lunedì 29 marzo 2010

INTERVISTA A FRANCESCO FORGIONE, EX PRESIDENTE ANTIMAFIA “Mi chiedo come sia possibile presentare in Calabria , regno incontrastato della ‘ndrangheta , ben 21 candidati sospetti la maggior parte dei quali appoggia il presidente Scopelliti dato per vincitore?”

Il legame tra politica e criminalità organizzata è un legame duro da morire. Ma di una cosa Francesco Forgione , ex presidente della commissione Antimafia durante il periodo Prodi è sicuro “I governi possono vivere senza i clan, mentre i clan non valgono nulla senza i politici”.

FrancescoForgione_copy_1

Dagli appalti al parlamento. Il timore è sempre lo stesso . E’ possibile invertire la rotta e puntare sulla trasparenza?

“Possibile, ma soprattutto necessario. La democrazia in Italia è a un bivio. O si ricostruisce la credibilità perduta dei partiti o si soccombe”

Beh, a guardare gli slogan, quasi tutti i candidati alle regionali parlano di rinnovamento…

“Peccato però che la lotta alle mafie sia scomparsa dai programmi. In entrambi gli schieramenti”

Scelta voluta?

“Non so. Di sicuro la politica ci mette del suo. Mi chiedo come sia possibile presentare in Calabria , regno incontrastato della ‘ndrangheta , ben 21 candidati sospetti la maggior parte dei quali appoggia il presidente Scopelliti dato per vincitore? Un paradosso denunciato anche dall’onorevole del Pdl , Angela Napoli”

Un problema del Sud?

“Macché. Le mafie non esistono solo nel Meridione , ma sono un’emergenza nazionale. Il sequestro del prestigioso Café de Paris, il simbolo della Dolce vita romana o gli appalti a rischio per l’Expo di Milano sono un esempio”

Servirebbero dei paletti per poter diventare rappresentanti dei cittadini?

“Noi lo avevamo indicato in un documento rimasto lettera morta. La soglia minima doveva essere la non candidabilità in caso di rinvio a giudizio. Invece ora siedono in Parlamento perfino persone con sentenze passate in giudicato”

Per combattere la malavita organizzata sono tutti d’accordo che bisogna intervenire sui patrimoni illegali. A Reggio Calabria il governo ha deciso di far nascere la nuova Agenzia per i beni sequestrati. Un passo importante..

“Dopo gli attentati alla Procura reggina è un segnale positivo. Sottrarre la proprietà e soprattutto riuscire ad arrivare alla destinazione sociale è importante. La sede sarà in Calabria ma dovrà occuparsi di tutta l’Italia. Lombardia e Lazio , ad esempio, sono la quarta e la quinta regione dove si registra il maggior di beni confiscati. Anche se….

Cosa?

“Da un lato si fa l’Agenzia e dall’altro si permette ai boss di rientrare in possesso dei beni con le vendite all’asta. la lotta alle mafie deve essere coerente”

Un Testo unico sulle norme Antimafia servirebbe?

“Certo. Come anche l’attenzione a non sottovalutare il fenomeno”

Crede sia capitato?

“Un dato. Prima del 2008 mai nessuno aveva presentato un’indagine sulla ‘ndrangheta. E solo nel 2008 gli Usa l’hanno inserita nella loro blacklist delle associazioni mafiose. Ritardi che si pagano”

francesco_forgione_3

Ora i colletti bianchi non sono più solo collusi , ma diventano padrini..

“Non è la prima volta. E’ la nuova mafia. A Brancaccio, quartiere di Palermo, il boss era un primario”

Capitolo collaboratori di giustizia. Dopo il caso di Ciancimino jr si è discusso sull’importanza delle dichiarazioni dei pentiti..

“Ciancimino jr non è ancora un pentito. E’ un caso particolare e toccherà ai magistrati appurare quanto sia attendibile. Questo però non può inficiare il prezioso contributo di giustizia che in passato hanno permesso di svelare omicidi eccellenti”

Nessun commento: