lunedì 30 agosto 2010

INTERVISTA A LINO BANFI "A Venezia supplicherò Quentin Tarantino di farmi fare un assassino per poter finalmente sgozzare un po’ di persone"


Lino Banfi è stanco di essere buono.

“A Venezia supplicherò Quentin Tarantino di farmi fare un assassino per poter finalmente sgozzare un po’ di persone”

Ma cosa dice?

“Che dico, che dico. Tarantino ha apprezzato tanto le commedie che ho interpretato con Edwige Fenech, chissà se non mi dia un’opportunità. Sono stanco, cavolo, una vita da buono pesa. Vuoi mettere potersi sfogare?”

Banfi ora sta facendo un sacco di cose

“Sa che mi dicono quelli che m’incontrano? Lino, non invecchi mai”

E non è contento?

“Non mi riposo mai e quindi non ho il tempo di fare le diete , questi sono i chezzi della mia vita …. Ho perso un po’ l’udito , ho 74 anni , è fisiologico . Non mi dà complesso quanto il fatto di sentirmi grasso , stacco l’etichetta dalle camicie per non far vedere a mia moglie tutte quelle X , sembrano una schedina… Ho un cognato che stramangia e stringe la cinghia. Ognuno ha i cognati che si merita”

La nuova serie è per Canale 5, ha divorziato dalla Rai?

“No, divorziato no , ma il Medico in famiglia non lo faccio più. MI hanno chiesto di fare una sola puntata e non ho accettato : se la rottura ci dev’essere è totale , gli auguro che vada bene anche senza di me. Il direttore generale della Rai Masi , visto che ora faccio anche il produttore , mi ha chiesto di portargli qualche progetto. Tanto la Rai ha una serie mia con Lino Toffolo da mandare in onda , Tutti i Padri di Maria, girata in Argentina. Anche ‘sta storia di girare la fiction all’estero.. Un giorno il discorso bisognerà pure affrontarlo”.

Affrontiamolo?

“Gli argentini sono stupendi lavorano con professionalità però puoi fingere di stare a Trieste se sei a Buenos Aires? Che c’azzecca? Anche come produttore spero sempre di girare nei luoghi veri , costi quel che costi. L’ho detto ad Altissimi, il mio socio: sei un esperto di cinema hai fatto centinaia di film , ma non lesiniamo. Se giriamo a Lecce che sia la vera Lecce”

Ma il Commissario Zagaria , che porta il suo vero cognome , è l’evoluzione del brigadiere Zagaria che amava la mamma e la polizia?

“Quel film ebbe un successo. Per consuetudine banfiota è incazzoso , non vede l’ora di andare in pensione nella sua casetta nel Salento. Giriamo a Lecce e dintorni , in tempo per l’ultima vendemmia . La terra ha un colore unico, torno alle radici”

E torna sul set con sua figlia Rosanna che è diventata il simbolo della lotta ai tumori. Ha un gran carattere

“Sta sempre in giro a parlare di cancro , sono fiero di lei e ho capito che è molto più forte di noi. Sta vivendo questa esperienza con migliaia di persone che la contattano : sono il padre, io ho paura . Forse perché noi uomini davanti alla malattia reagiamo in modo diverso”

Anche in questo caso ha scritto il soggetto della fiction, sente l’idea di cucirsi addosso i personaggi?

“Ma sì, nessuno mi conosce meglio di me. Mi piace la commedia. Sto convincendo Daniele Liotti a fare il mio antagonista , molti di questi giovani belli mi adorano. Ormai, tra film degli anni 80 e fiction , ho cresciuto 3 generazioni … Un ragazzo si sta laureando con la Tesi “Banfi , l’ultimo dell’avanspettacolo” , non mi ricordavo più tutte le cose che ho fatto. Nel frattempo Michele Placido mi chiama “Lino, moriremo senza fare una cosa insieme? E Sergio Rubini sta scrivendo un soggetto , ci sono tante cose in cottura”

Però non ha l’aria contenta

“Sa cosa mi fa soffrire? Che a noi comici non viene riconosciuto niente in vita , solo quando moriamo. Agli intellettuali dico: SE abbiamo qualche merito , ditecelo prima”

Però a Venezia Marco Giusti vi celebra come meritate

“I festeggiati siamo io, De Sica , Abantuono, Verdone e Villaggio , ognuno ha avuto soddisfazione e premi , chi il David di Donatello , Diego ha vinto l’Oscar con Salvatores. Io mi porterò un leoncino peluche in tasca. Ora mi dirà che ho l’affetto del pubblico”

Perché , non è vero?

