giovedì 1 aprile 2010

INTERVISTA A ZOE SALDANA, ATTRICE DI AVATAR “Mi piacciono i film d’azione e poi le donne forti sono terribilmente sexy. Non sono soltanto belle statuine”

Gli amici la chiamano Pocahontas , perché Neytiri , la sua indigena nativa di Avatar, assomiglia alla principessa indiana della Disney “Qui la love story è tra un aliena e un avatar , ma è comunque una storia interraziale” dice Zoe Saldana.

Ziegfeld Theater

Zoe ha un corpo atletico , plasmato da anni e anni di danza. Abita a Los Angeles dove vivono anche le due sorelle e la madre , nata a Puerto Rico. Il padre era di origine dominicane. Oggi è un attrice molto richiesta. Ha lasciato la danza quando si era resa conto che non poteva diventare una stella.

Vorrebbe diventare regista

“Il mio prossimo corto sarà ambientato in India , ho già fatto i sopralluoghi. Adoro viaggiare. on sono una che spende troppo per vestiti e orpelli. Gli armadi pieni , le macchine di lusso, i gioielli a che servono? Invece , i viaggi e le avventure , gli incontri con altre culture sono il nostro bagaglio più prezioso”

Non l’ha mai spaventata l’idea di dover mettere alla prova i suoi muscoli?

“Assolutamente no. Ho sempre avuto ruoli forti. Da Uhura in Star Trek ad Annamaria in Pirati dei Caraibi –La maledizione della prima Luna. Mi piacciono i registi che sanno guidarti , lasciandoti la possibilità di interpretare con una certa libertà il tuo personaggio . Penso a Spielberg , con il quale ho lavorato in The Terminal , a J.J Abrams grande regista di Star Trek. Mi piacciono i film d’azione e poi le donne forti sono terribilmente sexy. Non sono soltanto belle statuine. Basta guardare Angelina Jolie. E un’altra attrice che ho conosciuto sul set di Avatar e che mi era sempre piaciuta , ovvero Sigourney Weaver. Io sono per le scariche di adrenalina. Eppure, per molti aspetti , ho anche un temperamento romantico”

Zoe-Saldana

Ha mai avuto problemi di razzismo per il colore della sua pelle?

“Sì, ma ho finto di non accorgermene. Qualcuno, all’inizio della mia carriera, mi discriminava. A scuola a New York venivo giudicata una straniera. la verità è che ogni essere umano – anche questo racconta il film di Cameron- è diverso dall’altro. Devi sempre fare i conti con la visione che gli altri hanno di te. Però ci sono sentimenti , e scelte che vincono tutto, anche il razzismo”

Com’è James Cameron?

“Per lui Avatar è stato un sogno diventato realtà. E’ un architetto della tecnologia e un poeta delle immagini. Ha diverse nature e si nutre di cinema . Ama il blu , ma ha un temperamento rosso , passionale. Conosce il modo di portarti in altri mondi, tutti noi, attori di Avatar, eravamo affascinati da questa sua capacità. Credo che proprio per questo il film abbia o9vunque tanto successo . Non è solo lo spettacolo , in 3D o Imax,. Non è solo una questione di effetti speciali . E’ un viaggio che ogni spettatore , dal momento in cui entra in platea , deve compiere”

Qualcuno dice che Cameron sia misogino..

“Sciocchezze: ama le donne , nei suoi film ci ha regalato ruoli splendidi, basta pensare a Linda Hamilton in Terminator… E ha sempre avuto storie con donne belle , intelligenti e forti come l’ex moglie , la regista Katherine Bigelow. Si raccontano molte leggende a Hollywood , spesso per invidia”

Incontri interessanti sul set?

“Stupendo quello con Paul Frommer , il professore universitario che ha creato il vocabolario alieno Na’vi, la lingua del popolo blu di Pandora. E’ stato molto difficile per tutti noi recitare in quel linguaggio, ma è stato anche molto affascinante”

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Che cosa le piace fare quando non lavora?

“Mangiare cose junk (schifezze ndb) con le mie sorelle ; aprire la mia casa , di cui sono gelosa, a tanti amici e non arrabbiarmi se sono disordinati , ascoltare musica a tutto volume, scatenarmi in discoteca ballando , comperarmi un biglietto di prima classe per un luogo sconosciuto”

E’ vero che a New York ha fatto anche la cameriera per pagarsi le migliori scuole di danza?

“Verissimo, ma non vedo cosa ci sia di strano. In America tutti i ragazzi lavorano durante le vacanze o quando ne hanno bisogno. Fare la cameriera non è una cosa che sminuisce, anzi . E’ un mestiere che richiede umiltà e io non ho complessi , non c’è niente di male se fai qualcosa di onesto per raggiungere un obiettivo. Mia madre ha fatto tutti i lavori possibili dopo la morte di mio padre e ha insegnato a noi ragazze a inseguire i nostri sogni. Sì, la mia è una famiglia di donne forti. Mia nonna ha venduto tutti i suoi gioielli per fare studiare me e le mie due sorelle: dopo la morte di papà ci eravamo trasferite da New York a santo Domingo. E, a proposito di alieni, confesso che ci sentivamo su un altro pianeta, all’inizio: sembravamo delle extraterrestri , in una cultura così diversa per noi cresciute nel Queens..”

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