venerdì 12 marzo 2010

INTERVISTA A MALIKA AYANE “Lo scorso anno il mio sogno era di non dover tornare a fare la fila in un’agenzia interinale per trovare un lavoro. E in effetti ce l’ho fatta : finalmente posso vivere con la mia musica”

Malika Ayane è tornata al Festival di Sanremo tra i Big, con un brano sull’amore che si stanca, ispirato da una poesia di Prevert.

malika

Come è cambiata la tua vita in quest’anno ?

“Totalmente , sono successe troppe cose, e in un certo senso è ancora tutto in movimento. In quest’anno sono stata a casa forse solo una settimana di fila. L’ho passato quasi tutto in tour. Ora la mia vita ha però ha più senso. Lo scorso anno il mio sogno era di non dover tornare a fare la fila in un’agenzia interinale per trovare un lavoro. E in effetti ce l’ho fatta : finalmente posso vivere con la mia musica”

Non deve essere comunque facile , per te, che a 26 anni sei anche mamma

“Per niente , mia figlia adesso a cinque anni e ha bisogno di molte attenzioni. Quando sono a casa sono spesso distrutta e lei ha bisogno di tutte le mie energie. Poi ora che sono una mamma single è ancora più difficile. Per fortuna il mio ex compagno è un padre eccezionale e si fa in quattro per sua figlia compensando anche le mie assenze”

La storia con il tuo ex compagno ha lasciato il posto a un nuovo amore , quello per il collega Cesare Cremonini

“L’ho rincorso tanto , per lavorarci insieme. Dopo aver sentito L’ultimo bacio sulla luna, in particolare Le sei e ventisei , ho capito che era un grandissimo autore e desideravo un brano suo per me. A giugno ci siamo conosciuti , a Roma, e lui ha accettato di scrivermi una canzone , senza un fine puramente discografico. Così è nata Just believe in love, una gran bella canzone che è nel mio nuovo disco e che racchiude un po’ tutta la musica che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi. E mentre scrivevamo Just believe in me c’è stato , chiamiamolo, qualche incidente di percorso . Ma diciamo che io lavoro con Cremonini e sono fidanzata con Cesare”

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All’Ariston hai cantato “Ricomincio da qui” in cui sei co-autrice insieme a Pacifico

“Il brano è nato dalla musica di Fernando Arnò. Lui mi ha mandato questa melodia piano e voce, molto impetuosa. Mi ricordava certi cantanti anni ‘60 , le grandi orchestre. Mi serviva però un testo forte , che potesse stare in piedi anche da solo. Dopo aver sondato un po’ di autori ho deciso di imbarcarmi in quest’avventura da sola, con l’aiuto di Pacifico”

Di che cosa parla la canzone?

“Me l’ha ispirata una poesia di Jacques Prevert: Dejeuner du matin. Era in un libro che è saltato fuori durante il trasloco , forse la prima cosa che ho portato nella nuova casa. Volevo raccontare quel momento dell’amore quando tutto è in bilico. Perché tutti di solito parlano dell’inizio o della fine di una storia , e mai di questi attimi di mezzo. Quando stai facendo colazione e ti accorgi improvvisamente che qualcosa si è spazzato e non puoi fare finta di niente. Che vince l’insofferenza e la voglia di cambiamento. E’ quel momento preciso in cui ci si rende conto che si deve cambiare strada. L’inizio della fine”

E’ in parte autobiografica?

“Io tendo a non mettere mai il personale nelle mie canzoni”

Per la serata dei duetti hai cantato con l’étoile Sabrina Brazzo con i ballerini della Scala

“Un duetto mi spaventava perché la canzone è già difficile da interpretare da sola. E poi la diva sopita dentro di me aspettava da sempre di cantare affiancata da un corpo di ballo. Con la Brazzo ci siamo scoperte per caso reciprocamente fan . Io adoro da sempre il balletto e chi riesce a mettere tutta la grazia del mondo nel suo corpo , con grandi sacrifici e disciplina alle spalle”

In concomitanza con il Festival è arrivato anche il tuo secondo disco “Grovigli”

“Questo disco è secondo me l’evoluzione naturale del primo. Ci sono tante collaborazioni illustri , soprattutto un altro duetto con Paolo Conte nel brano Little brown bear che ha composto lui per me”

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C’è una canzone che ti piace di più delle altre nell’album?

“Sono tutti figli miei allo stesso modo. Credo però che Satisfy My Soul sarà uno dei brani che resterà di più n elle orecchie della gente”

In Grovigli c’è anche la tua versione di “La prima cosa bella” che hai cantato per il film di Virzì. Come è stato il tuo debutto cinematografico?

“Virzì l’ho incontrato solo una volta di persona , quando sono andata alla prima del film a Roma. Tra l’altro era una prima molto mondana , non mi aspettavo una cosa così. Lui è un grande , non c’è neanche bisogno di dirlo. Ha detto al pubblico di tornare a sentire la canzone dei titoli perché era coperta dagli appalusi”

Che cosa vorresti ancora per il tuo futuro?

“Mi auguro di continuare a poter fare la cantante e fare quello che mi piace nella vita. E magari avere un po’ di tempo libero per comprare dei fiori. In questo periodo sono serena. E la serenità vale molto di più della felicità. E’ il mio obiettivo più alto : la serenità”

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