mercoledì 30 dicembre 2009

INTERVISTA A MARCO PANNELLA “Ogni generazione partecipa a una storia di cui la memoria è patrimonio in continua ricostruzione. O anche in distruzione”

Marco Pannella è leader del partito radicale e protagonista della storia politica , e non solo, italiana. Ora racconta in un libro i suoi ottant’anni

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Da anni è protagonista della politica. Ma non ha mai preteso poltrone, cariche..

“Sì: la politica per noi è stata ed è, da oltre 50 anni, in senso proprio e per estensione , impresa; come sono sempre state chiamate in storia le grandi imprese . Imprese di ricerca , concepimento ideale, di formazione civile, sociale, finalizzata legislativamente , per generare il nuovo possibile , l’impossibile di ieri. Per me imprenditore è ed è stata pratica-teorica di convivenza , co-nascita e conoscenza con le esistenze delle persone con cui ci siamo – in responsabilità e libertà – conosciuti, riconosciuti, uniti”

La sua impresa si lega a lotte per i diritti civili. Ne ricorda una in particolare?

“Ricordo quella ingaggiata da un secolo , alimentata dalla religione delle libertà e dalla responsabilità della democrazia , cancellata in Italia prima dal Ventennio partitocratico fascista e poi dal sessantennio partitocratico antifascista. La battaglia per superare i colpi di code reazionari di una parte della specie umana che ha terrore genetico della libertà e dell’amore , che si vanno finalmente affermando come fine dell’uomo e contributo al progresso contro la distruzione del mondo”

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Nella storia del suo partito lei è stato a volte tradito ) in ultimo da Capezzone…). Mai , però, dalle donne. Come mai?

“Le donne radicali (radicali, ma non solo) hanno la consapevolezza di poter avvicendarsi nella funzione di guida e traino della vita sociale e della storia. Una grande opportunità umana dell’oggi..”

Un’opportunità spesso invocata , in politica , sono i giovani. Lei dice però “Per capire il tempo bisogna far ricorso all’esperienza dei saggi”. Trova quella attuale una generazione di giovani senza memoria?

“E’ una generazione più intelligente, che, come sempre , acquisirà crescendo esperienza e saggezza. Fermo restando che ogni generazione partecipa a una storia di cui la memoria è patrimonio in continua ricostruzione. O anche in distruzione”

I suoi metodi di protesta – non violenza , scioperi della fame..

“La querelo o la picchio , se osa dire che i nostri metodi sono di protesta! Apprenda il significato della nonviolenza e dei sat-yagraha – la lotta non violenta della e per la forza del vero , delle realtà , della parola data”

…queste forme di lotta , allora , fanno oggi meno notizia. E’ l’effetto “Il solito Pannella”?

“Come – grazie a Marco Cappato – ha dichiarato il Parlamento Europeo, la politica dei diritti umani richiede la nonviolenza come un unica arma adeguata per il suo compimento nel mondo. Il fatto che in Italia io rappresenti un po’ tutto ciò , spiega rispetto e affetto che sento spesso nella gente per il solito Pannella”

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Lei scrive “Se mi ascolta una voce sola si finisce per credere a ogni promessa , a ogni suggestione” , e la “parola del tiranno con i mass media arriva direttamente”. Vede questi pericoli in questo senso in Italia?

“Non vedo pericoli , ma il proseguire sciagurato del peggio del secolo scorso , metamorfosi di quel male che in questo sessantennio si è vestito di antifascismo , per riaffermare il male totalitario. Noi chiediamo fiducia al Paese. Se sarà possibile , sono certo che , malgrado l’assenza di democrazia e la corruzione partitocratica , riusciremo a sostituire il regime con un nuovo governo democratico, liberale, laico, federalista, di progresso”

Non esagera?

“Provare per credere!”

Di Berlusconi scrive “E’ intelligente , è capace. Ma non ha il senso delle compatibilità. E questo lo fa sconfinare molte volte nella volgarità”. Come commenta le sue parole su Parlamento e Capo dello Stato?

“E’ spaventato da cose ormai più grandi e gravi di lui , divenuto ultimo prodotto di quella partitocrazia che era nato per combattere. Abbiamo tentato solo noi di aiutarlo: non ce l’ha permesso. Ormai si tratta di salvare anche lui e, per salvare il Paese , tutti noi. Si è creduto capace davvero , ma davvero di tutto. La Storia ci insegna che quelli come lui rischiano di condurre alla catastrofe anche se stessi , oltre che un intero Paese se questo non riesce a fermarlo e a sostituirne idee , ideali , e il quel potere partitocratico impotente – quindi prepotente – con un governo di grande radicalità riformatrice”

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Grande rispetto ha , invece , per Fini..

“Lo conosco da 30 anni . Sono stato attento a lui e finora – ripeto, finora – l’ho visto crescere umanamente , culturalmente , ascoltando dentro di sé ciò che ha avuto origine dalla sua storia e da uan natura non antifascista né tantomeno fascista , ma solo convergente con la nostra. Speriamo, noi Radicali, di poterlo aiutare in questo cammino”

Tra le riforme per cui lotta , cita come centrale quella della giustizia “I peggiori delinquenti , se ricchi, finiscono in prescrizione”. Perché quest’urgenza?

“La giustizia italiana è ridotta a sciagura per lo Stato e la società. La sua appendice è il mondo carcerario: una vergogna intollerabile, che impone una nuova forma di tortura di massa ai suoi abitanti. Dirigenti, personale penitenziario , universo dei detenuti . Finora hanno tutti , in genere, saputo miracolosamente convertire umiliazioni e sofferenze in una straordinaria testimonianza di crescita civile e umana”

In una foto del libro lei appare con i suoi genitori. Che cosa le hanno trasmesso?

“Anni fa un celebre endocrinologo svizzero, Vannotti , mi disse “Le direi di ringraziare Dio , comunque ringrazi i suoi genitori: le hanno trasmesso geni tali da renderla capace di tutto. Avrebbe potuto vincere Nobel e Olimpiadi. Lei invece ha deciso di fare ..il Pannella”. Li continuo ad amare e rispettare , se mi riesce , grazie alla capitiniana e buddista compresenza di vivi e morti , dicendo loro: siamo insieme amore e ve ne ringrazio”

Parla e scrive di un tempo futuro dopo la vita. Qual è il suo rapporto con la spiritualità?

“Le cito un abata di Boquen , che anni fa in tv mi dichiarò “piuttosto che un finale conflitto fra scienza e fede , penserei a uno fra spiritualità e i religiosi potenti”

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