venerdì 14 maggio 2010

INTERVISTA A FEDERICO ZAMPAGLIONE DEI TIROMANCINO , AL SECONDO FILM DA REGISTA “Quello che volevo fare era rappresentare il male che c’è nell’uomo e nella storia dell’umanità. Volevo far paura senza ricorrere per forza a mostri e vampiri”

La stampa straniera lo ha ribattezzato il nuovo Dario Argento, lui è Federico Zampaglione , regista e cantante dei Tiromancino

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Arriva il 14 maggio nelle sale il tuo “Shadow”, salutato addirittura come la rinascita dell’horror italiano . A quando risala il tuo interesse per il genere?

“Da sempre. L’Horror è una passione che ho fin da ragazzino. Mi ha sempre attratto il mistero, mi piace avere paura , essere inquietato. Sono cresciuto guardando il cinema di genere degli anni’70 : Dario Argento, Mario Bava e Lucio Fulci sono i miei idoli. E continuo a riguardarli , i loro film. In alcune sequenze sembrano quasi due quadri . Per non parlare delle musiche , e delle attrici , bellissime. Poi, però, a un certo punto questo cinema è sparito , non si è più fatto niente. Un cinema , quello horror italiano, che tra l’altro è stato sempre stato amatissimo in tutto il mondo. Così , da spettatore che ha sofferto il lutto ho deciso di provarci io a fare un horror alla vecchia maniera”

E come ti è venuta in mente la storia terrorizzante che racconti in Shadow?

“Quello che volevo fare era rappresentare il male che c’è nell’uomo e nella storia dell’umanità. Volevo far paura senza ricorrere per forza a mostri e vampiri. Ma mettendo in luce quello che l’umanità è riuscita a commettere di spaventoso. Volevo portare in scena l’orrore della realtà. E’ un film amaro , con un finale duro. C’è molta sofferenza. E’ pervaso da un’estetica del dolore”

Soprattutto nelle lunghissime scene di torture

“Non sono state facili da girare. Le abbiamo fatte in uno scantinato che ricordava il laboratorio di un campo di concentramento. E durante le riprese mi è venuto addosso un certo malessere. Ero avvilito. Stavo male. Non riuscivo più a dormire perché di notte mi svegliavo all’improvviso con queste immagini in testa. E’ stato un film difficile . Anche per le temperature bassissime , i posti impervi da raggiungere”

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Dove è stato girato?

“A Tarvisio, in provincia di Udine. Sostanzialmente mi serviva un luogo di montagna sperduto ma anche un po’ desolato e straniante. Mi avevano proposto di girare in Canada . Poi un mio amico mi ha parlato di Tarvisio, ci sono andato e ho capito che era il posto perfetto. Si pensa che all’estero sia sempre tutto meglio. ma nel Nostro Paese ci sono luoghi bellissimi che vanno solo scoperti. I paesaggi sono talmente mozzafiato e irreali che in ogni festival dove ho presentato il film la prima cosa che mi hanno chiesto è : ma dove l’hai girato?”

Il protagonista del film è un soldato tornato dall’Iraq. La storia ha anche una connotazione politica?

“Alcuni in America hanno protestato per i riferimenti a Bush e alla guerra , ma non è un film politico. E’ un film sulla vita e sull’animo umano. Presi dalle nostre giornate frenetiche che abbiamo imparato a cambiare canale e voltarci dall’altra parte per non guardare il male e l’orrore che provochiamo. Io volevo mettere in scena una sorta di discesa verso l’inferno : partendo da alture massime fino al fondo dell’anima umana”

Il tuo film sarà distribuito in molti Paesi, America compresa. Una rarità per un film italiano

“E’ la dimostrazione che il nostro cinema horror, se fatto ad un certo livello, ha le potenzialità per essere apprezzato e comprato anche all’estero. Io ho provato sulla mia pelle quanto nel mondo ci si aspetti la rinascita del cinema di genere italiano”

Ti hanno addirittura definito il nuovo Dario Argento

“Mah, questi paragoni non mi interessano. Mandai, tramite sua figlia Asia, la sceneggiatura di Shadow a Dario Argento e fu una sorpresa perché gli piacque tantissimo e mi propose di produrlo lui. Poi la cosa è sfumata per reciproci impegni. E ho incontrato Massimo Ferrero, che è stato molto coraggioso a lasciarmi tutta la libertà di fare un film come questo , molto violento e con messaggi che possono dare fastidio”

Tra l’altro è un film di famiglia

“Con mio padre Domenico collaboro da sempre , e poi lui è un grande appassionato del cinema horror anni’70 , lui mi ha fatto scoprire Dario Argento. Abbiamo scritto insieme la storia. Mio fratello Francesco invece ha composto con me la musica , che è uno dei punti forti del film. Una musica straniante , terrorizzante, a tratti psichedelica”

Come l’hai trovato l’attore che interpreta “la morte”?

“Potere della rete. Nupt Arquint, è un mimo e performer svizzero, bravissimo. L’ho visto su Internet e l’ho chiamato. E si è dimostrato bravissimo. Anche senza trucco è piuttosto inquietante”

Questo è il tuo secondo film

“Il primo era stato Nero bifamiliare : la mia prima esperienza dietro alla macchina da presa dopo i videoclip. E’ stato fondamentale perché mi ha aiutato ad imparare , senza quello Shadow non l’avrei mai potuto fare. Nero bifamiliare però era un film più grottesco. Anche se io volevo raccontare la storia vera , tratta da fatti realmente accaduti, di odi che si sviluppano tra vicini di casa. E poi ci fu il shadowposterfedericozampaglione tremendo caso dell’eccidio di Erba e i produttori in fase di montaggio mi chiesero di alleggerirlo un po’ e virai verso la commedia nera”

In quel film recitava la tua compagna Claudia Gerini . Cosa pensa lei di questo horror?

“A Claudia è piaciuto, certo l’ha trovato scioccante, crudo. Ma non esclude di recitare nel prossimo”

Ha già un nuovo progetto in testa?

“Questo film mi ha un po’ stravolto la vita. Sono continuamente in giro per Festival e mi sono arrivate proposte anche dall’estero. Ma ora tornerò a dedicarmi alla musica , ai Tiromancino. Sto lavorando a un nuovo disco. Adesso c’è ancora poco da raccontare : dovrebbe uscire dopo l’estate”

Tu che sei cultore di horror , qual è il film più spaventoso di sempre?

“Sicuramente Suspiria”

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