giovedì 29 aprile 2010

INTERVISTA A MATT DILLON , ATTORE “La mia immagine , non dipende da me : è costruita in gran parte dagli altri , spesso legata ai miei personaggi

Matt Dillon è di nuovo al cinema , Blindato , in uscita a giugno , e Takers nella seconda metà dell’anno. Il fascino del ribelle cova ancora , anche se non esibito spudoratamente.

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A parte quei due capelli bianchi , lei sembra lo stesso di sempre

“Il tempo passa , porta cambiamenti positivi e negativi . Ma di certe cos e- come i capelli bianchi – me ne frego”

Però si tiene in forma

“Mi prendo cura di me stesso . Niente preparatore atletico o capricci da star . Cerco di essere moderato in tutto. Se mi viene voglia di cioccolato , non lo mangio subito. Vado un po’ in palestra e lo mangio dopo , con molto più gusto. Ma non ho il tempo di invecchiare. La maturità mi ha aperto porte che mai avrei pensato di varcare”

Per esempio

“Ho interpretato Charles Bukowski. Chi l’avrebbe detto che mi avrebbero chiesto di far rivivere l’idolo di quando ero ragazzino?”

Un mito della beat generation : alcol, eccessi , ribellione. Ribellione che, soprattutto all’inizio della carriera , era un po’ la sua parola d’ordine

“Che cosa vuole dire essere ribelli? Che non so stare zitto quando trovo che qualcosa sia sbagliato? Non ho mai pensato di essere l’unico detentore delle verità , ma ho sempre detto quello che pensavo, e ho anche pagato per averlo fatto. Il resto, l’immagine , non dipende da me : è costruita in gran parte dagli altri , spesso legata ai miei personaggi. Proprio per sfuggire a quell’etichetta , ho provato a fare il regista (Nel City of Ghosts ndb) . Per avere finalmente il controllo”

Aveva 19 anni quando diventò famoso per i Ragazzi della 56a strada e Rusty il selvaggio , entrambi diretti da Francis Ford Coppola . Le è mancata un’adolescenza normale?

“Sì. Ma se ho perso in normalità, ho guadagnato in tante altre cose : ho girato il mondo , ho conosciuto gente di tutti i tipi , e credo di aver imparato che lo scopo non è essere felici ma dare sempre il meglio di se stessi. Se poi arriva la felicità , bisogna saperla cogliere”

Nel 2006 , con Crash , stava per vincere l’Oscar con il personaggio di un poliziotto da due volti. In Blindato sarà un agente che conosce un lato oscuro. Ci prende gusto?

“Beh , se devi fare il poliziotto , che almeno sia uno complicato. Mi piace sorprendere il pubblico”

Fino a che punto ? Farebbe il gay?

“Certo, e molto volentieri. Paletti i non ne pianto, ce ne sono già fin troppi che mi vengono piantati intorno”

Che cosa intende dire?

“Che sono gli altri , piuttosto, a non giudicarmi adatto per certe parti”

Sicuro che stiamo parlando di Matt Dillon?

“Sicurissimo. Lei non ha idea. Questo è troppo carino o troppo brutto, quello è troppo vecchio e troppo giovane , quell’altro ancora non è macho abbastanza: c’è sempre un motivo per non prendermi in considerazione per un determinato personaggio. E allora sento che non mi viene data l’occasione di dimostrare la mia versatilità”

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A un certo punto si è detto che lei volesse comprare casa in Italia

“Mi piacerebbe molto. ma anche in Francia , o in Spagna . Amo la vostra parte di mondo. E Dell’Italia adoro il cinema di una volta , quello di De Sica, Antonioni, Fellini. hanno mostrato al mondo che i film potevano essere sogni, e influenzato i grandi registi di oggi. Se sono diventato attore , è anche per colpa loro”

Non sono i soldi , non sono le feste, non è la fama : che cosa la spinge?

“Non lo so con esattezza. So solo che , quando la gente viene al tuo funerale , non dice mai “aveva tanti soldi” , o “era parecchio famoso”. Ci aveva fatto caso?”

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