“E’ vero, ma un premio fa piacere. Però l’omaggio alla Mostra mi onora anche in previsione del Commissario Zagaria perché anche Zagaria deriva dai tanti commissari che ho fatto al cinema. E sono felice che Paolo Villaggio abbia scelto Fracchia la belva umana di Parenti, in cui io interpretavo il Commissario Auricchio”

Prima di diventare un killer per Tarantino diceva di voler girare un film drammatico con Pupi Avati

“Pupi me lo ricorda ogni volta che m’incontra: ti avevo chiamato per Regalo di Natale. Ha ragione , buono per Abatantuono che girò il film. Quando mi parlò del ruolo rimasi sveglio per tutta la notte : mi accetteranno?”

Ma è così insicuro?

“Sa come sono gli attori , ora meno. Però c’è sempre Tarantino , se oggi mi vuole come killer lo faccio benissimo”

giovedì 26 agosto 2010

INTERVISTA A BEPPE FIORELLO "Mi arrabbio quando qualche collega spara a zero contro la tv"



Beppe Fiorello è oberato di lavoro. Il 3 settembre sarà uno dei protagonisti della Mostra di Venezia con il film di Roberta Torre I baci mai dati e con il corto Niente orchidee.

In autunno sarà in tv con la fiction Il bandito e il campione , storia dell’amicizia tra Giradengo e un bandito e Il sorteggio che interpreta un operaio giurato al processo delle Br del ’76. Sta girando Terraferma di Crialese. A ottobre si sposa.

Partiamo dal film di Roberta Torre

“L’incontro con Roberta è stato casuale , andavo in Sicilia a trovare amici , con loro c’era una ragazza che lavorava nella produzione del film. La butto lì “Ci fosse anche una posa, per la Torre la faccio gratis”. C’era il ruolo del marito della protagonista ancora libero. Il film è sul tema dei miracoli , anche questo lo è”

Nel film è la vittima delle donne

“ A dir poco. Sono il marito di Donatella Finocchiaro , bionda ossigenata, meravigliosa, forte e il padre di due figlie. Un pover’uomo schiacciato da tre donne, che a 40 anni pensa ancora che non fosse stato per un guaio al ginocchio giocherebbe all’Inter”

Un uomo invisibile

“Molto attuale, vero? Percepisco una certa aggressività da parte delle donne. Prima era giusta, ora supera il limite. E sono un padre anche nel corto Niente orchidee. La storia di un separato che vive con la figlia , tutelato dall’assistente sociale Valeria Solarino. Finisce nelle mani di gente poco affidabile. Un noir”

Viene dalla tv, che effetto le fa essere protagonista a Venezia?

“Andare al festival è sempre un’emozione , l’anno scorso ho provato il brivido con Tornatore . Vado al Lido anche per merito della Tv, ed è ancora merito della Tv se giro il film di Crialese , sempre con la Finocchiaro. Il set è a Linosa , sono un ex pescatore che cerca di convincere il vecchio padre ad abbandonare la pesca e usare la barca per portare in giro i turisti. Se sono arrivato a fare film d’autore è grazie alla fiction. Per questo mi arrabbio quando qualche collega spara a zero contro la tv”

A chi si riferisce?

“A Isabella Ragonese. Non può dire “La fiction è brutta”, non può mettere tutto nel calderone. Sa niente Isabella di una fiction come La vita rubata? Sa che ha ridato alla dignità alla famiglia di Graziella Campagna? Anche Montalbano è fatta bene , ma è fiction. Tanto chi spara a zero , prima o poi la fa televisione”

Ma ognuno ha le sue idee. Perché si arrabbia così?

