giovedì 6 maggio 2010

INTERVISTA A FABIO BASTIANELLO , REGISTA DOCUMENTARISTA. HA GIRATO UN FILM SUGLI ULTRà “Mi interessava raccontare un altro mondo , che è appunto quello del tifo estremo. Un mondo che condivide riti, valori, codici di comportamento a parte”

Fabio Bastianello ha girato un film documentario sulla violenza negli stadi, vivendo a stretto contatto con gli ultrà.

0

Come nasce “Secondo Tempo?

“Mi interessava raccontare un altro mondo , che è appunto quello del tifo estremo. Un mondo che condivide riti, valori, codici di comportamento a parte”

Di cosa è il surrogato la violenza in curva?

“Dell’amore”

Se voleva spazzarmi ci è riuscito. Può spiegarsi meglio?

“E’ semplice : chi ama tanto , odia anche tanto. Una bilancia emotiva che in un ultrà tocca i massimi estremi. Per un fratello , un compagno, è pronto a gettarsi in una rissa a mani nude anche se l’avversario brandisce un bastone. Gesti che nella società civile abbiamo perso. Siamo diventati tutti individualisti. Per loro invece esiste il branco , esiste l’essere uniti, l’essere un tutt’uno. Questa è la loro forza”

Un po’ forte..

“No, perché? Amano talmente tanto i colori della squadra che per essa sono disposti a sacrificare la vita”

Beh , se non le sembra un’affermazione forte che qualcuno sia disposto a sacrificare la vita per una squadra di calcio..

“Ripeto: stiamo parlando di un mondo a parte. Con altre regole. Diverse dalle nostre. Si possono non condividere. Ma se si vuole esplorare un altro mondo , si deve essere disposti a farlo senza idee preconcette. C’è una differenza tra tifosi e ultrà. I primi guardano al risultato: se la loro squadra è ultima in campionato manco ci vanno allo stadio. L’ultrà no. Segue comunque i suoi colori , a prescindere dal risultato. E’ amore. E all’amore è legata anche la sofferenza”

Ok amore. Ma perché i violenti, i facinorosi, i rissosi, non vengono fermati?

“Innanzitutto perché andrebbero colti in flagranza di reato. E poi i capi ultrà sono svegli , intelligenti, mica si fanno prendere con le mani nel sacco!”

Quindi non li fermano perché sono in gamba..

“Ma no, molti vengono anche beccati. Guardi ad esempio quelli del Milan : li hanno presi un po’ tutti. Poi coi processi , siccome i fatti non sussistevano, sono stati prosciolti”

Mazze e petardi come ci entrano nello stadio?

“Le racconto un aneddoto che c’è anche nel film. Anni fa la polizia faceva la ronda intorno allo stadio, mettendo i lucchetti ai vari cancelli di entrata per sigillare il campo sportivo prima della partita. Di notte gli ultrà toglievano i lucchetti e li sostituivano con altri, identici. La mattina dopo ripassava la ronda , vedeva che i lucchetti erano ancora al loro posto , e tutto sembrava in regola. Peccato che le chiavi dei lucchetti li avessero i capi ultrà”

Prendiamo il derby Lazio-Roma. Gente che vive nella stessa città, aspetta la partita per scannarsi. Che senso ha?

“Quelli non sono ultrà, sono cani sciolti. Non rispondono a nessuna organizzazione”

Da quello che ha capito lei, dietro scontri, disordini e violenze c’è forse qualcosa che l’occhio comune non vede?

“Ripeto per come la vedo io scontri, violenze e disordini sono opera di cani sciolti. Anche perché gli ultrà non usano coltelli ( cosa non vera. Al derby Lazio-Roma sono stati usati ndb) Può essere che li abbiano dietro , che li agitino per minacciare , ma non li usano”

Ne è certo? E che differenza fa? Sempre di violenza parliamo..

“E’ una delle regole etiche degli ultrà: solo i codardi usano i coltelli. L’ultrà è a mani nude o col bastone. Per l’ultrà , anche se lo odia, c’è il rispetto dell’avversario. C’è il gusto della lotta corpo a corpo. Dopo che si sono menati sono anche disposti a berci insieme una birra. Però prima prevale l’adrenalina a mille , il fatemi giocare alla guerra, l’istinto primordiale di violenza..”

Appunto..

“Sa cosa penso? Che ci fa più effetto un pugno ben assestato che un licenziamento ingiustificato. Quella è una violenza molto più grave. Io alle volte preferirei ricevere un pugno, che in qualche settimana risolvo, piuttosto che avere magari la vita rovinata. No?”

ultra_scontri_violenza

Però magari rovino la giornata, se va bene , a chi va allo stadio per divertirsi , magari coi bambini

“Sì, ma il mio è un discorso più generale, che va al di là dello stadio. Anche perché qui parliamo di persone che la partita neanche la vedono..”

Vede? Lo stadio è un pretesto..

“Lo stadio è un pretesto per amare i propri colori , per amare la propria squadra , per vivere da ultrà, quindi per vivere agli estremi. Mi creda: tra loro c’è un’amicizia, una fratellanza che è difficile trovare fuori”

Che idea si è fatto, frequentandoli, chi sono gli ultrà?

“La gran parte della tifoseria estrema cresce in contesti di debolezza socio-culturale. Ma tra le file estreme militano anche ragionieri , commercialisti, avvocati”

Nel cast del film ci sono anche veri ultrà..

“Sì, affianca gli attori anche un gruppo di un centinaio di ultrà del Torino”

“Secondo tempo” è un film di denuncia?

“Il mio intento era quello di riportare fedelmente quanto accade nelle curve degli stadi italiani , raccontando di una giornata tipo che , a causa di un errore arbitrale, si trasforma in un evento eccezionale. Per questo ho frequentato per diversi mesi gli stadi e mi sono avvalso della consulenza di veri ultrà”

Perché la scelta della soggettiva?

“Le scelte dell’unico piano sequenza e del cast composto anche da veri ultrà sono elementi che concorrono a creare un risultato borderline, una via di mezzo tra il documentario e il lungometraggio”

Nessun commento: