martedì 2 marzo 2010

INTERVISTA A CARLO VERDONE , “Sono un cattolico con mille dubbi. A volte accadono cose orribili che piombano come bombe al napalm sulla mia fede. Ma poi c’è sempre un evento che me la fa riacquistare”

Il nuovo film Io , loro e Lara è il nuovo film di Carlo Verdone. Parla di un prete missionario in crisi mistica. Torna a casa per cercare nel calore della famiglia una risposta alle sue domande spirituali. In realtà trova un gran caos. Il padre anziano sposa una badante ucraina , dopo aver scoperto le gioie del sesso, una sorella nevrotica e un fratello cocainomane. E infine Lara che nasconde una vita notturna discutibile.

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Come mai un film così serio?

“La figura del prete mi mancava. E poi volevo raccontare il momento di disagio della società e della famiglia. Con gli sceneggiatori , Francesca Marciano e Pasquale Plastino, ci siamo inventati questo missionario che torna dall’Africa per cercare conforto nella famiglia e invece trova un gran casino”

C’è anche una critica alla Chiesa : Don Carlo parla dell’uso del preservativo in Africa , espone i suoi dubbi su cosa significhi essere preti oggi..

“Io sono amico di tanti sacerdoti. Questo film è stato fatto ascoltandoli : padre Milani dei Comboniani , don Filippo di Giacomo e Monsignor Tonini , che incontro spesso nel ristorante che entrambi frequentiamo e dove tante volte ci siamo messi a chiacchierare. Inoltre, prima del film ho fatto un’indagine personale”

Ha girato per le chiese di Roma?

“Sì , e mi sono accorto che quelle del centro sono vuote di fedeli e quelle in periferia strapiene E sa perché?

Perché, secondo lei?

“Le chiese di periferia sono affidate a preti molto giovani e battaglieri, preparati culturalmente. Non pontificano , ma instaurano con i fedeli un formidabile dialogo. Quelli del centro , invece, somigliano , alle mie caricature : cari fedeli , cari sposi e con grande letizia che oggi ci incontriamo..”

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Non la immaginavo così religioso?

“Sono un cattolico con mille dubbi. A volte accadono cose orribili che piombano come bombe al napalm sulla mia fede. Ma poi c’è sempre un evento che me la fa riacquistare”

L’ultima volta che le è successo?

“Quando è morto mio padre , quest’estate. In quei 46 giorni di malattia che hanno preceduto la sua fine ha dato il meglio di sé. Ha tirato fuori una saggezza da grande filosofo greco , dispensando a tutti consigli di un’etica straordinaria. Così, alla fine, ho pensato : ringrazio Dio che mi ha dato un padre così . Ho il dolore di averlo perso , ma anche la grazia di averlo avuto”

La parola etica ricorre spesso nelle sue ultime interviste

“C’è né un grande bisogno. Nel pronunciarla , non si deve aver paura di essere considerati moralisti , bacchettoni o di Comunione e Liberazione. Una persona di buon senso capisce che oggi quello che manca è la dignità , manca lo stupore, nelle cose brutte e nelle cose belle. Insomma , è un mondo de rincojoniti. Qui non se indigna più nessuno. ma una ragione c’è”

Quale?

“Apri il giornale e leggi cinque zozzerie , di quelle terribili. L’indomani , ne legge sei, e ti sei dimenticato quelle di prima. E così via. Alla fine la gente allarga le braccia e ti dice “ ’che non lo sai?”

Nel suo film , il fratello di Don Carlo è cocainomane

“Ormai essere cocainomani purtroppo, sottolineo purtroppo, è diventata una cosa normalissima. Siamo una società fasulla fondata sull’efficienza. , il profitto, l’apparenza. In nome di tutte queste cose chiedi al tuo corpo di essere una specie di turbo. E come ti aiuti? Con le droghe. E’ una situazione da cui non usciamo più. Io ci stavo morendo”

Non si drogherà anche lei..

“Ma che dice… Se prendo tre caffè mi viene la tachicardia. Stavo dicendo : un giorno ero in macchina e per sbaglio, giuro che non l’avevo visto, ho tagliato la strada ad un ragazzetto in motorino. Bè, quello ha buttato la moto per terra e si è scagliato contro di me come una furia. Se mi sono salvato è perché ho usato mille volte la parola scusa. Era fuori di sé, strafatto di cocaina”

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Nel film, lei critica l’uso che si fa dei cellulari , quando Laura Chiatti , nel film, esagera davvero.

“Il fatto è che Laura è proprio così : sempre al telefono. Pensare che sono sempre le stesse tre persone a chiamarla: la madre, la nipotina e il fidanzato. La famiglia Chiatti è perennemente in contatto , perennemente. Laura è una ragazza semplice , solo che porta dei tacchi…”

Troppo volgari

“Troppo appuntiti. A casa mia m’ha bucato il tappeto cinese, antichissimo. Fallo riparà m’è costato ‘na fortuna”

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