“Perché non si deve generalizzare. Se no è come dire che il cinema italiano è brutto. Non è così . Ci sono Garrone , Virzì e i film di Natale”

Gli amici la trovano cambiata?

“Vado periodicamente in Sicilia anche per sfruttare il loro sguardo su di me e capire se ho ancora i piedi per terra. Coi primi successi erano cambiati loro , e li smontavo subito :Sugno sempri chiddu di prima”

E il rapporto con suo fratello Rosario?

“Non è facile raccontarlo. Abbiamo dieci anni di differenza, per un po’ ci hanno allontanato, ci siamo ritrovati alla scomparsa di mio padre. Il nostro rapporto è forte, ma non è fatto di molte parole. Da ragazzino temevo il suo improvviso coinvolgimento , per un timido Rosario è un pericolo.. Noi fratelli gli dobbiamo la vita , non è un fratello paterno , è un Peter Pan , ma bastava la sua presenza a darci sicurezza”

Oggi le piacerebbe fare un “Fiorello brothers show”?

“Fare teatro con Rosario sarebbe il massimo , chissà che un giorno…. Sono stato suo ospite in tv e la cosa funzionava , sarebbe bello ritrovarci anche in scena”

Per una volta nella fiction fa il cattivo ma ha un debole per i perdenti. Perché?

“Forse perché da adolescente non ero intraprendente , stavo due passi indietro, a scuola mi vergognavo del giudizio degli altri. Ma la vita t’insegna che o ti dai una mossa o non vai da nessuna parte. E purtroppo la morte di mio padre è stata la molla. Mi sono detto “Ora non ti puoi più nascondere”

giovedì 19 agosto 2010

INTERVISTA A CLARENCE SEEDORF "Secondo me, prima si è campioni nella vita e poi nello sport"




Seedorf giocherà ancora un anno nel Milan. Giocare è quello che riesce a fare bene.

Centrare porte è una cosa che sa fare da sempre?

“Mi dicono che i primi tiri li ho fatti a un anno e mezzo. Ma ho iniziato a giocare seriamente a sei anni”

Quando ho capito che quella era la sua strada?

“Da ragazzino giochi per divertirti. Poi fai i tornei, torni con le coppe, i riconoscimenti, e piano piano capisci che sei bravo e ti fai forte. Ma i miei ricordi più belli di quei primi anni sono le trasferte all’estero. Per risparmiare , la squadra ci faceva ospitare dalle famiglie dei nostri avversari. Spesso non riuscivamo a comunicare in nessuna lingua, si creavano situazioni assurde e divertentissime”

E’ stato un bambino felice?

“Vivevo in una casa piena d’amore. Siamo immigrati dal Suriname in Olanda quando io non avevo ancora 3 anni , mio padre lavorava anche 18 ore al giorno , in tre posti diversi. Avevamo poco , ma non mi è mai mancato niente”

Che cosa ha fatto di lei un campione?

“Dobbiamo metterci d’accordo su che cosa vuol dire essere un campione”

Secondo lei?

“Secondo me, prima si è campioni nella vita e poi nello sport. Se no sei solo un grandissimo calciatore , tennista , sciatore..”

Chi è il più campione di tutti?
“Pelé, per quello che ha fatto nella vita”

E Maradona?

“Lui è un campione sul campo. Non lo giudico , ma non è stato un grande esempio per i giovani”

Esemplari si nasce o ci si forza a esserlo?
“Il senso di responsabilità non tutti ce l’hanno , è l’ambiente in cui gli sportivi crescono che deve dare , oltre alla tecnica di gioco , anche alla consapevolezza della propria posizione. Senza consapevolezza non c’è assunzione di responsabilità. Io mi chiedo che valori trasmette il mio sport ai miei figli che lo guardano in Tv. Tutti dovremmo farci questa domanda. Non pretendo che siamo perfetti: un uomo può anche sbagliare , ma poi deve riconoscere i suoi errori e saper chiedere scusa. Questo nel calcio e non solo: l’umanità si sta muovendo verso un sempre maggiore bisogno di chiarezza , di trasparenza, di valori. La strada diversa non funziona: ci ha portati dove siamo”

E non si vede un bel panorama da qui?

