giovedì 15 ottobre 2009

INTERVISTA A RAFFAELE GUARINIELLO, MAGISTRATO DI CAUSE SULLA SICUREZZA DEL LAVORO

Raffaele Guariniello , il magistrato dei casi Thyssen ed Eternit parla delle leggi sulla sicurezza e dei metodi di indagine in merito

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Nel 2008 , per la prima volta dal 1951, il numero di morti sul lavoro è calato sotto i 1200. Infatti, lo scorso anno, dati Inail , hanno perso la vita in 1120, ossia 3 morti al giorno. E’ un dato accessibile?

”Mi è difficile mettermi a discutere sui numeri. Perché l’ obiettivo che dobbiamo avere è quello di contenere al massimo il fenomeno degli infortuni sul lavoro e poi quello che viene spesso trascurato, ossia delle malattie professionali”

Che se non sbaglio sono un numero intangibile

“In effetti via via si scoprono nuovi territori di malattie professionali che una volta non venivano percepite come tali; il terreno si allarga sempre più”

Ad agosto è entrato in vigore il decreto legislativo 106 , ossia nuove norme che modificano in parte ilo testo unico sulla sicurezza. Lei partecipa anche a convegni sul tema , come quello di recente organizzato dalla Informa a Roma. Ma di fatto queste norme tutelano meglio il lavoratore?

“In genere quando esce questa è la domanda di prammatica soprattutto perché mossi da un’idea utopica. E cioè che basti fare una nuova legge per produrre dei risultati. In realtà non è così. Queste leggi che abbiamo da agosto sono migliori della 626 però sarebbero bastate le leggi degli anni ‘50 del secolo scorso per fare prevenzione”

Sta dicendo che serviva solo l’applicazione di tale leggi?

“”Questo è il punto drammatico su cui noi dobbiamo davvero riflettere un po’ più operativamente di quanto si faccia in genere. Se dice che per applicarle bisogna rafforzare la vigilanza. Ma gli organi di vigilanza hanno gravi lacune sia nei numeri , sia nella professionalità”

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Si riferisce principalmente ad Asl, Ispettorato del Lavoro e Vigili del Fuoco?

“Sì. E va detto che la magistratura ha altrettanto gravi lacune. Essendo quasi tutte le norme di sicurezza sul lavoro penalmente sanzionate , se noi contiamo i processi penali che si fanno questi sono troppo pochi. Anzi ci sono delle aree dove non si fanno”

Come non si fanno?

“Io vado in certe zone e mi rispondono che tanto lavorano in nero. Allora , rispondo, muoiono anche in nero”

E dove si processa come va?

“Con troppa lentezza. La conseguenza è che poi, , con i tre gradi di giudizio, si arriva ad una stanza di prescrizione”

Nelle procure la sicurezza sul lavoro è considerata una materia secondaria oppure ci sono anche difficoltà oggettive di uffici gravati da indagini, per esempio, sulla criminalità organizzata?

“E’ indubbio che un ufficio come la nostra procura è molto organizzata. Ci sono altre procure che lo sono di meno e altre ancora che proprio non riescono. L’infortunio magari capita nel centro dove c’è la procura con tre, quattro magistrati , che non hanno modo di specializzarsi in questa materia. Quindi devono inventarsi il modo di procedere. Questo determina un ritardo ea anche una carenza nelle investigazioni. Perciò dico che dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo”

Si riferisce alla sua proposta di istituire una procura nazionale sull’argomento?

“Se non nazionale, distrettuale. Che abbia un gruppo organizzato di magistrati che faccia questo lavoro da tempo”

Com’è la metodologia di indagine in un caso di infortunio sul lavoro?

“Quella usuale è : capita l’infortunio; va l’organo di vigilanza a fare un sopralluogo , magari in certi casi più clamorosi ci va anche il pubblico ministero ma non sempre, l’ispettore vede come sono andate le cose e se ha bisogno di qualche elemento fa richiesta di documentazione; poi il pm interviene e dà da fare una consulenza o una perizia; vengono sentiti dei testi; quindi si aspettano 3-4 mesi per gli esiti della perizia”

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Secondo lei invece cosa serve?

“In più casi , non dico necessariamente tutti, è necessario capire perché un infortunio è avvenuto. Quali sono le scelte di politica aziendale che sono dietro un infortunio. Per fare questo non puoi chiedere ad un’azienda “Dammi le mail che vi scambiate tra dirigenti”. Devi fare una perquisizione , andare a guardare nei computer”

Che ne dice delle cultura della sicurezza?

“E’ una bellissima frase”

A ridosso di certi eventi sembra quasi debba diventare una materia scolastica

“A questo proposito dico, insegniamo la sicurezza nelle scuole ma intanto facciamo sicurezza nelle scuole. Sennò cadono i soffitti”

Lei è stato allievo di Conso e Bobbio : di quali insegnamenti ha fatto tesoro?

“Di Conso , andare a lavorare anche dopo cena. Da Bobbio ho cercato di imparare il rigore morale e scientifico”

E le critiche di protagonismo?

“Mi si dice “Preferisce un magistrato che fa le cose , ad un magistrato che non fa nulla?”. Io preferisco il primo”

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