venerdì 5 febbraio 2010

INTERVISTA A BENEDETTO TERRACINI , IL PRIMO MEDICO CHE NOTò LA CORRELAZIONE TUMORE – ETERNIT “E’ molto difficile mettersi nei panni di persone che hanno avuto una tragedia di questo genere : ma la mia impressione è che ci sia una grande dignità”

Benedetto Terracini , epidemiologo e biostatico , tra i primi che notò l’epidemia di tumori da amianto in Italia, ora al centro del processo Eternit.

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Quando la sua storia si lega all’Eternit?

“Verso la fine degli anni ‘70 , il professore Enrico Anglesio – allora direttore del registro tumori del Piemonte – e io, vedendo le mappe della distribuzione dei tumori in Italia , notammo che nella provincia di Alessandria – che comprende Casale Monferrato – c’era un eccesso di cancri a pleura e polmone rispetto al resto del Piemonte. Sapevamo che a Casale si produceva cemento amianto. Andammo a parlarne col sindaco di Casale , e lui ci accolse con l’atteggiamento di chi dice “E ve ne accorgete adesso?”

Come avete collegato quell’anomalia statistica all’amianto?

“Ci sono tumori , come quello del polmone, alla cui origine ci possono varie cause . Ma il cancro alla pleura ha solo una causa nota : l’esposizione all’amianto. Se abbiamo avuto un merito è stato quello di capire che nozioni ben documentate nella letteratura scientifica si applicavano alla realtà di Casale..”

E della Eternit , che lì aveva dei suoi stabilimenti

“sì. E le malattie non riguardavano solo le maestranze. C’erano casi di tumori della pleura anche in persone che non avevano mai lavorato all’Eternit. Un po ‘erano le mogli degli operai : il marito portava a casa la tuta da lavoro , la moglie lavava , e respirava amianto. Ma ci sono anche decine di casi di origine ambientale”

Legati a che cosa?

“A Casale, l’azienda regalava graziosamente a operai e popolazione i residui di lavorazione. Residui pieni di amianto , che la gente portava a casa e usava come sottotetti , o come intonaco. C’erano palazzi pieni di amianto. Nella zona di Casale , 100 mila abitanti, 20 anni fa c’erano 20 casi di mesotelioma l’anno: 10 operai che avevano lavorato all’Eternit e 10 che non avevano mai lavorato all’Eternit. Oggi casi sono 50 : 10 ex dipendenti Eternit , e 40 nella popolazione. Questo è uno dei tanti drammi dell’amianto..”

Possibile che l’azienda non sapesse che i suoi regali fossero veleno?

“La sottovalutazione dei rischi da parte dell’industria fa parte della storia della società industriale, insieme alle reticenze sulle acquisizioni della ricerca e all’abilità nel mettere in dubbio le nozioni che depongono per l’esistenza di rischi per la salute dei lavoratori. Gli studi finanziati dalle aziende forniscono regolarmente risultati in media molto più rassicuranti per la salute della gente di quelli finanziati da enti pubblici. Questo non vuol dire che tutta la ricerca finanziata dall’industria sia fasulla , né che tutta quella pubblicità sia fatta bene. Ma fa riflettere”

I legali di De Marchienne , uno degli ex dirigenti imputati al processo , sostengono che “all’epoca” , i rischi per la salute dell’amianto erano non sufficientemente conosciuti. E’ vero?

“No. Che l’amianto causi malattie polmonari , non tumorali, era stranoto sin dagli anni’20. Che sia una delle cause del cancro al polmone era noto almeno dal ‘55. E il legame con quello della pleura è noto sin dal ‘64. I medici che lavoravano alla Eternit non potevano non sapere queste cose. E se colpevolmente non lo sapevano , vuol dire che l’azienda non si preoccupava di verificare la competenza dei propri medici”

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Corriamo ancora rischi per l’amianto?

“L’uso dell’amianto , è vietato , in Italia dal ‘92. M ala sostanza era ed è presente in posti impensabili. Era nel cemento amianto, in freni e frizioni d’auto, su treni e navi. E ancora oggi , ad esempio, in molte aziende c’è amianto ad avvolgere i tubi del riscaldamento. Le attività di bonifica sono in corso : ma non si sa quando finiranno”

Come muore chi muore per l’amianto?

“Male. Per tumori che evolvono rapidamente e guariscono molto poco. Chi riceve una diagnosi di tumore alla pleura ha solo il 3-4% di possibilità di essere vivo dopo 5 anni : per il cancro della mammella , ad esempio, sono oltre il 70%. La metà dei malati muore dopo un anno. E’ una prognosi molto difficile”

Anna Carelli , che all’Eternit ha perso il padre , ha detto che sarà al processo “non per i soldi” . nessuna cifra potrà ripagarci delle sofferenze subite – ma rispetto dei nostri morti “. Qual è lo spirito che ha trovato nei familiari delle vittime?

“Cercano giustizia , non vendetta. E’ molto difficile mettersi nei panni di persone che hanno avuto una tragedia di questo genere : ma la mia impressione è che ci sia una grande dignità. Dignità e solidarietà”

In Italia c’è attenzione alle malattie del lavoro , o ci si accorge del problema solo quando muore qualcuno?

“Ci sono squilibri , ma l’attenzione c’è. Cito l’Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza per il lavoro , che – attraverso un registro- raccoglie storie lavorative di tutti i malati di mesotelioma in Italia , e va a chiedere dove si lavorava , in quali circostanze si è stati esposti all’amianto … Ci viene invidiato da molti paesi”

Ci sono altri rischi cancerogeni ambientali sottovalutati, oggi?

“L’inquinamento atmosferico , lo smog. Non è un rischio alto come quello da amianto , ma c’è molta più popolazione esposta”

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