“Io credo che l’Italia sia pronta per un grandissimo cambiamento, drastico, forte. Gli italiani vogliono un Paese più moderno, ma non sto parlando di tecnologia , parlo di pensiero. I giovani devono poter credere che la loro voce conta”

Lei si considera ancora giovane?

“Sì, finché ho voglia di imparare sono giovane”

E da chi impara?

“Da tutti. Si può imparare anche da un coniglio”

Torniamo ai vizi e alle virtù. E’ vero che non beve neanche il caffè?

“Sì, ma perché mi fa schifo. L’ho bevuto a cinque anni , sull’aereo che mi portava in vacanza in Suriname e perché non c’era altro: uno shock da cui non mi sono più ripreso”

Ma un vizio ce l’ha?

“Ho quattro figli, tragga lei le conclusioni. E amo le spa”

La spa è un vizio innocente

“Tutti i vizi sono innocenti. Finché sono vizi. Del vizio hai controllo , delle dipendenze no”

Virtù?

“Cerco di comunicare valori positivi, di influenzare chi mi guarda, mi segue, mi ascolta. E di restituire ciò che la vita ti dà”

Non è una cosa molto comune nel suo mondo?

“Forse non è molto comune in generale”

L’idea del restituire da dove le viene?

“In casa mia c’erano sempre tantissime persone: gente che arrivava dal Suriname e che i miei genitori ospitavano, nell’attesa che si trovassero un lavoro e un posto dove stare. Ma se devo trovare un momento in cui qualcosa è scattato nella mia testa è quando ho visto, per la prima volta, le immagini di una carestia in Etiopia , quei bambini scheletrici col ventre gonfio. Ho pensato che non era possibile, che se la vita me lo avrebbe permesso avrei fatto qualcosa. Molti anni dopo ho fatto qualcosa: la mia fondazione Champions for Children”

Il mondo è pieno di emergenze: perché proprio i bambini?

“Perché la mia filosofia di vita è prevenire invece che curare. I bambini sono lo strumento di prevenzione dell’umanità. E se educhi un bambino educhi anche i suoi genitori e le comunità che gli stanno intorno. Nelson Mandela e Desmond Tutu mi hanno insegnato che sono i bambini la via per la pace. Educarli vuol dire dare loro dignità , capacità di scegliere. Champions for Children costruicse playground , campi da gioco e sportivi. Lo sport è uno straordinario mezzo per educare , e non lo dico io, ma gli studi scientifici. In Olanda , dopo la creazione dei playground di Almere, c’è stata una riduzione della criminalità del 30% nel quartiere”

Il prossimo progetto?

“Abbiamo sviluppato un modello educativo insieme con l’Università Cattolica di Milano , la Nelson Mandela Foundation e la University of Western Cape di Cape Town. Il progetto pilota di questo modello partirà da Manenberg, in Sudafrica. Opportunamente adattato alle lealtà locali , questo progetto è esportabile ovunque. Abbiamo già una lista: al primo posto c’è Milano”

La sua fondazione esiste da cinque anni , ma non se ne sapeva molto

“Non mi piacciono le chiacchiere , si comunica dopo che hai fatto. Le false promesse sono la cosa più brutta che si possa dare. Prima fare , lavorare, sempre”

Etica del lavoro milanese? O olandese?

“Etica made in Seedorf”

Cosa farà dopo il calcio?

“Le stesse cose che faccio adesso”

Le mancherà il pallone?
“Sceglierò di smettere , vorrà dire che sarò pronto a non sentire mancanze”

Si sceglie sempre?

“Sempre. La vita va presa in mano. Ci sono quelli che aspettano che la vita li attacchi per reagire , come Carlo Ancelotti, che ogni tanto si svegliava e diceva “Ragazzi, la mia giornata mi ha attaccato” , e altre volte coi annunciava “Oggi l’ho attaccata io”. Io invece penso che non si debba aspettare per reagire”

Ma lei non ce l’ha mai una giornata no? Una di quelle in cui l’universo non ha niente da dirti?

