giovedì 13 maggio 2010

INTERVISTA A DAVID BALDACCI, SCRITTORE “Letteralmente una persona che scrive sul web può creare il caos. E potrebbe passare del tempo prima che la menzogna sia scoperta. E, per allora, il danno sarebbe già stato fatto”

Esce il suo ultimo libro. Una trama con notizie web false che però porta ad una possibile guerra. Saranno un agente segreto americano e un giornalista a disinnescare tutto. L’autore è David Baldacci e il libro s’intitola “Nient’altro che la verità”.

Scrittore facile, snobbato dai palati fini e comprato in tutto il mondo, con il vantaggio , questa volta, di aver centrato un tema forte: la potenza della rete nella creazione di pseudoverità dagli esiti incalcolabili.

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Da dove le è venuta l’idea dell’uomo che annuncia la sua morte via internet?

“Il potere di internet mi affascina da sempre. Su YouTube un video all’apparenza innocuo può essere visto da 12 milioni di volte in poche ore. Quindi ho pensato che per fare una grossa sensazione con un evento scioccante , in grado di catturare l’attenzione del mondo prima che qualcuno possa provare a smentirlo, ci si servirebbe di un video sul web. Chiunque dica che si tratta di un’idea futuribile non vive in questo mondo. Dove siamo bombardati da informazioni. Bugie comprese. Se la gente le vede una volta, può restare intrigata. Due, e si aggancia. tre , e la verità di quella notizia diventa indiscutibile”

Le vengono in mente esempi di questa forza internettiana nel creare falsi eventi?

“Uno è accaduto dalle mie parti, alla squadra di Lacrosse ( una specie di hockey su prato che si gioca con racchette ) del Duke College. Vari giocatori erano stati accusati di aver stuprato una ballerina ad una festa. La notizia è circolata come un incendio su internet. Sembravano colpevoli ancor prima che il processo iniziasse. E non era vero. Oppure pensate alla preparazione della prima Guerra del Golfo. La storia del giovane all’ospedale che avrebbe testimoniato di soldati iracheni che strappavano neonati kuwaitiani dalle incubatrici per ucciderli. Totalmente falsa. Era gestione della percezione pura e semplice, che può essere usata per vendere grandi idee , la guerra o altri importanti interessi economici. E’ successo anche per la riforma sanitaria. Avevano messo in giro la voce dei comitati della morte , che avrebbero deciso se era il caso di curare certi malati anziani o di avviarli all’eutanasia. Una balla colossale , ovviamente, ma creduta da un’alta percentuale di americani perché ripetuta sui nuovi e vecchi media”

“Perché perdere tempo nel cercare la verità quando puoi crearla così facilmente?”. Si chiede un personaggio del romanzo. Stiamo assistendo alla scomparsa della verità? Ed è davvero così facile creare un’epidemia globale?

“I media tradizionali oggi sono sopraffatti. I reporter non hanno più mesi per documentarsi su una storia e seguirla adeguatamente. E invece ci sono blogger , che raggiungono milioni di persone senza che nessuno sappia con certezze se scrivono il vero o no. Letteralmente una persona che scrive sul web può creare il caos. E potrebbe passare del tempo prima che la menzogna sia scoperta. E, per allora, il danno sarebbe già stato fatto. La gente ha delle responsabilità per questo. Dobbiamo esercitare più discernimento e scetticismo nei confronti di quel che leggiamo su internet. Non possiamo accettarlo sulla parola”

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“Dick , ho bisogno di una guerra” dice il mercenario Creel al maestro di perception management , Pender, nel libro. Mi ha ricordato il film Sesso e potere in cui gli spin doctors creano una falsa guerra con l’Albania per far autorizzare le concessioni di speciali poteri al presidente degli Stati Uniti. Qualcosa di simile è poi successo con Bush in Iraq. Oggi che rischi corriamo?

“Credo che dobbiamo guardare al governo con un occhio critico , chiunque sia al potere. Bisogna capire che il fatto che sia cambiata l’Amministrazione non significa che sia cambiata anche la burocrazia. Quelli che fanno funzionare il Pentagono o la Banca centrale o altre agenzie chiave sono sostanzialmente gli stessi di prima”

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Come possiamo difenderci dai rischi della disinformazione globale? nel suo romanzo un agente segreto e un giornalista evitano il peggio , ma nella vita vera?

“Non possiamo essere creduloni. E, ancor più importante, non possiamo credere a qualcosa che sappiamo essere falso solo perché va nel senso delle nostre convinzioni politiche. pensate al death panels , ancora una volta, i gruppi della morte. Quelli contrari alla riforma hanno continuato a ripeterlo come slogan anche se era chiaro che sapevano che era inventato. Ma volevano dargli legittimità perché favoriva i loro interessi politici e galvanizzava il loro elettorato. Ciò è irresponsabile. Le bugie che diventano verità sono una pratica molto pericolosa , che i media seri dovrebbero contrastare con più forza , denunciandole le bufale con men o diplomazia e correttezza politica. La posta in gioco è troppo alta per essere eccessivamente educati”

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