martedì 1 dicembre 2009

INTERVISTA A KAYLASH SATYARTHI , ATTIVISTA PER I DIRITTI CIVILI DEI BAMBINI

Kaylash Satyarthi è un attivista per i diritti civili in India. Ha restituito l’infanzia a 67 mila bambini obbligati a lavorare.

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Lei si batte contro il lavoro minorile : quanti sono i bambini costretti a lavorare , nel mondo?

“Secondo l’International Labour Organisation (ILO) 218 milioni. La maggioranza, il 60% si trova in Asia , il 30% in Africa , altri 10% nelle Americhe”

In che condizioni vivono?

“Vivono e lavorano in condizioni subumane: fanno molte ore di lavoro non pagato o pagato poco, in ambienti pericolosi e opprimenti. Sono malnutriti , senza cure sanitarie e spesso in pessime condizioni di sicurezza. Vengono privati della libertà e della dignità”

In India , in Bangladesh e Pakistan è ancora diffusa la schiavitù , anche se è illegale. I bimbi lavoratori sono schiavi?

“Molti sì : almeno il 20%. Spesso sono figli di schiavi per debiti”

In quali settori lavorano minori?

“Quasi sette su dieci lavorano nei campi. Molti fanno i domestici , i camerieri o gli operai nelle fabbriche di tappeti , vestiti o scarpe. Oppure devono cucire i palloni , produrre il vetro o i giocattoli”

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Perché , anche in lavori pesanti , si impiegano bambini invece che adulti?

“Gli adulti costano cari. Ed è più facile sfruttare i bambini: sono remissivi e sottomessi. In molti casi vengono anche sfruttati da un punto di vista sessuale”

Il lavoro minorile è proibito ovunque ? E i divieti vengono applicati?

“La convenzione dell’ILO per proibire le peggiori forme di lavoro minorile è stata firmata da più di 175 paesi. Quella per vietare l’impiego dei minori di 14 anni , da 140. La maggioranza dei Paesi hanno delle leggi. Ma spesso non sono applicate a dovere”

Perché?

“La ragione principale è che manca la volontà politica. Inoltre in alcune società il lavoro dei minori non desta la necessaria preoccupazione”

Cosa possono fare gli italiani per combattere il lavoro minorile?

“Parecchie cose. Sul piano nazionale possono comportarsi da consumatori responsabili. Ogni volta che comprano qualcosa devono chiedere che sia garantita l’assenza di manodopera infantile nella produzione”

E su quello internazionale?

“Intanto possono reagire con mail o lettere alle aziende e alle istituzioni ogni volta che vengono a sapere che dei bambini , in qualsiasi posto del mondo , sono sfruttati”

E poi?

“Devono pretendere dai loro rappresentanti politici che diano più risorse per la cooperazione allo sviluppo oltreoceano per eliminare il lavoro minorile. Ma anche nelle zone del Sud Italia”

Le sue organizzazioni si occupano anche di liberare i lavoratori-bambini?

“Sì, in India abbiamo liberato più di 78 mila bambini lavoratori e più di 20 mila adulti in schiavitù , negli ultimi 30 anni”

Come?

“Sia attraverso raid segreti e operazioni in incognito che con azioni giudiziarie e mobilitazioni collettive”

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I bambini che salvate sono consapevoli dei loro diritti?

“Non sanno neppure di averli. L’unico loro desiderio è poter tornare a casa dalla madre o dalla famiglia. Molti, poi, vorrebbero tornare a scuola”

Cosa accade dopo che li avete liberati?

“Prima di tutto li portiamo dalle autorità per le formalità legali: così possono accedere ai benefici per il reinserimento e si può dar via alle azioni legali contro i loro datori di lavoro. Poi li portiamo nelle case di accoglienza per il soccorso fisico e psicologico. Da lì accedono a programmi di recupero”

Di che cosa hanno bisogno più di tutto?

“Della libertà di andare a casa loro e a scuola. Di essere amati , accuditi – di un po’ di rispetto”

Come è nato il suo impegno per i bimbi?

“Il mio primo giorno di scuola mi ha cambiato la vita. Avevo 5-6 anni e vidi un bimbo della mia età seduto sulla soglia della scuola. Era un lustrascarpe. Chiesi al mio insegnante perché rimaneva fuori a lavorare , se tutti gli altri entravano. Mi disse : sono poveri, devono lavorare”

Non la convinse , immagino

“no, un giorno trovai il coraggio di chiedere la stessa cosa al padre del bimbo, che era con lui. Mi rispose che era stato così per lui e per suo padre “Signore , siamo nati per lavorare”, aggiunse. Mi arrabbiai ancora di più: non capivo perché alcuni nascono per comandare e altri per lavorare. Nel 1980 ho lasciato il mio lavoro di ingegnere e ho deciso di fare qualcosa”

Lei dice che il lavoro minorile danneggia la pace e la lotta alla povertà : come?

“Oggi è impossibile pensare alla pace , alla prosperità e alla giustizia sociale senza conoscenza. E il lavoro minorile è l’ostacolo maggiore all’istruzione. Significa perpetuare la disoccupazione degli adulti, l’analfabetismo, l’ignoranza, le malattie e la povertà. L’India, per esempio, ha circa 60 milioni di lavoratori bambini e 65 milioni di disoccupati adulti. L’ironia è che la maggior parte di quegli adulti sono i genitori dei bambini che lavorano”

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