“Certo che le ho. E , se non c’è niente da dire, si sta in silenzio”

lunedì 16 agosto 2010

INTERVISTA AD EVA HERZIGOVA "Se il capello non va mi sento proprio nudA"



Eva Herzigova la top model famosa ai tempi d’oro degli anni 90 con Naomi Campbell e Claudia Schiffer.

Lei diceva che l’importante è sentirsi bene con i capelli

“Per me lo è. Quando sono in pubblico , se il capello non va mi sento proprio nuda”

Suo marito vive a Torino , lei a Londra (l’azienda famigliare di Gregorio Marsiaj è leader nei sistemi di sicurezza per auto)

“Lui si occupa di investimenti immobiliari , viaggia in tutto il mondo e ogni we è a Londra. E poi Gregorio si sta costruendo la carriera , io a 37 anni la mia l’ho già fatta. Potrei cominciarne un’altra”

Perché non vi sposate?

“L’ho già fatto una volta (con il batterista dei Bon Jovi ndb) e doveva essere per tutta la vita. Ho sbagliato , forse ora ho paura che facendolo cambierà qualcosa”

H

o letto che il suo divorzio di Tico Torres è stato tormentato

“No, tranquillissimo , semplicissimo. Volevo solo riprendermi la mia vita com’era prima di conoscerlo , senza alcun vantaggio , senza pretendere niente. Non l’avevo sposato per soldi , semplicemente per amore. Sono una romantica”

Ha conosciuto Gregorio quando lui era studente

“Ed è stato bellissimo. Mi sono goduta un tempo che non avevo mai conosciuto. Quelle cose che succedono quando ci si incontra all’università e si cresce insieme. Io sono partita a 16 anni dalla Repubblica Ceca , il mio primo boyfriend, la prima esperienza d’amore , è stata a Parigi. Non si possono fare paragoni”

A 16 anni ha fatto sciocchezze?

“A 16 sono gli ormoni a guidarti, ma io avevo un’impostazione di valori e di disciplina che ha vinto”

Cosa pensa di tutte queste giovanissime ragazze dell’est che circolano con uomini di una certa età?

Eva Herzigova at event of Dogville

“E anche tante italiane e brasiliane. Una volta un anziano con una ragazzina stava più nascosto, ora invece sembra una cosa normale. Il mondo intero è diventato solo immagine , tutto deve essere bellissimo, esibito. Non si vuole una moglie di 60 anni , ma una giovane da ostentare , bella e un po’ scema , perché lei è scema a stare con uno così in età”

Lei fa parte di questo mondo fatto solo d’immagine. Come lo vede nell’attuale momento di crisi? C’è una grande disparità , chi vive fra feste e champagne e gli altri che tirano a campare. Un’isola felice , forse un po’ effimera?

“Ma questo è il mio lavoro. Io non sono così. La mia vita è completamente all’opposto. Non ho yacht , aereo privato, diamanti. Quando finisce il mio lavoro mi rivesto e divento mes stessa. Per me la ricchezza è un’altra cosa”

Quando è andata alla festa di compleanno di Naomi Campbell era lavoro o amicizia?

“Solo amicizia”

Che cosa ha regalato a Naomi?

“Cose da ragazze , dalle camicette di notte di Sabbia rossa. Negli anni Novanta , agli inizi delle nostre carriere, ci facevamo sempre dei regalini , e sempre lingerie di Sabbia rossa”

Lei , personalmente, è stata colpita dalla crisi?

“Certo. La comunicazione è la prima voce che qualsiasi azienda riduce, o azzera. E alcuni clienti anche se non in difficoltà ne approfittano. I cachet si abbassano , prendere o lasciare. Che fai resti a spasso? Quindi accetti. Ma è in momenti come questo che scopri il valore della tua immagine. Mi vogliono perché sanno che vendo. Se ci sono soldi , ci si sbizzarrisce, si rischia su modelle sconosciute, invece quando si riduce il budget, si va sul sicuro , su chi vende”

Ma a cachet ridotto

“Non è terribile, non me ne vergogno”

Com’era Eva bambina?

