lunedì 26 luglio 2010

INTERVISTA A GIANCARLO MARINI CONOSCITORE DELL'ACQUISTO SOLIDALE

Giancarlo Marini è coautore di “L’altra spesa. Consumare come il mercato non vorrebbe”

Cosa è un gruppo di Acquisto Solidale?

“ Un gruppo di persone , amici, vicini di casa, che si mette insieme per acquistare in modo critico e consapevole , cercando di capire cosa sta dietro la mela che mangia o la maglietta che indossa”

Cosa si acquista?

“Soprattutto generi alimentari , frutta e verdura preferibilmente biologici e a Km zero. Ma non solo. Oggi il paniere dei GAS è completo: dai latticini ai caffè, dalla carne alle marmellate , dagli agrumi alla pasta. Poi si è sviluppato anche il non alimentare: dai detersivi al tessile , dalle scarpe alla telefonia. E da due anni si sta lavorando sull’acquisto collettivo di energia elettrica”

Solidale verso chi?

“Da un lato verso i piccoli produttori che sono spesso in difficoltà perché sfruttati da un meccanismo commerciale della grande distribuzione che li fa a pezzi. Dall’altro solidali all’interno perché ognuno nel GAS , secondo le sue forze e i suoi bisogni, fa qualcosa. C’è chi segue gli ordini e chi mette a disposizione la casa per fare le riunioni”

Praticamente come funzionano?

“Non c’è un modello unico. Il mio GAS , ad esempio, che si chiama GAS d’8 , è nato 5 anni fa dentro un quartiere sperimentale di Milano , il QT8 , dove diverse persone si sono ritrovate. Chi facendo attività nella scuola , chi negli scout, chi in parrocchia. Insieme abbiamo ragionato sulla possibilità di costituire un GAS. Oggi siamo 25 famiglie. E sono nati altri due gruppi”

Ogni quanto vi incontrate?

“Facciamo una riunione una volta al mese. Ci sono dei referenti per le varie tipologie di acquisti: chi si occupa del caffè , chi delle verdure, chi del riso ecc. Sono loro che raccolgono gli ordini del gruppo , tengono i conti e poi distribuiscono l’acquistato. Ma la riunione mensile ha anche un valore conviviale , serve a mantenere la socialità”

Non richiede troppo tempo?

“Per me è più alienante , è più una perdita di tempo, passare tre ore del sabato pomeriggio chiuso dentro un supermercato , buttando dentro il carrello tutto quello che trovo. Inoltre, dedicando , due tre ore al mese al GAS, se vuoi, hai esaurito la tua parte. E poi vuoi mettere la possibilità di andare a ritirare, ad esempio, il formaggio da un altro gasista , prenderci un caffè, scambiare due chiacchiere.. E’ un altro modo di vedere la vita e le relazioni”

Ma si spende di più?

“I GAS non son o gruppi di risparmio. Nelle grandi catene di supermercati le cose costano meno. Se però facciamo un discorso di qualità, abbiamo calcolato che i GAS risparmiano dal 30 al 35%. Inoltre, man mano che cresce la spesa col GAS , diminuisce quella al supermercato. E diminuisce anche la spesa complessiva perché impari ad acquistare meno e meglio. Inoltre hai delle cose più buone e quindi ne butti via molto meno. Infine, di fronte a prezzi troppo bassi, dobbiamo chiederci perché : il risparmio spesso avviene sulla pelle di qualcun altro”

Un esempio può essere la ribellione dei lavoratori a Rosarno?

“Esattamente : lì i lavoratori che dovevano raccogliere le arance si sono ribellati perché venivano sfruttati. Oggi, al produttore, gli agrumi vengono pagati 10-15 centesimi al Kg. Questo significa che non gli conviene neppure raccoglierli perché non rientra nelle spese. A meno che non prenda delle persone che mette alla catena a lavorare 18 ore al giorno. Eppure tu quelle arance le paghi comunque 1 euro al chilo. Invece i GAS vanno direttamente da un produttore di agrumi , magari biologici , li pagano 80 centesimi al chilo , che è un prezzo giusto , e alla fine il chilo di arance viene 1 euro e poco più. Però non c’è stato sfruttamento anzi hai contribuito a dare dignità a chi lavora”

Chi stabilisce il prezzo?

“Il prezzo non è più dato dall’incontro della domanda e dell’offerta ma dal riconoscimento , da entrambe le parti , di un valore: quello del lavoro del produttore , e quello del tuo risparmio. Questo significa che : una volta fissato , insieme al produttore , un prezzo trasparente , quel prezzo non cambia solo perché aumentano i clienti.

Come si capisce che un produttore è affidabile?

“Andarlo a visitarlo , a vedere come lavorano. Stabilendoci un filo diretto , facendogli delle richieste , condividendo un progetto. Stabilendo un rapporto personale di chiarezza, trasparenza e rispetto. Questa è la migliore garanzia”

Nel libro spieghi che i GAS hanno anche un ruolo di sostegno di piccoli produttori in difficoltà. Un esempio?

“IL Biocaseificio Tomasoni : era un nostro fornitore storico che per vari motivi è andato in crisi di liquidità e doveva dare 150 mila euro. Le banche hanno chiuso il rubinetto e lui rischiava di fallire. La casa è circolata dentro i GAS , qualcuno ha lanciato l’idea di sostenerlo e nel giro di una settimana , in varie forme e in vari modi , abbiamo trovato i soldi. Il risultato è che non solo Tomasoni non è fallito ma, in un periodo di crisi come questo , nei prossimi mesi risucirà ad assumere altri due lavoratori”

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