martedì 23 febbraio 2010

INTERVISTA A JOE LETTIERI, IL MAGO DEGLI EFFETTI SPECIALI DI AVATAR


Joe Lettieri è il mago degli effetti speciali di Avatar e svela i segreti di un film che ha scritto una nuova pagina del cinema mondiale.

Quali novità tecniche ha impiegato nella realizzazione di Avatar?

“La sfida più grande per tutti noi era consentire a James Cameron di avere costantemente sotto controllo sia il mondo reale sia quello virtuale , integrando perfettamente quest’ultimo nel primo. Per fare ciò abbiamo utilizzato una particolare cinepresa , una virtual camera che permetteva a James di tenere sott’occhio gli attori in carne ed ossa e al tempo stesso le loro componenti virtuali”

Quali sono le nuove frontiere che potrà abbracciare la tecnica del motion capture?

“E’ difficile dirlo : il campo è aperto a varie possibili alternative, e non si può dire a priori quali possono essere gli sviluppi tecnologici futuri , perché tutto quanto è legato alle idee che i vari registi sapranno mettere in campo”

Pensa che il modo in cui Cameron ha utilizzato il 3d in Avatar abbia contribuito a creare una nuova grammatica di questo strumento ?

“Sì. Dopo aver completato la realizzazione di Titanic , James Cameron voleva esplorare la possibilità del cinema in 3d stereoscopico e avvicinarsi nel modo migliore a questa tecnica. Per questo , ha costruito una telecamera appositamente studiata e ha trascorso gli ultimi 10 anni a girare documentari. Grazie a questo metodo , siamo stati in grado di affrontare per Avatar tutti i possibili problemi del 3d, non solo a livello tecnico ma anche di grammatica cinematografica. Per essere convincente , il 3d stereoscopico deve essere realistico : deve perciò creare un mondo verosimile come viene visto attraverso gli occhi umani”

Alcuni critici americani hanno dichiarato che la portata rivoluzionaria di Avatar è paragonabile a quella che ebbe nel 1927 il film The Jazz Singer, che inaugurò l’era del cinema sonoro. E’ d’accordo?

“Sì, penso che è proprio questo ciò a cui stiamo assistendo. Ora molti registi , nel preparare i loro prossimi adulti , stanno valutando se e come potranno utilizzare queste tecniche”

Secondo lei , sarà mai possibile apprezzare la spettacolarità del 3d cinematografico sullo schermo di casa propria?

“So che dei produttori stanno lavorando alla realizzazione di televisori concepiti per il 3d stereoscopico , dunque penso che prima o poi sarà possibile. Ritengo però che uno dei più grandi piaceri della visione tridimensionale sia quello di fruirne su un grande schermo. L’impressione che hai, al cinema , è che sia il mondo del film a venirti incontro , avvolgendoti da ogni direzione. Sul piccolo schermo, invece , hai sempre l’impressione di essere tu che ti sforzi di guardare e immedesimarti in quel modo”

Come è stato concepito l’universo di Pandora , dov’è ambientato il film?

“Pandora è stata ispirata dal mondo sotterraneo. James Cameron è un fantastico nuotatore e ama esplorare il mondo subacqueo. Anche per Titanic , ha condotto personalmente immersioni nei fondali sottomarini teatro delle riprese. Ed è così che è iniziata la realizzazione di Pandora. Il pianeta è un mondo terracqueo che raccoglie in sé molti elementi sottomarini , ai quali sono stati poi aggiunti diversi elementi terreni per far sentire lo spettatore a proprio agio , per offrirgli una giungla riconoscibile”

Quand’è che si potrà vedere il 3d senza gli appositi occhiali?

“Non penso che passerà molto tempo prima che ciò sia possibile. Molti operatori del settore si stanno muovendo in questa direzione , anche se non ancora a livello cinematografico”

Il 3d visto in Avatar è il più convincente mai sperimentato prima. Pensa che presto verrà impiegato per rimpiazzare gli attori reali?

“In parte questo è già stato fatto in Avatar , dove in alcune scene gli attori reali sono stati ricreati artificialmente grazie alla tecnica del motion capture. E’ successo per esempio a Stephen Lang e al protagonista Sam Worthington quando si è trattato di girare alcune sequenze di combattimento o altre scene particolarmente pericolose”

Non pensa che, prima o poi , questo invoglierà Hollywood a riesumare stare decedute per riportarle sul grande schermo?

“Sì, è possibile , ma gli studios dovranno soppesare i pro e i contro di questa scelta. Perché portare in vita un attore scomparso quando è possibile utilizzarne altri vivi e vegeti?”

Magari per risparmiare sul budget..

“Ne dubito. Posso assicurarvi che non sarebbe affatto un’operazione a basso costo”

Avatar ci ha mostrato un mondo inventato che sembra più vero del nostro. Secondo lei , questo aprirà la strada a un utilizzo meno ortodosso di queste tecniche? Sarà per esempio possibile, per un governo o una nazione, simulare uno sbarco su Marte che in realtà non è mai avvenuto?

“Tecnicamente è possibile , anche se non riesco a immaginare chi potrebbe voler spendere tutti quei soldi per fare una cosa del genere!”

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