giovedì 22 aprile 2010

INTERVISTA A GIOVANNI GUZZETTA , COSTITUZIONALISTA “Uno Stato che non riesce a decidere se non quando è nell’emergenza fa comodo a tanti perché consente di scaricare le responsabilità sulle istituzioni che non funzionano”

Giovanni Guzzetta, costituzionalista, voleva abolire la legge elettorale Porcellum. Guzzetta Ora teme il caos visto che sulle riforme si sta facendo un ammuina.

pp1_1

Spieghiamo l’ammuina

“Ancora non si è cominciato a discutere di riforme che sono partiti i distinguo , le obiezioni, i veti incrociati. Disseminati lungo tutto lo spettro politico ci sono conservatori interessati a mantenere lo status quo. Ma io la penso come De Gasperi , Calamandrei, Einaudi , che ritenevano che una volta archiviata la guerra fredda si sarebbe potuto ostruire uno Stato forte, efficace , capace di dare risposte ai cittadini”

I conservatori chi sono? Facciamo i nomi

“Più che di persone si tratta di interessi che si annidano ovunque. Uno Stato che non riesce a decidere se non quando è nell’emergenza fa comodo a tanti perché consente di scaricare le responsabilità sulle istituzioni che non funzionano : vorrei ma non posso è la la litania che tutti i governi offrono quando non riescono a fare”

Detta così viene in mente Berlusconi

“Beh, a me vengono in mente tanti. Come italiani siamo bravissimi a dare il colpo di reni quando tocchiamo il fondo. Ma tra qualche mese , gestita la crisi, dovremo agganciare la ripresa e queste istituzioni nono sono in grado di farlo. Nell’emergenza si può sopravvivere , ma non creare prosperità e credo che gli italiani siano stanchi di sopravvivere. Ecco perché le riforme non sono, come qualcuno sostiene, soltanto un problema dei professori di diritto. Uso una metafora: se ho un campo e devo farlo fruttare un conto è se uso la zappa, un altro conto se uso il trattore. L’architettura istituzionale che abbiamo è una zappa”

Le piace il semipresidenzialismo alla francese

“Intanto facciamo una premessa : le democrazie non si dividono tra presidenziali e non presidenziali. Ma tra quelle che funzionano e quelle che non funzionano. Le prime sono quelle nelle quali i cittadini hanno il potere di scegliere il governo, le maggioranze sono omogenee e in cui c’è un leader – anzi un capo , diceva Einaudi – che possa guidare le maggioranze. Così accade anche con il premierato inglese”

Però il modello inglese non seduce molti

“Il problema è quello della realizzabilità. E per tante ragioni mi pare difficile importare da noi il modello inglese. Diciamo che in Europa l’unico Paese passato da una democrazia impotente a una efficiente è stata la Francia con la Quinta Repubblica”

Il Cav e la Lega sembrano guardare proprio a Parigi

“Non ne sono sicuro: finora non ho visto una bozza. Il semipresidenzialismo francese è una cosa delicata. Ma è anche una buona occasione per l’Italia”

Con il maggioritario a doppio turno e con il Porcellum?

“La legge elettorale ha la funzione dio assicurare una maggioranza. Quella attuale lo fa , ma fa in modo che i parlamentari siano nominati. La mia preoccupazione è che ci si impicchi alle formule , e si parla per migliorare la legge elettorale finendo per ritornare al proporzionale che in Italia molti rimpiangono. Una cosa è certa : il semipresidenzialismo con il proporzionale non funziona: nel 1986 in Francia Mitterand ci si è ritrovato con una maggioranza di diverso colore”

Propone il semipresidenzialismo con l’uninominale a turno unico?

“Piuttosto che nulla mi accontenterei. Ma il problema è la volontà politica: l’importante è che tutto non resti com’è”

482ed63b34bf5_normal

E se ci limitasse alla bozza Violante?

“Tutto quello che migliora l’esistente va bene. Ma il cuore della questione resta avere esecutivi che possano governare senza ricatti”

Nessun commento: