mercoledì 25 novembre 2009

INTERVISTA A TRISTRAM STUART, CHE SI NUTRE SOLO DI CIBO RECUPERATO

Tristram Stuart è un ecologista convinto, e si nutre esclusivamente di cibo recuperato dai supermercati e dai cassonetti della spazzatura.

http://pensierimadyur.blogspot.com/2007/11/i-freegans.html

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Lei è un eco-integralista , un freegan : per mangiare cerca tra la spazzatura dei supermercati. Perché?

“La ragione principale per cui vado a recuperare cibo ancora commestibile nei cassonetti dei supermercati è perché si tratta di cibo che si può ancora mangiare”

Quindi tutti a pranzo tra i rifiuti?

“Assolutamente no: io non voglio incoraggiare le persone a fare quello che faccio io. Semmai il contrario: rendere impossibile il rovistare tra i rifiuti. Perché questo significherebbe che tutti gli sprechi sono stati eliminati”

Rovistare tra i rifiuti non la disgusta?

“Sa l’unica cosa che mi disgusta qual è? Vedere tonnellate di prodotti alimentari assolutamente commestibili gettate via. In una famiglia media del Nord Italia, dove si usano bidoni per i rifiuti organici , ogni persona produce 73 Kg di avanzi alimentari . Nessuno sa quanta parte di questi rifiuti sia commestibile. Ma confrontando questo dato con quelli di altri Paesi come il Regno Unito, la cifra potrebbe essere circa l’80% del totale. Ciò vorrebbe dire che gli italiani sprecano 6y0 Kg di cibo a persona ogni anno. Esclusi gli sprechi alimentari dio mense, ristoranti , fast food e scuole”

Meno sprechi, più benefici. Quali?

“I Paesi ricchi sprecano da un terzo al 50% di tutto il cobo che viene prodotto. Come se il cibo fosse una risorsa infinita. Non è così. Per produrre cibo si erodono risorse : terra , acqua, combustibili. Con impianti devastanti sull’ambiente : dalle imponenti deforestazioni in Sud America e nel Sud Est asiatico all’impoverimento dei terreni a causa dell’agricoltura intensiva , allo spreco di acqua, alle emissioni di Co2 legate al trasporto , alla produzione , e alla decomposizione del cibo . Tutto documentato nel libro “Sprechi”

Chi c’è al top della black list degli sprechi?

“Gli sprechi ci sono lungo tutta la filiera alimentare. Mi sono focalizzato sui supermercati perché hanno un potere dominante , soprattutto nei paesi più ricchi. Loro sono colpevoli: ma tocca a noi cambiare le cose”

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Come?

“Cominciando ad esempio dalla cosmetica di frutta e verdura : le sembra impossibile imporre che siano di misura e forma uniformi? Questo obbliga i coltivatori a disfarsi di forti percentuali dei loro raccolti. Noi consumatori abbiamo il potere di questa pratica. Possiamo chiedere di cominciare a vedere sugli scaffali meno frutta meno bella , ma sempre commestibile. Più saremo , più saranno obbligati ad ascoltare la nostra voce”

Lei mette sul banco degli imputati anche le politiche di marketing . Come le offerte “prendi tre, paghi 2”..

“Il più delle volte si tratta di offerte pensate per rifilare al consumatore le eccedenze o i prodotti prossimi alla data di scadenza. Così si finisce per comprare ciò che non serve , buttando via quello che non si consuma: un quarto di tutti gli alimenti che acquistiamo finisce nella spazzatura!”

E accusa le date di scadenza..

“Esatto. Il sistema di dare una datazione , che all’inizio è stato sviluppato per proteggere il consumatore , è diventato un modo di salvaguardare le aziende. Tolte le indicazioni “da consumarsi entro” e da “consumarsi preferibilmente entro” che sono necessarie e imposte da leggi comunitarie , le altre andrebbero abolite”

I rischi per la salute?

“Le intossicazioni alimentari sono solo uno spauracchio agitato dalle industrie alimentari. Non dimentichiamo che i produttori stabiliscono le date di scadenza concedendosi argini margini di errore relativamente al tempo sufficiente perché un prodotto vada male. Quasi sempre la data stabilita anticipa di molti giorni quella effettiva di scadenza”

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Cosa possiamo fare da consumatori per limitare gli sprechi?

“La prima regola è : se compri cibo , non buttarlo. Prima di entrare in un negozio o un supermercato prepariamo una lista della spesa : avremo le idee più chiare su quello che ci serve. Eviteremo così gli acquisti compulsivi , quelli che finiscono più spesso nella pattumiera”

Quando ha cominciato a prendere a cuore il problema del cibo sprecato?

“Avevo 15 anni e avevo un maiale che nutrivo con avanzi alimentari (oggi una legge comunitaria lo vieta). Così ho cominciato a raccogliere gli avanzi della mensa scolastica , degli agricoltori che buttavano le patate imperfette, dei panettieri che si liberavano del pane non lievitato. Ho imparato presto a capire che molti rifiuti sono in realtà commestibili , e che il cassonetto migliore è quello vuoto. E sa una cosa? Non ho mai avuto niente , neanche un mal di pancia”

Perché non regalare il cibo in scadenza a chi non ha niente da mangiare?

“Quasi tutti i supermercati americani donano le eccedenze alimentari a enti assistenziali perché le distribuiscono ai bisognosi. In Italia esiste un’associazione . Last Minute Market (www.lastminutemarket.org) , specializzata nel raccogliere i surplus alimentari e distribuirli ai poveri. Spesso i supermercati hanno eccedenze di prodotti di alta qualità perché hannop ordinato troppa merce , o perché la confezione ha qualche leggero difetto. Perché buttare tutto questo buon cibo?”

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