Ss? Cera più libertà espressiva?

“”Veramente Il portiere scatenò l’ira di Dio. La commissione censura mi chiese, scandalizzata, perché nel rapporto sessuale lei stava sopra”

E lei che cosa rispose?

“Che mi sembrava fosse una cosa che succede, nelle coppie”

Di Dirk Bogarde sono appena ricorsi i dieci anni della morte. Che ricordo ha di lui?

“Una persona deliziosa. Quando scoprì che nel film c’era anche Isa Miranda , una vecchia attrice caduta in disgrazia e che io avevo ritrovato a vivere in un garage senza nemmeno i mobili , le mandò un enorme mazzo di fiori”

Charlotte Rampling era bellissima?

“Ma era anche fragilissima. Aveva appena avuto un figlio da un compagno neozelandese , e lui voleva convincerla a lasciare andare tutto per andare a coltivare i campi in Nuova Zelanda. Quando andammo a presentare il film a New York e tutti la osannavano, all’improvviso scomparve, nessuno la trovava più. Era scappata dall’America , non reggeva quella pressione. E’ una donna molto buona. Anni dopo, Bogarde si ammalò , e lei lo aiutò molto. Non è vero che le star sono egocentriche e sprezzanti. Almeno , non quelle che ho conosciuto io”

Per esempio?

“Lou Castel, di nuovo. Teneva per sé lo stretto indispensabile. Tutto il resto di quello che guadagnava – e non era poco: lui era anche quello del fortunato Grazie, zia – lo regalava”

A chi?

“Ai marxisti-leninisti. Credeva davvero nell’uguaglianza sociale”

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In Al di Là del bene e del male lei ha lavorato con Dominique Sanda

“Una persona dolcissima. Aveva un uomo, ma si era innamorata di un assistente del film, e il fidanzato si ferì per il dolore. Come diceva Piero Tosi , il costumista : ciò che succede nel film è niente in confronto a quello che avviene nella stanza di Dominique”

Ora, se non sbaglio, lei si occupa di donne decisamente meno fortunate

“Quest’inverno dirigerò Prostitute , due puntate su Rai Uno, Produttrice Claudia Mori: storie di donne vittime. Un episodio sarà sulle prostitute, l’altro sullo stalking. Sono andata nei centri anti-violenza , nelle case di accoglienza dove si rifugiano le donne perseguitate. Ho parlato con ragazze africane e dell’est, giovanissime cui sono stati sottratti i passaporti per sbatterle sulla strada. E’ un tema dolorosissimo , mi dicono che dieci milioni di italiani vanno a prostitute: e se togliamo donne e bambini..”

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