“Da noi tutto quello che era creativo era proibito, c’era solo lo sport. Ho fatto di tutto , ginnastica , nuoto, tennis, basket , sci , atletica. Ero molto disciplinata , ambiziosa, sveglia, un po’ peste. Leggevo tanto e dipingevo. Mi sono allenata a imparare ascoltando”

E’ ancora ambiziosa?

“Molto”

A volta l’ambizione è vista in modo negativo. Cos’è per lei?

“Non perdere l’opportunità , io non le perdo mai”

Bisogna saperle riconoscere

“Ovvio. Ma se hai dei desideri e ti impegni le sai cogliere al volo”

Si prefigge sempre un obiettivo?

“No. Mi fa paura questo tipo di ambizione. Punto sempre sulle cose che vanno verso l’alto, ma non calcolo e non pianifico. Faccio quello che mi sento , ascolto il mio istinto”

Ha amato molto nella vita?

“Amo moltissimo adesso , amo mio figlio”

E Gregorio, immagino

“Certo, ma non mi ero resa conto del potere dell’amore finché non è nato George . Quando si è più giovani sono gli ormoni, l’attrazione. Con l’età valuti e capisci se è amore o no. Amore sono certe amicizie che durano nel tempo, la famiglia , l’uomo con cui dividi la vita. Ma l’amore folle lo conosco adesso , con mio figlio”

Invidia Claudia Schiffer che è al terzo?

“Ma lei è più grande di me, io ho tempo. Spero di averne un altro”

Come mamma è appiccicosa?

“Non molto. Mi piace stragli vicino, ascoltarlo, insegnargli. Ha un comportamento molto adulto , è lui che decide se vuole avere una coccola o no. L’ho allattato i primi tre mesi , anche se il dottore mi aveva detto che mi avrebbe cambiato il seno. Che importa. Non si può mettere alla bilancia il cambiamento del corpo e l’importanza di nutrire un figlio. E’ stato un modo di abituarsi l’uno all’altro”

A Londra che vita fa?

“Non ho una colf fissa , ho una tata che va via la sera e il we non lavora. Porto il bambino all’asilo , vado a fare la spesa nei negozi biologici. Ho la fortuna di non avere gli orari di un’impiegata. E quando devo partire per lavoro non sto mai fuori casa più di tre notti”

Lei non ha terminato gli studi?

“No, e mi dispiace. La scuola dà struttura al pensiero. Impari a organizzarlo”

Ha paura della confusione?

“Appunto. In questi anni ho avuto molti input, ora vorrei saper dividere, pulire, chiarire le cose. Il lavoro è stata un’università , ma oggi vorrei sfruttarla per realizzarmi. Sento che dovrei trovare un nuovo mestiere”

Cosa vede nel futuro?

A un certo punto disegnava costumi , aveva una sua linea

“Ho smesso quando è nato George. Facevo tutto da sola: disegno, ricerca dei tessuti, produzione. E il recupero crediti.. La gente non paga. Come modella sono sempre lì a eseguire gli ordini di altri, invece facendo una cosa per me sarei stata io il capitano. Ora ho trovato un gruppo in Francia, la Etam, e disegno una mia linea 1.2.3.Mi piace : è un team professionale , e mi danno carta bianca”

Sono vestiti cari?

“Dai 100 ai 150 euro. Oggi come fai a seguire il trend che cambia di continuo se guadagni mille euro al mese? Non è detto che devi spendere troppo per una giacca che cada bene”

Ma voi modelle avete i vestiti gratis?

“Tutto quello che ho oggi me lo sono comprato. E mi diverto a mischiare , vado spesso da Zara o H&M. Poi ho la fortuna di poter chiedere di tenere qualche vestito , per esempio l’ho fatto con quelli indossati a Cannes”

E’ testimone di Chopard , le piacciono i gioielli?

“Sì, ma devono venire dal tuo uomo o da qualcuno che ti è vicino, è un regalo molto intimo”

Gelosa?

“No. Cioè , lo sono, ma preferisco non pensarci. E’ un’insicurezza”

Se scoprisse che Gregorio la tradisse?

