mercoledì 23 dicembre 2009

INTERVISTA CON RENZO ROSSELLINI, FIGLIO DEL REGISTA ROBERTO, RACCONTA LA RELAZIONE TRA SUO PADRE CON INGRID BERGMAN

Dopo il film Stromboli , terra di Dio c’è l’addio di Rossellini al Neorealismo e l’inizio della sua storia con Ingrid Bergman. Lei era una diva e aveva scritto una lettera appassionata al regista dopo aver visto Roma città aperta e Paisà.

Lettera “Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco , non si fa quasi capire in francese , e in italiano sa solo dire “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei”.

Renzo Rossellini

“Quando fu girato il film avevo otto anni , ma ricordo bene l’arrivo di Ingrid a Roma. L’avevo già vista al cinema in Per chi suona la campana e me ne ero subito innamorato”

Una passione di famiglia?

“Sono stato io il primo Rossellini a prendersi una cotta per lei . E ho avuto la debolezza di raccontarlo a una mia baby sitter. Quando mio padre mi portò all’Excelsior : dove Ingrid soggiornava , tremavo dalla paura che qualcuno potesse rivelarle il mio segreto”

Come fu quell’incontro?

“Quando mi trovai davanti questo angiolone con i riccioli biondi , era alta un metro e ottanta , persi davvero la testa . Era come una fata gentile , molto materna come me. In quegli stessi giorni scoccò la scintilla anche per mio padre”

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Perché la Bergman voleva lavorare con suo padre?

“Era annoiata dal sistema hollywoodiano. Erano gli anni del maccartismo , e lei era disgustata nel vedere colleghi e amici emarginati perché sospettati di essere comunisti”

Il matrimonio fra suo padre e sua madre era già concluso?

“Sì, erano già separati e mio padre aveva già avuto una relazione , ormai terminata , con Anna Magnani. Papà è sempre stato un monogamo : ho avuto tante donne , ma una dopo l’altra, senza sovrapposizioni”

La Bergman , ancora sposata , fu accusata di essere una concubina. Il film segnò la fine della luna di miele fra suo padre e gli Stati Uniti?

“Stromboli fu un film torturato in America. La casa di produzione , la Rko, fece molti tagli e un montaggio assai differente da quello voluto da mio padre. Ne nacque anche una causa giudiziaria e alla fine fu deciso che la versione della Rko poteva si circolare , ma solo negli Usa. Ma non fu l’unico caso di censura”

Anche Rossellini subiva i tagli?

“E alcuni davvero assurdi. In Europa 51 , sempre con Ingrid , la censura eliminò una farse tratta del Vangelo e in Francesco giullare di Dio venne tagliato il prologo , un montaggio delle immagini di Giotto, perché si accennava alla Chiesa corrotta che il Santo voleva combattere. Per ritrovare quelle scene ho dovuto fare un lavoro da detective negli archivi Kodak degli Stati Uniti”

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Da bambino , come ha vissuto la relazione fra suo padre e la Bergman?

“Le mamme dei miei compagni di classe erano curiose di sapere da me i particolari più intimi. Ma io sapevo molto poco di quella storia. Poco dopo Stromboli nacque però Robertino , il primo dei loro tre figli”

Vivevate come fratelli?

“E’ grazie alla tolleranza di mia madre e alla capacità di Ingrid di tenere tutti insieme che siamo rimasti uniti. Ricordo una bella vacanza a Amalfi con tutti noi bambini e mamma , Ingrid e Sonali , la terza moglie di mio padre”

In molti hanno accusato Stromboli di essere l’inizio della decadenza del cinema rossinelliano . E’ d’accordo?

“Nel 1977 , papà è morto , nel suo portafogli ho trovato il ritaglio di un articolo di giornale del 1946 , anno in cui uscì Paisà . Iniziava così “Dalla mente ottenebrata dal regista ..” e continuava con degli insulti . Già subito dopo Roma città aperta la critica ha iniziato a vedere una decadenza del suo cinema. Ma lui mi disse “Odio rivedere i miei film del passato, ho nostalgia solo del futuro”

La Bergman fu anche anche una musa per suo padre?

“Lei metteva tutta se stessa in quelle pellicole , anche come autrice. Era colta e intelligente , non una pupattola nelle mani del regista”

Ne è ancora innamorato?

“Ho ricordi meravigliosi. Sì , dopo sessant’anni la amo ancora”

1 commento:

Ruby ha detto...

Thanks for the interview, I loved reading more about Ingrid, diva for ever.