lunedì 26 ottobre 2009

INTERVISTA A NUCCIO BARILLà , DIRETTORE GENERALE DI LEGAMBIENTE

Nuccio Barillà è il direttore generale di Legambiente , e fa parte del Comitato per la verità che ha denunciato i misteri sulle navi al veleno affondate in Calabria.

nuccio-barilla Ad Amantea c’erano migliaia di persone nella manifestazione a sostegno delle vostre inchieste. Quale verità cercate?

“Una verità corale su questo intrigo radioattivo. Un affare che ha dimensioni internazionali anche se si concentra in Calabria”

Navi con carichi sospetti fatte inabissare per mano della ‘ndrangheta. Che altro c’è da sapere?

“La cosa importante da dire è che già nelle inchieste dei magistrati tomi di testimonianze, commissioni d’inchiesta etc avevano fatto emergere un quadro che aveva bisogno di conferma. Dopo le rivelazioni fatte dal pentito Francesco Fonti , oltre all’impianto accusatorio c’è la prova del delitto e del relitto. La corrispondenza su un fatto concreto di tutte le accuse che in questi anni sono emerse”

Fonti ha aiutato a individuare il relitto della Kunsky , fornendo i dettagli del suo affondamento. Quante altre navi vanno cercate?

“Circa una ventina in Calabria, ma ce ne sono altre nel Mediterraneo e in altri mari e questo emerge dai dati del Lloyd’s , dalle controversie sulle assicurazioni, ma anche da precisi rapporti tra cui uno dell’intelligence italiana, il Sismi, che diversi anni fa parlava di un numero elevato di navi”

La Rigel è un’altra di quelle navi di cui si sembra si sappia tutto , ma sulla quale chiedete di indagare

“La Rigel è stata sicuramente affondata in modo doloso al lago di Capo Spartivento e sicuramente trasportava un carico diverso da quello dichiarato. Lo dice una sentenza della cassazione che condanna gli organizzatori del carico accertando sia la truffa sia il naufragio doloso”

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E allora quale altra verità c’è da chiarire?

“Si tratta di una nave di un armatore greco partita da Marina di Massa a inizio a settembre 1987 e che stranamente ci mise 20 giorni per fare un percorso relativamente breve fino alla Calabria. Oltre alla sentenza della Cassazione c’è un’altra parte della sentenza oggi archiviata, quella riguardante il trasporto dei rifiuti tossici”

L’archiviazione nasce dal mancato recupero del suo carico , quindi dalla mancanza della prova principale sul tipo trasporto

“Ci sono intercettazioni confermate da persone poi finite in carcere sul suo carico nascosto e sul suo affondamento, è stata dimostrata la corruzione dei doganieri , il traffico a fini di lucro e la presenza a bordo sia di 1700 tonnellate di polvere di marmo , sia di blocchi di cemento, elementi usati come schermo per la radioattività e come peso per sbilanciare la nave nella fase di affondamento. Nonostante tutto ciò , in tanti anni lo Stato non è mai andato a vedere cosa c’è davvero sott’acqua. Invece di avere risposte aumentano le domande su questa lentezza. Nessuno vuole aprire squarci sui traffici di quegli anni”

Che cosa s’intende per navi a perdere?

“Navi destinate ad essere perse. Carrette del mare che vengono affondate sia per compiere delle truffe , assicurando un carico per un valore molto superiore a quello trasportato , sia per far sparire sostanze difficilmente smaltibili in modo legale”

Oltre a ‘ndrangheta e armatori chi ci guadagnava?

“Parliamo di una sorta di holding internazionale tra Stati , “zona grigia” tra Stato e antistato, faccendieri senza scrupoli e criminalità organizzata che in questo contesto faceva da service per il lavoro sporco. Ma non solo. Con questi traffici la criminalità entra in contatto con il mondo della finanza e della politica, stringe i rapporti che trasformeranno poi la ‘ndrangheta in borghesia mafiosa e molti di questi personaggi li ritroviamo in consigli d’amministrazione delle società che curano questi affari a livello internazionale”

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La nave Mare Oceano ha iniziato le ricerche sui fusti della Kusky. Che vi aspettate?

“Intanto vogliamo sapere che cosa c’è dentro questi fusti. Queste operazioni vanno fatte con la massima chiarezza e con la volontà effettiva di trovare, non per dire “ho cercato”

Sicuramente è stata trovata la radioattività nel torrente Oliva , dove si aspetta sia stato nascosto il carico di un’altra nave, la Jolly Rosso

“Sì, radioattività dovuta a cause esterne , cioè non ambientali . Anche qui non al 100% riconducibili alla Jolly Rosso ma in attesa di riscontri precisi i sospetti sono forti”

Che danni hanno creato queste sostanze all’ambiente e all’uomo?

“Non vogliamo fare allarmismo , ma bisogna fare in fretta”

Possibile che lo Stato Italiano stia sottovalutando il problema?

“Questo 'è sicuro. Nessuno del governo è mai venuto qui. In questi mesi si è perso tempo con navi inadeguate e promesse non mantenute “

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