venerdì 26 marzo 2010

INTERVISTA TONINO GUERRA “Nel giorno dei morti, ho scambiato due chiacchiere con un contadino fuori dal cimitero, dove gli ho confessato che non volevo entrare per paura. Mi ha detto “Perché paura? La morte non mi annoia : viene una volta sola”

Tonino Guerra vive sulla cima di un borgo fiabesco , che odora di pietra e di legna nei camini , dove le strade si chiamano via del Padreterno o delle Tregenghe e la segnaletica manda al Santuario dei Pensieri, al Rifugio delle madonne abbandonate o al Giardino pietrificato.

Pennabili , che domina la val Marrecchia, assomiglia all’ospite più illustre.

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Il 16 marzo Tonino Guerra ha compiuto 90 anni e Bompiani lo celebra con la raccolta La valle del Kamasutra. Racconti , pensieri, poesie disegni e lettere di autori famosi.

Tonino Guerra nato a Sant’Arcangelo di Romagna , ha pubblicato oltre 50 libri e ha sceneggiato circa 120 film lavorando con Fellini . Antonioni , Rosi, Petri, De Sica, Monicelli, Bellocchio, Taviani, Angelopoulos e Tornatore , firmando capolavori e pezzi di storia del cinema. Nella sua vita ha percorso altri viaggi : pittura, ceramica, scultura, fontane, giardini , teatro, architettura , paesaggistica , tv, arredi urbani, installazioni.

Il Dalai Lama si è arrampicato fino a quassù per rendergli omaggio. Siamo di fronte ad un genio. Ma se pensi a Tonino Guerra ricordi “L’ottimismo è il profumo della vita” coniato in uno spot.

Mai pentito di quello spot?

“No, non ci penso più. Anche D’Annunzio e Fellini fecero la pubblicità , e non è che Federico venga ricordato per i maccheroni. Quel messaggio , in realtà , era contro la pubblicità: io non ci entravo , nel negozio, ma stavo fuori e dicevo al bambino di andare dentro. E’ stato molto limitato e studiato”

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Tonino, quello dell’ottimismo. E invece come si definirebbe?

“Uno stronzo qualsiasi. Io ho solo cercato di fare poesia , in tutti i modi. Anche con la fontana di Sant’Arcangelo , un tappeto d’acqua come una pagina sul quale emergono dei ruderi come un racconto. Elsa Morante mi definì l’Omero della civiltà contadina, ma è un’impalcatura che le mie spalle non riescono a reggere. Non sono Picasso , sono uno che vuol raccontare favole . Le mie cose non stanno in piedi , ma ho l’ambizione di tenere una modesta compagnia a chi vuole ascoltarmi”

Quale espressione della sua creatività  , allora , le ha dato più soddisfazione?

“Le parole, sempre . La parola è mistero, immagine, racconto , nulla. Più vado avanti e più la amo squagliata , la parola che sta perdendo il suo significato e che è piena di tutto e di niente”

Quale attore ha saputo dare più anima alle sue parole?

“Non amo fare preferenze , ma uno con la forza di Gianmaria Volontè è raro al mondo. Ho avuto un grande rapporto anche con Mastroianni , con cui ho fatto 12 film , un uomo di delicata grazia. Vorrei che tutti tornassero a vedere la scena di Ginger e Fred quando Marcello cade prima di ballare, e nel suo sguardo con lui cade tutta l’umanità contadina, tutto quell’universo stupendo verso il quale dobbiamo tornare. L’uomo on c’è più. Tutti gli ideali sono caduti. E la colpa è anche dei religiosi , che non riescono più ad addolcire l’uomo e a migliorarlo”

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Il suo ateismo non vacilla col passar degli anni?

“Io non credo in niente , però, avendo paura di morire , mi farebbe comodo se ci fosse quel prolungamento della vita che dicono. Mi consola il filosofo Severino quando afferma che non sa quale, ma dopo la morte un premio c’è sicuramente. A novembre , nel giorno dei morti, ho scambiato due chiacchiere con un contadino fuori dal cimitero, dove gli ho confessato che non volevo entrare per paura. Mi ha detto “Perché paura? La morte non mi annoia : viene una volta sola”

Che rapporti ha compleanni e celebrazioni?

“Sono sempre funerei. Bisognerebbe pensare all’insalata”

Si è allungato la vita abbandonando Roma per i suoi monti?

“Mah. Sono sopravvissuto al lager , ho fatto la fame a Roma per dieci anni, ho avuto un’operazione al cervello, uno alla pancia e ora mi hanno appena bombardato una macchiolina nei polmoni: speriamo. Ho vissuto a lungo , ma non direi proprio bene. Il chirurgo, priam di operarmi alla testa , mi disse : se tu mi aiuti , io ti aiuto. La miglior medicina è sempre la parola. Ma a cosa serve che la scienza ci voglia far vivere fino a 120 anni quando in un ospizio di Ascoli trovi dei poveri vecchi rinchiusi in catene? E’ vergognoso come s’è ridotto l’uomo. E anche la donna : non leggono più , hanno seni e sederi enormi, ma non hanno più la cultura che sale su dagli occhi. La bellezza non è quella dei chirurghi plastici, bensì un fatto luminoso che riguardano la verità , e invece siamo ridotti a muso a terra a leccare l’erba”

E’ passato mezzo secolo dalla Dolce Vita , che lei non lo sceneggiò : erano davvero tempi d’oro?

“Mah , onestamente io il mito della Dolce Vita non l’ho mai avuto. Ma devo riconoscere che Ennio Flaiano ha dato molto a Fellini”

La scena leggendaria di Amarcord (“Mio nonno fava i mattoni, fazzo i mattoni anca me ma la casa mia n’dov’è?”) viene da una sua poesia. La surreale partita a tennis immaginaria di Blow-up , invece, fu una visione sua o di Antonioni?

“Non mi sono mai vantato. Non ricordo. Antonioni era anche un grande sceneggiatore . Ho sempre sostenuto che, a parte la commedia all’italiana e i musical, il vero autore è sempre il regista”

Che ne dice di chi sta scrivendo la sceneggiatura a questi nostri tempi italiani?

“L’Italia è una baracca che perde i pezzi , ma la colpa è di tutti. Non mi va di prendermela solo coi politici”

Da quanto tempo non va al cinema?

“Molto. la cerimonia di queste sale buie , dove si potevano anche toccare le cosce alle ragazze, è finita. Ora c’è la tv, un apparecchio eccezionale col quale puoi vedere tutto quel che vuoi. La tv è schifosa , i telegiornali sono schifosi. Non vorrei più sentire parole che puzzano di politica , ma che avessero il sapore delle persone illuminate : poeti , pittori, musicisti …. Io sempre più vado restringendomi a guardare dalle finestre. Sono pieno di ammirazione per l’opera dell’uomo , ma non mi basta più. Non mi accontento più di essere uno spettatore delle grandi cose che fa l’uomo. Vorrei qualcosa di più umile e semplice. Sono qui che sto sentendo che piove. Ti piace come finale?”

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