martedì 3 novembre 2009

INTERVISTA A LUCA ARGENTERO “Solo guardando all’amore nel senso puro del termine si può arrivare a tutelare gli omosessuali”

Luca Argentero ha interpretato un amore omossessuale in due film.

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Argentero lei ha interpretato il ruolo dell’omosessuale in due film, “Saturno contro” e “diverso da chi”. Ora nel suo ultimo lavoro “oggi sposi” di Luca Lucini , indossa i panni del classico maschio italiano. Quale delle due vesti preferisce?

“Difficile parlare di una preferenza. Si tratta di interpretazioni che richiedono un tipo di approccio differente. In “Saturno Contro” , il mio primo film, l’omosessualità è vissuta come una ricerca di se stessi e mi sono affidato al regista Ozpetek per trovare la migliore interpretazione. In “Diverso da chi” , invece, il personaggio incarna un’omosessualità a tratti inconsapevole , non necessariamente cercata, non voluta, quasi poi ripiegata sul gioco, sull’atteggiamento della commedia. Quella stessa comicità caratterizza quest’ultimo lavoro. Nelle vesti dello sposo mi sono divertito tanto , soprattutto nella fase che va dalla proposta di matrimonio al sì sull’altare”

Lei è stato anche testimonial della collana Ciak , dedicata alla lotta contro l’omofobia. Il parlamento ha bocciato le aggravanti di pena per il reato di omofobia. Che ne pensa?

“Non è una legge lo strumento giusto per tutelare i gay. Le regole non cambiano gli atteggiamenti di violenza e odio a cui assistiamo. Serve un cambio di mentalità. Solo guardando all’amore nel senso puro del termine si può arrivare a tutelare gli omosessuali. I sentimenti non hanno colore, sesso, o altre forme. Non conoscono ostacolano così gravi da farli diventare pretesti per le aggressioni. La diversità va accettata. Trovo che in Italia ci sia un modo retrogrado di pensare”

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Ma per entrare nel ruolo dell’omosessuale si è avvicinato all’universo gay?

“Non ho seguito un metodo, né tanto meno mi sono avvicinato a persone vicine al mondo omosessuale. Mi sono sempre affidato al regista di turno che mi ha aiutato a tirare fuori quella parte intima e sensibile che richiedeva il personaggio. Mi sento un attore versatile che varia a seconda dei film in cui recita”

Sposo nel film e nella vita. Come sta vivendo i primi mesi del suo matrimonio?

“Nel film interpreto la parte la parte di un poliziotto foggiano che vuole sposare la figlia dell’ambasciatore indiano. Nella preparazione delle mie nozze ho rivissuto davvero un po’ di quello che ironicamente viene mostrato nel film. Quasi un incubo per quante cose è necessario preparare in un matrimonio. In ogni caso desideravo sposarmi da tempo. Da quattro anni ho una campagna stabile e penso sia normale pensare anche alla famiglia. Sono contento”

Sul set Michele Placido , che fa da regista nel suo ultimo film “Il grande sogno”, è il padre delle protagoniste : come è stato essere stato essere colleghi?

“Placido è una persona molto simpatica che si presta a giocare moltissimo. Ma, come regista, è totalmente diverso: un rapporto gerarchico, di grande rispetto e professionalità. Sul set il fatto di imparare a parlare il dialetto pugliese è stato molto divertente. Mi ha aiutato un mio amico foggiano a perfezionare la lingua”

Il poliziotto che lei interpreta è un po’ trucido. Funziona ancora il mito dell’uomo dell’uomo bello e maledetto?

“Il mito funziona sempre ma va attualizzato. Basti pensare a uomini come James Dean che sono immortali. Ogni epoca ha bisogno del suo bello e maledetto. Ma il poliziotto che io incarno è il classico maschio italiano che , dopo peripezie avventure , intraprende la strada del matrimonio e vive in famiglia”

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In questi giorni è ripartito il Grande Fratello , il reality show che l’ha portata al successo. Qual è la sua idea del programma?

“Tornando indietro lo rifarei. E’ stata un’esperienza di convivenza forzata, una sorta di esperimento di vita, che mi ha insegnato tanto. Per i ragazzi che vogliono fare spettacolo è un buon trampolino di lancio. Per me il passaggio al cinema è stata un’evoluzione fortunosa. Il Grande fratello rimane un’occasione da sfruttare , ma non a tutti riesce ad andare avanti. In molti rimangono infatti fermi alla partecipazione al reality, senza poi affermarsi nel cinema o , in generale, al mondo della televisione”

Prima la televisione , poi il cinema e nei prossimi mesi il debutto al teatro con “Shakespeare in Love”: come si sta preparando alla prima volta sul palco?

“Sono un po’ spaventato, ma il teatro è una formazione straordinaria. Dal punto di vista educativo credo sia fondamentale per un attore. Sono emozionato all’idea di ritrovarmi solo davanti ad una platea. Continuo ad amare il cinema. Però , per me, i due mondi sono paralleli , nel senso che è giusto percorrerli entrambi, senza che uno escluda l’altro. Sono convinto che il teatro mi darà molto”

1 commento:

Falco ha detto...

Great Luca