lunedì 14 giugno 2010

INTERVISTA A CHRISTOPHE SANCHEZ DEL SITO TESIONLINE "Tesionline è un sito in cui i laureati possono pubblicare "



Christophe Sanchez è l’inventore di Tesi on Demand , il servizio per aiutare aziende e laureandi a fare ricerca insieme

Cos’è di preciso “Tesi on Demand”?

“Un servizio per far parlare laureandi e aziende: indichiamo agli studenti alcuni argomenti di ricerca da fare in collaborazione con le imprese”



Perché?

“Tesionline è un sito in cui i laureati possono pubblicare e vendere le loro tesi. Sulle circa 100 mila all’anno che vendiamo , solo il 405 è comprato da studenti : ad acquistarle sono soprattutto ( nel 60% dei casi) aziende e professionisti”

E quindi?

“Significa che il mondo produttivo ha bisogno delle informazioni che sono nelle università. E che forse imprese e professionisti non hanno a disposizione molte altre risposte di cui potrebbero servirsi”

Invece di cercare le tesi già svolte , l’idea è di pensarci prima …

“Esatto. Se un mobilificio di Lissone , per esempio decide di esportare in Romania , ha bisogno di una ricerca di mercato. Un azienda media-piccola non ha le risorse per farlo . Deve rivolgersi a consulenti privati , che costano cari. Ma questo è un tipico lavoro di ricerca di tesi , che può fare benissimo chi si sta laureando in marketing”

Il tesista si sostituisce ai consulenti?

“Sì. Così è possibile fare “ricerca e sviluppo” praticamente a costo zero”

Il vantaggio per lo studente qual è?

“Va a verificare le proprie competenze sul campo, a contatto con un’azienda vera. La sua tesi non è più teorica , astratta, ma applicata a una realtà produttiva che può avere da 15 dipendenti fino a 1000”

Non si tratta di una forma di preselezione per le assunzioni, vero?

“Le aziende con cui collaboriamo hanno capito che possono mettere alla prova gli studenti su una ricerca perché magari gli interessa quel tipo di professionalità”

Ma non può valere in tutti i casi, no?

“Rimane che una tesi del genere fa curriculum. Di solito si effettua uno stage dopo la laurea. In
questo modo già la tesi diventa momento di stage. E quando cerchi lavoro puoi portare il fatto che hai già lavorato”

Per quali facoltà sono le tesi?

“Siamo appena partiti , ma abbiamo già 26 tesi in cerca di autori per dieci aziende. Vanno dall’analisi dei fattori che influenzano il rendimento nelle trasmissioni negli ingranaggi per Ingegneria , a “La collocazione dell’impresa nel mercato di riferimento” per il Marketing, a “L’adeguatezza dell’istruzione superiore alle esigenze occupazionali del sistema economico locale in Monza e Brianza” per Scienze sociali , o della Formazione”

Quali imprese cercano le tesi?

“Tutte. Le grandi aziende però di solito hanno contatti con l’Università. In genere con un docente, che magari è consulente in quell’azienda. Il professore seleziona gli studenti e propone loro di fare la tesi in quell’azienda. Non vogliamo cancellare questo passaggio , ma vorremmo che non fosse una possibilità limitata ad alcuni privilegiati”

Cioè?

“Tante imprese , pur avendone bisogno, non hanno la mentalità necessaria a proporsi all’Università. E’ un mondo che conoscono poco o non hanno il tempo per cercare”



Soprattutto le piccole?

“Certo e l’economia italiana è fatta all’85% da aziende che hanno meno di 100 dipendenti. Di rado hanno gruppi di ricerca interni”
Nel mercato globale è una debolezza.

“Rende più difficile innovare. Credo che la nostra proposta possa aiutare anche l’economia: permette ai piccoli di avere un consulente, il laureando, che però ha dietro l’università – perché la tesi deve essere avallata da un relatore ed è discussa all’interno di un ateneo”

Da dove vengono studenti e aziende?

“Da tutta Italia: alle imprese poniamo la condizione che non ci sia nessuna discriminazione di tipo geografico nella scelta dei candidati. L’importante è il curriculum. Così anche chi studia a Catanzaro può finire a collaborare con un’impresa veneta. Il progetto , inoltre , è partito insieme con Confindustria Monza e Brianza. Il secondo polo che dovrebbe aderire è Confindustria Cagliari”

Perché proprio Cagliari?

“Abbiamo voluto scegliere un polo altamente industrializzato (la Brianza) e un polo dove l’industria manca , perché lì il nostro progetto dovrebbe servire agli enti pubblici. Zone poco turistiche dell’isola , per esempio, possono prendere un laureando in pianificazione territoriale , uno di marketing, uno di beni culturali e fare un progetto di sviluppo artistico”

Non è un paradosso che quest’idea , che dovrebbe essere fondamentale sia per il tessuto economico che per l’istruzione , sia venuta a voi che siete privati?

“Tutta Tesionline è un paradosso! Dieci anni fa abbiamo iniziato a pubblicare e vendere tesi: lo avrebbero dovuto fare le università. Ma ognuna è indipendente : ogni facoltà è indipendente . ogni cattedra è indipendente. E la media dei professori italiani ha 58 anni , contro i 35 francesi. Il web, invece, è uno strumento molto giovane

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