giovedì 4 febbraio 2010

INTERVISTA A WILL.I.AM , LEADER DEI BLACK EYED PEAS “Il mondo va avanti , le tecnologie cambiano e la gente si muove verso il futuro con grande velocità. Noi continueremo a dare musica e concerti, a cercare di far stare bene la gente , provare a cambiare le loro vite attraverso la musica”

Will.i.am , il leader del gruppo Black Eyed Peas , considera lo scorso anno un anno meraviglioso per la band. A Cannes hanno vinto il premio per la miglior canzone dell’anno “I gotta feeling”

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“Credo che questo premio ci porterà fortuna per i Grammy. Del resto il successo dell’album The E.N.D. è stato fantastico, sapevamo che avevamo realizzato un buon lavoro ma devo dire che la risposta del pubblico è stata davvero incredibile. Questo ci spinge a fare il meglio e di più , anche perché il nostro obiettivo è quello di restare in contatto con i sentimenti della gente. Noi siamo sempre stati una “band” positiva , i nostri messaggi sono legati alla speranza, alla gioia , e credo sia questo uno dei motivi per cui la gente ci ama e ci segue. Credo che il successo di “I got a feeling” sia dovuto proprio a questo e la canzone è nata proprio per celebrare lo spirito della festa. La gente in un periodo di crisi come questo , ha bisogno di sentire che ci sono anche delle cose buone , del divertimento, che si può stare insieme , ha bisogno di sfuggire per qualche minuto dai problemi”

Fuga dai problemi? Lei ha sempre fatto dell’impegno sociale e politico una sua bandiera..

“L’impegno , secondo me , c’è anche nell’intrattenere la gente , nel rendere le loro vite più allegre anche solo qualche minuto. Non è un piccolo risultato , se ci riesci”

Tra le sue molte iniziative personali nel campo sociale, ha messo a disposizione delle borse di studio per i ragazzi con poche possibilità economiche

“Sì, perché era giusto ricambiare quello che io ho ricevuto. A un certo punto della mia vita qualcuno ha creduto in me e nei miei sogni e mi ha dato la possibilità di crescere , di uscire dal ghetto ed essere quello che volevo essere. Adesso che sono nella condizione di potere aiutare gli altri voglio offrire le stesse opportunità che sono state offerte a me”

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Al Midem la protagonista principale è la crisi di vendita dei cd..

“Niente è più come prima. C’erano i negozi di dischi come i Virgin Megastore o i Tower Records e ora non ci sono più. C’erano gli album , dove mettevi una dozzina di brani in un ordine preciso e ora non ci sono più , c’era un modo di pensare la musica e di ascoltarla che è profondamente cambiato. L’industria discografica sta scomparendo. Ma gli artisti sono qui , e hanno il compito di immaginare come sarà la loro musica negli anni futuri. Io sono cresciuto ascoltando gli album, i nostri primi lavori erano fatti pensando a un prodotto fisico come il cd. Oggi non ha senso e credo che la vera sfida sia immaginare un formato del futuro nel quale mettere insieme tutto quello che un gruppo musicale come il nostro fa, dalla musica , al video , alle performance , alle foto ad altro ancora”

Come i programmi per i cellulari?

“Sì, qualcosa come una delle application che si scaricano sull’iPhone, una forma nuova con la quale offrire al pubblico un’esperienza musicale completa. Il mondo va avanti , le tecnologie cambiano e la gente si muove verso il futuro con grande velocità. Noi continueremo a dare musica e concerti, a cercare di far stare bene la gente , provare a cambiare le loro vite attraverso la musica”

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Come viene influenzata la sua creatività da queste innovazioni tecnologiche?

“La musica sta già cambiando, è già cambiata. Solo chi non vuole accorgersene non vede quanto la musica di oggi sia lontana anni luce da quella di soltanto cinque o sei anni fa. E’ cambiato il modo di suonare , di produrre , sono cambiati gli strumenti. E non soltanto nel mondo del pop. Anche chi suona musica classica oggi quando entra in uno studio di registrazione si trova in una condizione profondamente diversa da prima e questa condizione modifica il suo modo di fare musica, cambia la musica stessa. Ma questa nuova musica racconta il mondo di oggi meglio di un altra cosa”

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