mercoledì 3 marzo 2010

INTERVISTA A CONOR WOODMAN , VIAGGIATORE PER LA TV

Conor Woodman, era un finanziere. Ma poi ha viaggiato in tutto il mondo e ora le sue avventure sono su Dove Tv, neonato canale dedicato ai viaggi.

Da dove parte la sua storia?

Oh, semplice. Lavoravo come consulente finanziario nella City . Guadagnavo un sacco di soldi , me non ero per niente felice”

around-the-world-in-80-trades_625x352

Ma non ha studiato economia?

“Sì, ma ciò che m’interessa non sono i numeri, ma ciò che sta dietro, le persone. Senza il commercio , nessuno avrebbe mai cominciato a spingersi al di là del proprio mondo. Il commercio è la ragione per cui la gente ha iniziato ad interagire”

Quindi che ha fatto?

“Ho lasciato il lavoro. E iniziato a lavorare con alcuni amici , per alcune tv”

E come è finito a girare il mondo?

“Ero in Nepal , al confine con il Tibet , con un regista. C’erano questi mercanti che portavano yak a decine, carichi di pellicce e carne secca. Chiesi dove stessero andando , e l’interprete mi disse che andavano in Tibet : là avrebbero venduto i loro beni , e sarebbero tornati con del sale, da rivendere in Nepal. Per loro il confine non esiste : fanno quelli che hanno sempre fatto , da secoli..”

E che cosa ha pensato?

“Mi sono detto “Hey , io ho studiato per questo. Chissà se quello che ho imparato può servirmi per guadagnarmi da vivere così?”. Sono tornato a Londra, ho venduto casa , ho proposto la cosa a una tv , Channel 4, che mi ha dato l’ok. E sono partito. Con 25 mila sterline – dei miei risparmi”

Dagli stipendi della City agli yak. I suoi amici le avranno dato del matto

“Esatto. I miei ex colleghi , ma anche i miei amici e la mia famiglia. Ma non l’avrei fatto se non avessi pensato che sarei riuscito a guadagnarci qualcosa!”

Ce l’ha fatta?

“Oh, sì. Sono partito con 25 mila sterline , e dopo essere passato per Sudan, Zambia, Botswana e Sudafrica – e poi India , Kirghizistan, Cina, Hong Kong, Taiwan , Giappone e infine Messico e Brasile – sono tornato con 50 mila. Questo non significa però che tutto sia andato bene.Come quella nella prima puntata del programma su DoveTv”

Cioè?

“Il Sudan : quello sì che è stato un disastro . Volevo comprare cammelli , da rivendere poi al Cairo. Un sacco di gente lo fa. Ma arrivato lì , ho capito che un occidentale non era il benvenuto. Mi hanno chiuso fuori dal mercato. E mi hanno accusato di essere una spia..”

Una spia in un mercato di cammelli?

“Ridicolo, lo so , ma è così. L’interprete e l’autista ci hanno fatto capire che la situazione stava diventando pericolosa: – anche perché loro due erano entrambi del Darfur . Così ce ne siamo andati”

E’ stato il momento peggiore del viaggio?

“No, quello è arrivato in Kirghizistan, nell’Asia centrale. Volevo vendere cavalli. Siamo andati sulle montagne a comprarli , abbiamo dormito all’addiaccio per tre notti, e poi siamo andati al mercato alle 5 del mattino. L’ambiente è parecchio ostile e altrettanto competitivo. E ho capito che beh, era una cosa al di là dei miei limiti. Un altro momento spaventoso è stato mentre cercavo tè , in India : e per trovare quello nascosto – cioè il più pregiato – ho dovuto attraversare un burrone profondo due chilometri sospeso in una cesta..”

around-the-world-in-80-trades-c4-348096814

Ma qualche momento “semplicemente” divertente c’è stato?

“Il Giappone è stato un passaggio di svolta. lì ho fatto qualche soldo vendendo pesce. I guadagni veri : li ho fatti con vino e tè: ma quello è stato un momento importante per il morale. E Tokyo è una città davvero affascinante . Anche se il Paese che ho amato di più è il Brasile : aperto, spigliato..”

E ora che farà? Tornerà alla finanza?

“No, no. Ora sto scrivendo un libro, farò tv e giornalismo. Ma con la finanza ho chiuso , definitivamente..”

Che cosa ha imparato , in questo viaggio ?

“Un sacco di cose. Che non bisogna sottostimare nessuno, quando stai trattando. Che le cose fondamentali per vendere e comprare sono solo due – sapere ciò di cui sta parlando , e non scendere mai al di sotto di quello che puoi permetterti : si tratta di giada , pesce o cavalli. E poi che abbiamo perso il senso del mercanteggiare”

In che senso?

“ In due sensi. Il primo è che la parte che rende divertente il commercio è la trattativa. Noi inglesi – ma forse anche voi italiani – ci vergogniamo di chiedere uno sconto : lo facciamo solo per la casa , o per la macchina. Eppure nel 90% del mondo nessuno si sognerebbe di comprare alcunché senza trattare. E vi assicuro che specialmente ora, con la crisi , il meccanismo funziona: pur di vendere , si è disposti a fare sconti”

E il secondo significato?

“E’ più ampio . In finanza , il commercio sono numeri su uno schermo. Ma il commercio è una trattativa tra persone : è stringersi la mano , raccontarsi storie. C’è un’espressione inglese che è “making a living” , “guadagnarsi da vivere”. Ecco : a furia di non considerare il commercio come una cosa reale , ci si dimentica che si scambia , e si guadagna , per vivere. Non per vedere un più a un indice di borsa”

Nessun commento: