venerdì 2 aprile 2010

INTERVISTA A MEL GIBSON “Spero che verrò ricordato per un film che ancora devo realizzare. Ho ancora molto da esprimere”

Resurrezione difficile per Mel Gibson. A 54 anni l’attore rimette la faccia in un film fantapolitico , Fuori Controllo. Non succedeva da otto anni , da Signs. In mezzo i trionfi da regista di La passione di Cristo e Apocalypto.

Poi c’è stato il gossip con la poliziotta che lo ha fermato al volante ubriaco e le successive uscite antisemite. Mel Gibson dopo il film su Gesù aveva chiesto scusa agli ebrei, messi in cattiva luce. Ha lavorato nei servizi sociali per tre anni , facendo campagne contro l’alcolismo e lui stesso ha seguito, con successo, un corso un disintossicazione.

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Le interviste promozionali sul suo film sono diventate però leggenda. ha aggredito una giornalista ebrea chiedendo se cercava vendetta. Ha chiamato un altro coglione , quando pensava di non essere in onda (http://pensierimadyur.blogspot.com/2010/02/mel-gibson-offende-in-tv-un-giornalista.html). La risposta a tutto è stato “Per un uomo non c’è niente di peggio della pubblica gogna e io l’ho provato su scala mondiale. Però sono sopravvissuto e oggi mi sento più forte”.

Fuori controllo si basa su un cult della Bbc degli Anni Novanta. Mel Gibson è un padre a cui assassinano la figlia scienziata sotto i suoi occhi. Le indagini lo portano ad un traffico di sostanze radioattive , scoperto dalla figlia , che coinvolge politici e imprenditori.

Perché ha deciso di tornare sul set come attore?

“Otto anni fa ero entrato in crisi. Mi sentivo come un dinosauro. Fuori sintonia, sopra le righe. Ho deciso che era tempo di fare altro. Il regista, lo sceneggiatore. Sono fiero dei risultati. La recitazione , però, è stato il primo amore e sentivo che , se non fossi tornato sugli schermi ora, sarebbe stato troppo tardi. Anche se così è stato uno choc : la prima volta che mi sono rivisto ho pensato : “Mio Dio , sono diventato un vecchio”. E alle prime scene il mio tono di voce era troppo alto , Campbell mi ha guidato verso una recitazione più introspettiva, perfetta per il personaggio”

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Più che delle sparatorie e gli inseguimenti , peraltro ben fatti, il film si concentra sul rapporto tra il padre e la figlia uccisa, rievocato in una serie di flashback

“Quest’uomo è soprattutto un padre innamorato della sua unica figlia: la sua morte gli provoca una disperata sofferenza. Non c’è niente di più speciale del rapporto tra un padre e una figlia femmina. Non me ne vogliono i miei sei maschi , ma il rapporto con mia figlia che mi ha reso nonno, è sempre stato di maggiore comprensione e affinità. Il che non significa che non ami anche i maschi. So che come padre ho compiuto fin troppi errori. Invecchiando, però, si migliora e quello che ho imparato è che bisogna essere presenti , ascoltare e parlare con i propri figli. Senza dare lezioni . Io , certo, non posso darne a nessuno”

Lei di femmina ora ne ha un’altra di cinque mesi, nata dalla relazione con Oksana Grigorieva, modella ed ex moglie di Timothy Dalton

“Sì, è incredibile la naturalezza con cui mi sono ritrovato a cambiare pannolini. E’ lei che mi regala quei momenti di serenità cui dobbiamo attaccarci per rendere sopportabile l’esistenza. Al resto ho dovuto rinunciare : dopo l’alcool , ho smesso anche con le sigarette. Un vizio che penso mi abbia trasmesso direttamente mia madre , che fumava incinta. Ricordo la mia prima tirata a nove anni”

Ha chiamato la bimba Lucia, un nome italiano

“Amo il vostro Paese. Ho dei ricordi molto belli dei mesi passati a realizzare la Passione di Cristo a Matera. Sono convinto che il senso di ospitalità e di apertura che caratterizza il vostro popolo sia connesso alla vostra storia , faccia parte del patrimonio genetico. E io ho nel cassetto un progetto fin troppo ambizioso sulla storia della famiglia Medici. priam o poi lo realizzerò”

Ora prepara un film sui vichinghi, con Leonardo Di Caprio

“Sì. L’idea mi è venuta a sedici anni ed è stata la prima volta che ho pensato di dirigere un film. Sono rimasto affascinato da questo popolo tremendo , terrorizzante. Sono dei veri mostri e renderli ancora più spaventosi sarà la loro lingua , antica e gutturale. Non volevo una robetta come il film I vichinghi , con Tony Curtis che declama “muoio con la mia spada in pugno”. Ne farò un ritratto estremamente realistico . E sono molto felice di avere Di Caprio come protagonista: il ragazzo ha la stoffa del grande attore”

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Lei si considera un outsider a Hollywood?

“Non si può più ragionare in questi termini. L’industria in questi ultimi anni è cambiata, gli assetti sono magmatici, non ci sono più solo i grandi studios ma una realtà più frammentata , nella quale io riesco a muovermi molto bene. E poi io da Hollywood ho avuto grandi riconoscimenti. Sono australiano , ma mi sento anche molto americano. Ho sofferto nell’era di George Bush e sono felice che ora l’aria sia cambiata. Obama commette degli errori , ma almeno è in buona fede, mentre il suo predecessore ha scientificamente ingannato il suo popolo. Tuttavia penso che attendano il mondo anni difficili. Le conseguenze economiche della grande crisi sulle fasce povere della popolazione del pianeta saranno molto più gravi di quanto previsto”

Pensa che la Storia del Cinema la ricorderà come il regista da Oscar di Braveheart- Cuore impavido , quello controverso di La passione di Cristo o come l’interprete alla Mad Max e Arma Letale

“Per un film che ancora devo realizzare. Ho ancora molto da esprimere. Ma devo essere selettivo , perché oltre cinquant’anni se sono andati e il tempo che resta va impiegato nelle cose in cui credi”

Per questo ha scelto The Beaver , diretto e interpretato da Jodie Foster?

“Con Jodie siamo amici da quindici anni, dai tempi di Maverick. The Beaver racconta di un uomo profondamente depresso, che considera l’idea di uccidersi. Ma poi incontra una marionetta a forma di castoro, se la infila nella mano e la trasforma nel suo nuovo modo di comunicare con il mondo. Dice le cose che il suo ego a pezzi non gli consente di dire e tenta così di salvare la sua vita e la sua famiglia. Riesce a capire perché ho trovato questa storia così interessante?”

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