lunedì 23 novembre 2009

INTERVISTA ALLA REGISTA FRANCESCA COMENCINI “Le donne sono le guardiane della vita”

Francesca Comencini racconta del Film “lo spazio bianco” e il momento difficile del cinema e il suo rapporto con la politica.

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“Il cinema non è un manifesto o un pamphlet : è una forma d’arte. Non può far altro che raccontare la vita delle persone producendo emozione. Non basta che un film denunci : deve far commuovere , ridere o riflettere, ma sempre passando attraverso l’immedesimazione dello spettatore”

A proposito di politica , lei appartiene ad una rinomata dinastia di parassiti

“Non voglio commentare l’invettiva di Brunetta. Dico solo che quando Brunetta e noi tutti saremmo dimenticati dalla storia, il mondo si ricorderà di Anna Magnani che rincorre il camion dei nazisti gridando “Francesco”. Lei e Roberto Rossellini , uno dei più grandi registi italiani nella storia del cinema, correranno molto più a lungo di noi e di loro”

Specie se gli autori continuano a segare le gambe?

“Noi registi dovremmo smettere a battere cassa e chiedere soldi. Finanziare la cultura non è assistenzialismo , perché tutte le democrazie europee lo fanno più di noi , ma sembra che la nostra lotta si riduca solo ad una questione di denaro , mentre il nostro obiettivo reale è una nuova legge di sistema”

Cioè?

“Il cinema genera profitti e se, per legge, fossero reinvestiti in parte nella produzione di film italiani si creerebbe un circuito virtuoso. Su questo dovremmo fare una riflessione col ministro con cui siamo costretti a confrontarci. Ma se Bondi è d’accordo con Brunetta , forse ha sbagliato ministero. Sarebbe come il ministro dell’industria dicesse che tutte le industrie fanno schifo. In Francia il ministero della cultura è stato istituito dalla destra. Un progetto sulla cultura del proprio Paese qualifica un politico vero”

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Il Berlusconi imprenditore investe 35 milioni nei film di Tornatore e Placido : la metà del finanziamento statale del Berlusconi politico a tutto il cinema italiano

“Io credo che l’uso del denaro sia molto importante e faccio film in cui i soldi spesi mi fanno dormire tranquilla , così come il mio compenso. Ma ci sono film che richiedono investimenti maggiori. Denaro privato e denaro pubblico non sono la stessa cosa , però è vero che c’è incongruenza tra un premier , che privatamente riconosce un valore commerciale e artistico all’opera cinematografica , e un suo ministro che lo nega. Sono soldi sprecati o no, quelli per il cinema?”

Di riflesso , c’è una contraddizione anche da parte del cinema nel contestare il Silvio politico salvo farsi finanziare dal Silvio imprenditore?

“La contraddizione riguarda tutti. Ci sono giornali che fanno campagne condivisibili contro l’attuale modello culturale imperante e poi dedicano paginate alla coppia Canalis – Clooney. Senza tirarci le pietre gli uni con gli altri , cito il Talmud : la colpa , come la neve, ci copre tutti. Penso che ci voglia più rigore e intransigenza da parte di tutti per uscire da questa melma”

Le colpe degli autori quali sono?

“Un’autocritica sarebbe necessaria . Il cinema italiano deve osare di più , ma stilisticamente anche sul piano dei contenuti. Io a volte l’ho fatto, ma credo che sia io che i miei colleghi dovremmo farlo di più, in questo cinema medio che non è né carne e né pesce, che dà un colpo al cerchio e uno alla botte”

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Lei si farebbe produrre da Medusa?

“Come diceva Bartleby , lo scrivano di Melville , “preferirei di no”. Quest’anno a Venezia c’era una presenza schiacciante di film Medusa , con la quale mi dicono si lavori benissimo in grande libertà. Io sono abituata a fare film di basso costo : è uno dei segreti per fare il mio percorso come voglio , girando solo cose che piacciono a me. Garantisco che è già un lusso estremo”

E’ ancora così importante l’applauso di un festival , come quello di Venezia , tra una Noemi e una D’Addario?

“I festival sono così, sin dai tempi in cui accompagnavo mio padre Luigi. Questa contaminazione tra spettacolo e circo , squallore e poesia, artisti e starlette , c’è sempre stata ed è un ambaradan che può essere irritante. Sono però occasioni assolutamente necessarie. Senza festival, non potresti mai pensare che un film da tre milioni appartenga allo tesso modo dei kolossal”

Venezia ha capito il suo film ?

“Una delle cose più belle è stata la sensazione di aver comunicato a pieno. E’ stato un piccolo miracolo . grazie anche alla dedizione di chi ha lavorato per il film giorno e notte , altro che fannulloni”

Il mondo cattolico ha esaltato Lo spazio bianco cogliendone uno spirito antiabortista?

“Nessuna donna è pro aborto, perché le donne sono le guardiane della vita. Questo film è un inno alla vita : celebrarla è compito dell’arte. Io ho tre figli, ma difendo il diritto delle donne a scegliere liberamente”

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