giovedì 11 febbraio 2010

INTERVISTA A STUART WEITZMAN, L'UOMO CHE FA LE SCARPE ALLE DIVE



Stuart A.Weitzman è l’uomo che mette le scarpe ad Hollywood. L’uomo è un gioviale signore di 68 anni con la passione de cinema retrò , della pittura e del ping pong. Anche il padre di Stuart produceva scarpe , nel Massachusetts.All’inizio lui dava una mano:

“Disegnavo qualche modello. Ma senza crederci. Finché un giorno , passeggiando per Fifth Avenue , non vedo una mia creazione esposta in una vetrina superchic. Girai i tacchi. Voltai per sempre le spalle a Wall Street (era avviato nella finanza ndb). Visto come vanno adesso le cose in Borsa , non me ne pento”

Negli anni 70 Weitzman venne in Europa con l’idea di impiantarvi le fabbriche

“All’inizio pensavo all’Italia , ma il vostro Paese attraversava una fase turbolenta. Finii per scegliere la Spagna”. Alicante. Dove oggi dà lavoro a 2000 persone


Mister Weitzman , lei ha ormai boutique in tutto il mondo. I viaggi la ispirano? Se ne va in giro spiando le scarpe della gente?

“Prendo soprattutto ispirazione dagli oggetti : questa poltrona , come la tazza di caffè che ora ho in mano”

Sta dicendo che dietro ogni scarpa Weitzman c’è una poltrona?

“Perché no? Se è bella , comoda e durevole. Ad affascinarmi è soprattutto l’idea che le cose che ci circondano siano state disegnate , pensate. Frutto d’ingegno. E gusto. Sono stregato dagli accessori”

Perché fa solo scarpa da donna?

“Vede, in questo momento , perché noi due esauriamo praticamente tutte le possibilità della calzatura maschile : sportiva o classica. Non si scappa. Pur con il massimo dell’invettiva non ci si può spingere oltre. Mentre creare per la donna ti obbliga alla ricerca , alla scoperta, alla fantasia”

A piedi , quali sono le donne più eleganti?

“Le italiane”

Avrebbe dato la stessa risposta se questa intervista le fosse stata fatta da un settimanale colombiano?

“Sì. Prenda gli Stati Uniti : lì un’impiegata compra tutto al discount. Anche per le grandi occasioni. In Italia non sarebbe concepibile. Almeno un paio di belle scarpe una donna se lo concede. Mediamente , c’è un’altra cultura del gusto. Lo vedo persino nelle piccole città del centro , dove vengo spesso a rifornirmi di materiali”

La “sindrome Imelda Marcos” , la bulimia del possedere interi guardaroba pieni di scarpe, contagia sempre più consumatrici. Davanti al flagello , lei si frega le mani o ha qualche terapia da suggerire

“Il fenomeno spiazza anche me. Oltretutto si parla di Imelda come se fosse stata una specie di diva stravagante. Ma non era la moglie di un dittatore?”

Altroché. Invece, in fatto di scarpe, chi è la star di tutti i tempi

“Ancora Audrey Hepburn. Le sue ballerine. Ciò detto , non so chi abbia inventato il tacco alto : so solo che tutti gli dobbiamo moltissimo. Ha letteralmente ridisegnato la gamba femminile”

Ha molti devoti. Anche tra i maschi

“E’ diventato un’arma . Non solo di seduzione di parità. Pensi al film Rivelazioni – Sesso a potere : Demi Moore non potrebbe tener testa a Michael Douglas se non dall’alto di 10-12 cm di tacco”

I capricci delle dive non le hanno mai dato voglia di infilarsi dentro un paio di ciabatte e ritirarsi in campagna?

“Le celebrità sono le più difficili da accontentare , ma anche quelle che aiutano di più l’immagine. IO però non penso solo a loro. Ma anche alle fidanzate , alle spose, a qualsiasi donna che lavori. Il segreto sta nel metterle d’accordo tutte”

Farle sognare lo stesso sogno, a prescindere dalle aliquote fiscali

“Le scarpe femminili sono un sogno non solo per chi le porta. Chi si chiede che calzature porti Brad Pitt?”


Una vasta umanità non si chiede nemmeno che scarpe porti Angelina Jolie

“Certo. Ma c’è anche una parte di umanità che questa domanda se la fa”

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