martedì 5 gennaio 2010

INTERVISTA A UMA THURMAN “Il matrimonio può spaventare , innervosire, confondere . Sposarsi per convenzione porta solo al divorzio , un vero incubo”

Nel suo ultimo film “The accidental husband” ( un marito di troppo) è una psicologa che alla vigilia delle nozze scopre di essere sposata con uno sconosciuto . Errore burocratico o vendetta? Lui era un ex di una paziente che l’ha mollato su consiglio della dottoressa. Nella vita vera lei è fidanzata con Arpad Busson , re degli hedge fund.

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Uno dei suoi ultimi film parla di un marito di troppo . Ha imparato qualcosa sull’amore e sul matrimonio mentre lo interpretava?

“Credo di avere trascorso tutta la vita cercando di imparare qualcosa sull’amore e sul matrimonio. Cosa ho imparato? Non so rispondere, in realtà…Ogni volta che penso di aver capito come funzionano vengo subito smentita. C’è sempre molto da imparare , sull’argomento”

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Lei ha anche prodotto il film. Cosa l’ha spinta?

“Questa storia è stata scritta nove anni fa. Ci ho creduto subito. Una delle cose che mi è piaciuta di più è la continua necessità della gente di avere qualcuno vicino. La ricerca dell’amore , il tentativo di capire se stessi e gli altri, il voler trovare un partner. Il film è un immenso , scherzoso, esercizio sul tema . Ed è il motivo per cui mi è piaciuto dal primo istante”

E quanto è cambiata la storia nel corso di 9 anni?

“E’ cambiata totalmente . Questi progetti nascono e poi vengono rivisti e riscritti più volte. Quando un’idea è buona , l’importante è capire come sviluppare la sceneggiatura. Il problema è che poi bisogna trovare qualcuno che ci creda e che produca il film. Spesso , proprio quando perdi le speranze , incontri qualcuno che vuole portare avanti il progetto. Io mi sono trovata in quella situazione , ci ho creduto e l’ho realizzato”

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Era così importante per lei?

“Sì, perché volevo interpretare una commedia , cosa che non ho potuto fare spesso: sono sempre stata considerata un’attrice drammatica , a parte qualche ruolo atipico , come in Henry and June e Pulp Fiction. Insomma , una non adatta a far sorridere. Così, ho visto che gli altri non mi proponevano niente , ho deciso di far da sola e ho preso in mano questo soggetto. E adesso , dopo qualche altra commedia presa al volo , mi è aperta una nuova opportunità di carriera”

Una carriera piuttosto movimentata..

“Già. Sono stata un po’ schizofrenica , nelle scelte. Soprattutto quando ero molto giovane passavo da un ruolo all’altro. Però io ho lavorato sempre , senza fermarmi mai , dai 16 ai 39 anni. Non conosco molti attori che abbiano fatto altrettanto. E poi preferivo così. All’inizio tendono a farti fare dei ruoli specifici , scelgono un personaggio che ritengono adatto a te e te lo appiccicano addosso. Io invece non volevo diventare uno stereotipo , ho combattuto e ho cercato di diversificarmi, di pensare in modo creativo”

Amore concreto o amore romantico. In quale dei due crede?

“Abbiamo bisogno di entrambi. Per me l’amore è una delle cose più importanti che ci siano e non esiste amore fra due persone che sia uguale a un altro: esattamente come le impronte digitali. Testa e cuore si contrappongono sempre , anche nel cinema”

Un marito di troppo dà molto peso al matrimonio e alle convenzioni

“La base del matrimonio è la relazione fra due persone. Se non tieni conto di questo , meglio che non ti sposi. Il matrimonio può spaventare , innervosire, confondere . Sposarsi per convenzione porta solo al divorzio , un vero incubo”

Ma per lei il matrimonio è importante?

“Io penso che il coinvolgimento sia tutto. Coinvolgersi con qualcuno in un progetto significa tendere un cavo tra due palazzi e camminarci sopra. E’ un rischio , ma se fai sul serio è inevitabile . Io l’ho sempre fatto, ho rischiato tutta la vita : ho sofferto molto , ma ho provato anche molta gioia”

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C’è stato però un periodo in cui si è detta “Non mi sposo mai più”?

“Sì, Sì, Sì, Sì”

E ora, in questo momento?

“Ci sto lavorando su. Si può vivere anche senza lasciarsi coinvolgersi , ma a me , alla fine, non interessa. Mi piacciono le persone che rischiano : sono più sincere”

Figli, carriera , partner. Una vita molto impegnata

“Terribilmente. Sono sempre di corsa. Ho un’agenda molto fitta e non sono mai stata un tipo organizzato. Quindi non è facile . Sono perennemente in lotta contro il tempo”

Si è mai presa un giorno di vacanza?

“Forse qualche giorno di malattia. E’ l’unico modo per saltare il lavoro. Una mia amica , anche lei madre , diceva ironicamente che entrambe dovevamo sperare di avere un piccolo incidente. Per essere ricoverate per un breve periodo e finalmente tirare il fiato”

Però lei ama lavorare

“Purtroppo sì. Ho sempre avuto tantissima energia e anche quando sono a casa non riesco a stare ferma. Ho ciò che definiscono una sindrome ossessivo compulsiva : devo sempre fare qualche cosa”

Ci sono cose che rimpiange di aver fatto?

“No, perché da ogni errore si può imparare qualcosa”

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