martedì 23 marzo 2010

INTERVISTA ALL’ATTRICE RACHEL WEISZ “I paparazzi che incontro cercano Tom Cruise, che vive nel mio quartiere. Spesso non mi riconoscono nemmeno”

Era una secchiona e suo padre si aspettava che facesse un altro mestiere. Invece si è ritrovata a fare l’attrice.

Rachel Weisz a 39 anni brillano gli occhi mentre parla di suo figlio Henry Chance ( 3 anni) “I colleghi che parlano di ruoli complicati mi fanno ridere . Volete mettere fare la mamma! Non sono stata più impegnata , stanca e preoccupata di adesso. ma neanche così felice”.

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“Sul set la mia mente vive un’altra realtà. E’ come girare un interruttore. Quando il regista grida Azione , mi accendo , quando dice Stop mi spengo . A casa , poi, torno quella di sempre. Una dimensione non è migliore dell’altra , sono funzionali così. E’ un perfetto equilibrio. La maternità mi ha dato una scossa. E’ come se qualcuno mi avesse detto : Rachel guarda che adesso sei un’adulta . Anche se continuo ad avere uno spirito da manager”.

Pensa che il fatto di essere veramente madre l’abbia coinvolta di più nel film ( Amabili resti , dove interpreta una madre di una ragazzina di 14 anni, rapita violentata e uccisa da un serial killer. Ma non capace di abbandonare il mondo dei vivi ndb)

“L’attore funziona con l’immaginazione che è un arma formidabile, ma anche una difesa. Ho dovuto immaginarmi di essere una giovane donna negli anni 70 e di essere americana invece che inglese. E’ lavoro. Non posso permettermi che ci sia niente di troppo personale in una storia. Perché alla fine della giornata devo tornare da mio figlio e non posso farmi vedere né stressata , né posso lamentarmi. Anche nelle favole succedono cose tremende. Ma pur nascendo da un evento atroce , il messaggio del film è positivo : la vita è preziosa, la vita è un miracolo”

Conosceva il romanzo Amabili resti di Alice Sebold da cui è stato tratto il film?

“Credo di essere stata una delle poche persone che non l’aveva letto. Dopo l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle era diventato un libro di culto tra le famiglie delle vittime. Il concetto che lo spirito vitale di Susie , o se preferite la sua energia , sopravviva in qualche modo e in qualche luogo è stato di conforto per molti”

Come definirebbe il suo personaggio?

“Abigail è una madre che perde una figlia , il più orribile degli eventi per una donna. Diventa distaccata , non sa come reagire e come inter4agire con chi le sta intorno. E poi se ne va, abbandonando anche gli altri due figli : deve ritrovare se stessa. Una antieroina. Ho cercato di entrare nella sua mente , nel suo dolore, nella sua umanità imperfetta. E’ questo che io cerco nei miei personaggi : non la perfezione , ma l’umanità”

Spesso i critici la definiscono felina. Le piace?

“E’ un passo avanti. Da ragazzina mi avevano convinto che il mio animale di riferimento fosse il topo…”

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Come mai?

“Mi chiamavano topo di biblioteca . Avevo sempre un libro in mano. Non è un caso che mi sono laureata a Cambridge in letteratura”

Il suo motto?

“Carpe diem , cogli l’attimo. La vita è breve: goditela”

Ha un tatuaggio?

“Sì, una scala sul fianco. Io sono una delle poche attrici inglesi che non è andata a scuola di recitazione , ma ha imparato sul fianco , in una compagnia teatrale scolastica d’avanguardia chiamata Talking Tongues. Era tutto molto fisico , ci scagliavano l’uno contro l’altro sul palcoscenico, parlavamo di amore e di sesso e usavamo molte scale in scena. Quell’esperienza teatrale è venuta al momento giusto : i miei volevano mandarmi dallo psichiatra”

Doveva essere molto diversa dalla ragazzina di 13 anni di Amabili resti..

“Sì , ero molto meno tranquilla , meno educata e meno saggia. Ero piuttosto vivace, tanto che sono stata allontanata da più di una scuola. Non dico espulsa , perché mia mamma ci rimane male se pronuncio quel verbo. Certo era una ribelle forse per reazione a mia madre che era sempre convinta di conoscere ogni mio pensiero. Non che fosse cattiva ma usava il ricatto affettivo per ottenere ciò che voleva. Comunque entrambi i miei genitori allora non avevano grande stima di me. E mio padre ha sempre pensato che avrei dovuto fare un altro mestiere”

Il cinema è stata una scelta o una coincidenza?

“La direttrice del casting di Bertolucci mi vide in teatro e mi segnalò per un provino. Ma avrei potuto esordire ancora prima : mi avevano offerto di interpretare la figlia di Richard Gere in King David , ma mio padre minacciò di andarsene di casa se avessi accettato. Ero troppo piccola. Così rinunciai e un anno dopo lui divorziò ugualmente da mia madre. Il teatro comunque resta il mio primo amore per concentrazione , intensità e stimolo intellettuale. Quando quest’anno sono salita sul palcoscenico del Donmar di Londra in un Tram chiamato desiderio mi tremavano le gambe . Quella parte , insieme a Marlon Brando, l’aveva fatta Vivien Leigh. Per quanto riguarda il cinema, invece, la più grande qualità che è necessario possedere mi sembra la pazienza”

Quali erano i suoi modelli quando ha iniziato?

“Katharine Hepburn , Shirley McLaine , Ingrid Bergman. Poi avevo una curiosa fascinazione per il mago Houdini. Il suo nome era Weiss , simile al mio, ed era ungherese come mio padre, un inventore scappato a Londra per sfuggire alle persecuzioni naziste. Sognavo di essere una sua parente . E poi c’era Elvis Presley , in qualunque momento della sua vita , magro o grasso, giovane e vecchio. Perché non era il suo fisico a interessarmi , ma il suo talento”

Se avesse potuto vivere in un’altra epoca?

“Ho sempre avuto un’attrazione per gli Anni ‘70, sul set di Amabili resti ho fatto il terzo grado  a Susan Sarandon, specie dopo che me li aveva sintetizzati con il più proverbiale degli slogan : sesso, droga e rock and roll”

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Come definirebbe il suo stile?

“Mi piace affidarmi a stilisti che sono amici e sanno come sono fatta , così mi fanno sentire a mio agio. Fuori dai tappeti rossi frequento i negozi vintage. E mi piace indossare giacche da uomo. Le trovo straordinariamente sexy sul corpo femminile. Io odio l’androgina”

Che cosa fa per tenersi in forma?

“Yoga, che mi ha fatto smettere di fumare, e pilates”

Dove tiene il suo Oscar?

“In bagno. E’ il mio rifugio”

Come combatte i paparazzi?

“Non credo di essere così famosa da meritare la loro attenzione. E vivo a New York dove prendo la metro e accompagno mio figlio a piedi all’asilo. I paparazzi che incontro cercano Tom Cruise, che vive nel mio quartiere. Spesso non mi riconoscono nemmeno”

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