lunedì 10 maggio 2010

INTERVISTA A PIETRO MASTURZIO, FREELANCE CHE HA VINTO IL WORLD PRESS PHOTO 2010

La foto di Pietro Masturzo , giramondo e freelance , ha vinto il World Press Photo 2010, intitolata “Sui tetti di Teheran”.

01 Pietro Masturzo

La tua foto scattata a Teheran il giugno scorso, mostra una donna: è affacciata su un tetto di un palazzo , le mani sul volto e urla la sua rabbia contro il neo eletto presidente Ahmadinejad. Come sei riuscito a fare questa foto?

“Ero arrivato in Iran i primi di giugno del 2009. In vista delle elezioni. Volevo raccontare cosa stava accadendo a 30 anni dalla rivoluzione islamica di Khomeini. Dopo il voto sono iniziate le manifestazioni di protesta contro i brogli. Ho iniziato a seguirle ma subito sono stata arrestato perché stavo facendo le foto e non era permesso. A quel punto non sapevo cosa fare. Non potevo andare alle manifestazioni perché temevo di essere fermato di nuovo. Il rischio era di essere espulso dal paese. Però ero lì per fare le foto e volevo lavorare”

Così sei finito sui tetti?

“Una sera ero in casa di alcuni studenti e ho sentito queste voci che gridavano “Allah u Akbar”. Allah è grande. Mi hanno spiegato che quelle urla , che si ripetevano tutte le sere , erano un latro modo di manifestare il proprio dissenso. Un modo molto simbolico ma anche molto forte perché , 30 anni prima, era stato lo stesso Khomeini a chiedere agli iraniani di protestare così. Ma contro lo scià. Ho chiesto che mi portassero subito a vedere e ho iniziato a fotografare ; una volta su un tetto , una sera su un altro. E’ stato molto emozionante”

Tornato a casa hai deciso di inviare il servizio al World Press Photo. Ti aspettavi di vincere?

“No, assolutamente. Era la prima volta che partecipavo a un concorso così importante. Ma avevo questi 15 scatti e mi sembrava di essere riuscito di fare qualcosa di particolare. Dell’Iran si erano viste solamente delle manifestazioni di piazza. Le mie foto mostravano un altro punto di vista , un aspetto diverso della protesta. E infatti la foto che poi ha vinto è anche stata criticata per questo: non è immediata ma riflessiva. Ha bisogno di essere spiegata. racconta l’emozione che anche io ho vissuto e sentito su quei tetti”

La tua foto è stata selezionata da una giuria internazionale che ha dovuto scegliere tra più di 100 mila scatti presentati da quasi 6 mila fotografi. Come hai reagito quando ti hanno comunicato che avevi vinto?

“Mi hanno telefonato l’11 febbraio. Mentre ironia della sorte , ero a un presidio di studenti iraniani a Roma. Per cui c’era un bel po’ di rumore. All’inizio non ero nemmeno sicuro di aver capito bene. Così mi sono fatto ritelefonare una seconda volta a casa. Ho pensato fosse uno scherzo. Non riuscivo a crederci”

Un premio così prestigioso a soli 30 anni è una grande soddisfazione. Quando ti sei detto : da grande farò il fotografo?

“In realtà faccio questo lavoro da un paio di anni . L’amore per la fotografia è nato da un’altra grande passione : quella per il viaggio. Appena avevo un po’ di soldi , messi da parte facendo lavori e lavoretti, partivo. Poi subito dopo essermi laureato , nel 2005, ho fatto un lungo viaggio: dalla Russia , attraverso la Cina fino al Giappone . Tutto in treno. Ho avuto quindi molto tempo per pensare e per sentire quello che volevo fare ed è in questa occasione che ho fatto il primo reportage fotografico”

Se riesce a vivere di sola fotografia?

“Fino ad ora è stato molto difficile. Sono sempre andato in giro pagandomi tutto da solo , adattandomi , facendomi ospitare. Iran compreso. Quando tornavo a vendere i reportage era sempre molto complicato. Soprattutto in Italia”

Qual è la cosa più difficile nel lavoro da freelance?

“All’inizio devi partire da zero. Crearti una rete di contatti con riviste ed editori. Poi pian piano infoltisci e le tue possibilità di vendere le foto aumentano. Però non puoi dedicarti solo ai reportage. Devi fare anche altri tipi di foto : conferenze stampa , cronaca, ritratti su commissione”

Lavori per qualche agenzia?

“Io e altri 3 giovani colleghi abbiamo creato la nostra agenzia. O meglio “il collettivo fotografico” Kairos. Ci siamo conosciuti lavorando sulla cronaca a Napoli e dopo un po’ ci siamo detti : perché non provare a formare un gruppo per proporci come indipendenti? adesso siamo molto affiatati e ci confrontiamo continuamente su quello che facciamo e come lo facciamo. Una sorta di mutuo soccorso”

suitettiditeheran-6

La vittoria avrà cambiato molto la tua situazione lavorativa..

“Senza dubbio. Prima di vincere non ero riuscito a vendere il servizio dell’Iran. Proprio perché molto particolare ed emotivo. E normalmente ai fotografi non vengono lasciati molto margini di interpretazione. Dopo la vittoria invece l’immagine ha iniziato a girare un po’ tutti in media : dalle riviste al web. Anche se non tutti la pagano”

E poi il premio è anche economico: 10 mila euro che ti verranno consegnati ufficialmente ad Amsterdam il 2 maggio ..

“Beh si. Almeno i soldi mi permetteranno di lavorare molto più tranquillamente il prossimo anno”

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