lunedì 15 marzo 2010

INTERVISTA A PETER GABRIEL “La musica , al di là di ogni barriera linguistica , è il più formidabile mezzo di comunicazione tra gli uomini”

Peter Gabriel viaggia ad un altro ritmo. Le sue giornate sono di iniziative umanitarie , investimenti sul web , un’etichetta di musica globale , bambini da crescere. “Ho smesso di fare il commesso viaggiatore per vendere i miei dischi da molto tempo ormai ,l da quando nel ‘75 lasciai i Genesis”.

A Febbraio è uscito il cd Scatch my back, cover per voce e strumenti orchestrali.

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In otto anni tante cose nel mercato sono cambiate?

“L’industria musicale è una gabbia da cui molte interessanti creature fuggono.Ci sono altre opportunità per i musicisti , come un tempo, quando tutto era nuovo , potevi fare le cose a modo tuo e avevi una stretta relazione con i fan. Questo si può recuperare solo trasformando le case discografiche in società di servizio che veicolano il lavoro degli artisti. Io stesso ho contribuito alla creazione di we7.com, un sito di ascolto in streaming che in Inghilterra è diventato il sito musicale più cliccato ; lì puoi ascoltare gratuitamente tutta la musica che vuoi ma anche, con un abbonamento di 4 euro al mese , scaricare quella che ti interessa di più. Bisogna avere solo un po’ d’immaginazione per creare proventi da quelli dei canali tradizionali. Siamo nel Rinascimento , il digitale ha salvato la musica : questa è un’epoca di grandi sfide. Che ancora l’industria non è pronta a cogliere , non ha capito, ad esempio , che ormai il supermercato della musica è iTunes”

Come le è venuta l’idea di un disco di cover?

“Anche questo è un progetto che ho studiato pensando ad iTunes. Ogni mese qualche mio brano verrà suonato dagli artisti di cui ho inciso le cover: io faccio The book of love dei Magnetic Fields e loro la mia Not One of us ; io faccio The boy in the bubble di Paul Simon e lui Biko. Soltanto Bowie non ha accettato lo scambio , ma io volevo cantare Heroes a tutti i costi e così sarà Brian Eno, coautore della canzone , a eseguire una mia cover su iTunes”

Lei è stato un pioniere della world music , fondando un’etichetta e un festival che promuovono i suoni del mondo. Che lezione ha imparato da questa esperienza?

“Rischio di dire una banalità : che la musica , al di là di ogni barriera linguistica , è il più formidabile mezzo di comunicazione tra gli uomini. Io credo fermamente nella cimatica , la scienza che ha dimostrato come il suono abbia il potere di strutturare la materia e come anche l’universo sia stato generato da una sorta di vibrazione , un suono, responsabile di tutte le sue forme. Proprio la cimatica mi ha convinto che ritmi e melodie prodotti in qualsiasi parte del mondo sono facilmente assimilabile da chiunque , al di là dei confini geografici e delle differenze culturali. Semplicemente non sapevamo che anche il Pakistan aveva il suo Pavarotti ( Nusrat Fateh Ali Khan ndb).

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Tra le cover che lei esegue , ce ne sono molte tratte del repertorio di giovani artisti (Elbow, Arcade Fire, Regina Spektor, Bon Iver). Come si tiene informato sulle novità?

“ Anche in questo senso internet è in mezzo formidabile. I suggerimenti di www.thefilter.com , un sito più sofisticato di Amazon o iTunes , sono molto affidabili. Poi ci sono i miei figli : la maggiore mi ha fatto conoscere la passione romantica e allo stesso tempo dark di Regina Spektor e la più piccola Bon Iver”

Lei ha parlato di Rinascimento , vuol dire che il pop comincia ora a uscire dal Medioevo?

“La pop music aveva una grande energia che è stata dissipata. Al tempo dei Beatles c’era una sorta di monocoltura musicale , ma col tempo l’offerta si è centuplicata. Dobbiamo solo metabolizzare la transizione dal disco all’iPod. Ma sono anche convinto che se un album ti piace come Sgt Pepper’s vorrai averlo tra le mani, non ti basterà scaricarlo”

I talent shows sono diventati l’ultima risorsa dell’industria..

“… e l’umiliazione finale. Oggi ognuno può diventare il talent scout di se stesso. Su internet”

Il mondo non è il posto migliore che negli anni Sessanta ci auguravano diventasse, lo dimostra l’incessante lavoro delle organizzazioni che lei energicamente sostiene (Greenpeace, Amnesty, The Elders9. Qual è oggi la sua più grande paura?

“Le cose che più mi terrorizzano sono il conto alla rovescia verso l’uso di armi nucleari , il terrorismo , le guerre di religione , le pulizie etniche , il riscaldamento globale. L’ingegno umano ha creato meraviglie , sarà ben capace d’inventare energie alternative per aerei e automobili. Questa sorta di realismo ottimistico mi salva dalla paranoia. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo rispondere in maniera pragmatica alle emergenze del mondo che ci ospita”

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