giovedì 28 gennaio 2010

INTERVISTA A DAVID RUNCIMAN, PROFESSORE A CAMBRIDGE , SCRITTORE DI UN LIBRO SULL’IPOCRISIA POLITICA “La divisione di fondo vede contrapposti gli ipocriti sinceri e quelli che fanno finta di non esserlo. I primi vanno ritenuti i più onesti e i meno dannosi, mentre gli altri spesso diventano pericolosi perché utilizzano toni messianici e tendono a sottrarsi a ogni confronto , manipolando a loro beneficio gli eventi”

David Runciman , docente a Cambridge e autore di Political Hypocrisy. The Mask of power (L’ipocrisia politica . La maschera del potere , Princeton University Press) pubblicato a Londra , nel quale sostiene che l’uso dell’ipocrisia in politica non è eliminabile.

“Se riesci a far finta di esser sincero , allora, ragazzo , hai buone probabilità di farcela” Questa è la raccomandazione che diede Ronald Reagan ad un giovane candidato repubblicano, e da questo, secondo gli esperti di comunicazione, è sintetizzata la filosofia che, da tempo, ispira ogni leader politico: vince chi mente senza lasciarlo trasparire.

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Professor Runciman , su quali basi poggia la sua tesi?

“Sull’analisi meticolosa e accurata del dibattito politico a partire dal Seicento, incrociato con le storie dei pensatori che durante i secoli passati hanno riflettuto su questo tema. L’idea che tutti i politici indossino una maschera è dei greci , che paragonavano ad attori i loro governanti. Delle virtù della menzogna in questo ambito parlano poi Locke , Hobbes e gran parte degli illuministi. In seguito nessuno ha cambiato idea . Io mi sono limitato a riprendere ipotesi ben note per applicarle alla realtà di oggi”

Non ci sono differenze tra il passato e il presente?

“I meccanismi sono i medesimi , nonostante le apparenze. L’unica cosa ad essere davvero cambiata è la velocità dei mezzi di informazione . Con l’arrivo prima della tv e poi dei canali satellitari all news il dibattito pubblico si è dovuto piegare a ritmi in precedenza sconosciuti. La divisione di fondo vede contrapposti gli ipocriti sinceri e quelli che fanno finta di non esserlo. I primi vanno ritenuti i più onesti e i meno dannosi, mentre gli altri spesso diventano pericolosi perché utilizzano toni messianici e tendono a sottrarsi a ogni confronto , manipolando a loro beneficio gli eventi”

Può farci qualche esempio?

“Bill Clinton e Tony Blair sono ipocriti sinceri e con ogni probabilità anche Obama. Nel secondo gruppo metto Bush e il vostro Silvio Berlusconi”

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Che cosa pensa di Berlusconi?

“Lo ritengo un leader abile , ma assai dannoso per l’Italia , visto che mostra la tendenza a nascondere e proteggere la vera fonte del suo potere, il suo impero mediatico, e non ha alcuna volontà di mettere fine al conflitto di interessi che lo rende un’anomalia assoluta nell’Intero Occidente. Sotto questo profilo quanto accade in Italia non trova riscontri altrove. Ma il vero problema non è costituito dall’ipocrisia di Berlusconi , visto che tutti i politici mentono , ma dalla difficoltà che incontra l’opinione pubblica nel comprendere il gioco. Con il risultato che lui vede crescere il potere di cui dispone e la sua ricchezza personale , mentre la maggioranza dei cittadini sembra certa che la sua zione di governo farà uscire il Paese dalla crisi. Credo che finché il vostro dibattito pubblico sarà dominato da un imprenditore che vuole farsi credere uno statista rimarrete ai margini della scena internazionale”

La sinistra deve essere ipocrita al pari della destra o dovrebbe mantenersi pura?

“Se vuole vincere, la sinistra deve mentire come la destra. L’utopia di uscire a mantenersi puri e casti è una zavorra terribile per la sinistra, soprattutto per quelle forze che in Italia amano presentarsi come alternative al sistema dei partiti. Ma c’è qualcuno davvero disposto a credere che chi si proclama comunista sia sincero mentre tutti gli altri sono dei bugiardi matricolati? A mio giudizio nel 2009 chi ancora ritiene il comunismo un modello mente due volte: la prima in qualità di politico ( e questo non mi scandalizza ), la seconda sotto il profilo intellettuale. Il comunismo è morto e sepolto, riparlarne dopo il crollo del Muro non ha senso. Per quanto riguarda il rapporto tra sinistra e ipocrisia non vedo alternative: o i suoi leader vi fanno ricorso , sia pure della sua accezione più positiva , oppure resteranno per sempre esclusi dal governo. E chi non governa ha poche possibilità di ricambiare le cose. Restare puri è impossibile. Chi lo sostiene è un bugiardo al cubo, un pericolo pubblico”

Nel suo libro lei afferma che anche Obama è ipocrita. Sulla base di quali elementi è arrivato a questa conclusione?

“Innanzitutto perché , se è vera la mia ipotesi che nessun politico di rilievo può davvero fare a meno dell’ipocrisia , non vedo come Obama possa rappresentare un’eccezione . Mi baso poi su un attenta lettura dei suoi libri e dei suoi discorsi. Dall’analisi emerge che Obama è sincero quando racconta la sua vita privata o riferisce le sue speranze e i suoi sogni per il futuro, mentre ha la tendenza a essere evasivo in merito alle strategie per uscire dalla crisi. Detto questo , vorrei aggiungere che Obama mi sembra l’uomo che può almeno in parte rimediare ai danni fatti da Bush durante il suo doppio mandato”

Runciman

Conclude il volume affermando che la questione cruciale con la quale ci troviamo a fare i conti non è la scelta tra menzogna e verità ma quella tra livelli diversi di menzogna..

“Ritengo che il danno peggiore per la democrazia possa venire da un inutile scontro tra opposti manicheismi. In politica non esiste un confine netto in grado di dividere le bugie dalla verità assoluta. Si tratta di un ambito dominato da un complesso legame tra verità e bugie. Mentre è normale da secoli e continuerà ad esserlo. Il vero problema è che negli ultimi anni i paladini della verità sono stati spesso uomini che hanno usato in maniera strumentale questo argomento per accrescere il loro potere. Va poi aggiunto che la caccia ai bugiardi spesso scatenata dai media ha finito per convincere i leader che la strategia migliore per ottenere consenso è tentare di nascondere tutto, in particolare gli aspetti meno edificanti della vita privata. Ecco , io credo che se riusciremo a essere tolleranti sulle piccole bugie relative alla sfera privata, allora potremo essere più esigenti in materia di verità sulle grandi questioni ( guerra o pace , lotta al terrorismo, cambiamenti climatici , energia) che non trovano tutti concordi e sulle quali si gioca il futuro del Pianeta”

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