“Lo ammazzo! Scherzo, ma non lo accetterei. Non mi illudo che gli uomini siano fedeli, ma spero che lui non si lascia sviare. Sì, non faccio passare nulla. Anche a mio figlio: sono molto premurosa , ma severa”

lunedì 9 agosto 2010

INTERVISTA A MATTEO DOTTO "E’ importante impostare la moviola dando conto non solo degli errori ma anche delle decisioni giuste degli arbitri"



Matteo Dotto , giornalista Mediaset ci dice la sua a riguardo della decisione della Domenica Sportiva di non usare in pieno la moviola.

Dopo 43 anni la Rai ha detto basta alla Moviola

“Voglio capire bene a cosa porterà questa decisione. Magari la Rai ha voluto solo fare un passo indietro rispetto alla spettacolarizzazione che la moviola aveva assunto negli anni soprattutto con Tombolini , senza procedere a una epurazione completa. E in ogni caso rispetto la scelta del direttore De Paoli , un collega ch stimo

Ma non le sembra una decisione un po’ singolare in un Paese come il nostro che vive di calcio?

“Mi sembra paradossale il fatto che mentre da più parti s’invoca l’introduzione della moviola in campo si pensi di farla sparire dalla tv. Ricordo che in passato i telecronisti di Sky decisero di proporre agli spettatori le immagini nude e crude dicendo “Giudicate voi”. Ma dopo un paio di anni anche loro hanno ripreso a parlare dei casi di moviola: è giusto discutere del calcio anche nei siuoi aspetti regolamentari”

La Rai ha deciso che l’uso delle immagini sarà solo didattico , con esperti dell’Associazione italiana e su tre casi controversi

Se l’obiettivo , come sembra, è quello di abbassare i toni , non credo che ciò dipenda da chi fa la moviola. Non cambio nulla se davanti alle telecamere c’è un brillante conduttore o un burocrate dell’Associazione degli arbitri”

E cosa conta allora?

“E’ importante impostare la moviola dando conto non solo degli errori ma anche delle decisioni giuste degli arbitri. Non demonizzando, ma cercando di spiegare. E ricordando un po’ più spesso quanto è difficile il ruolo del direttore di gara che deve prendere le decisioni in pochi attimi”

Questo però spesso non accade e la moviola viene considerata una delle cause principali della violenza negli stadi

Non nego che a volte noi moviolisti esageriamo ma sono convinto che la violenza negli stadi abbia tutt’altre radici. E non dimentichiamo che i primi a fare un uso distorto della moviola sono i dirigenti calcistici , che si attaccano agli episodi sfavorevoli per giustificare i loro errori e si guardano bene dal giudicare i casi in cui la squadra è stata favorita”

Negli ultimi anni sono aumentati gli errori arbitrali o è la tecnologia a bordo campo a favorire questa impressione?

“Credo che sia aumentata la percezione degli errori. Anche il più bravo degli arbitri ne compie 2 o 3 nell’arco dei 90 minuti. Ma ora la tv, che si schiera , con 15 o 20 telecamere a bordo campo, in molti casi è diventata impietosa”

Dopo i clamorosi errori arbitrali ai Mondiali è tornato in auge il dibattito sulla moviola in campo

“ Mi sembra chiaro il fatto che manchi la volontà politica di introdurla. La moviola in campo è stata sperimentata durante la stagione appena trascorsa nell’Europa League, perché poi non è stata portata al Mondiale?

Dal gol fantasma di Hurst nel 1966 a quello di Lampard nel 2010 sembra non siano passati più di 40 anni

“E’ la prima cosa a cui ho pensato quando ho visto negare quel gol clamoroso all’Inghilterra: più di 40 anni sono trascorsi invano. L’unico passo avanti è che allora i pali della porta erano quadrati e ora sono tondi”

Ma in alcuni casi non basterebbe un altro arbitro dietro alla porta?

“Nel caso del gol di Lampard assolutamente sì. E forse si sarebbe evitato anche l’altro errore clamoroso del Mondiale , il gol di Tevez in Argentina-Messico”

Come spiega questa resistenze ad avvalersi della tecnologia , come d’ altronde avviene in altri sport?
“Non ci vedo dietro chissà quale disegno sporco , ma la scusa di Blatter che dice di non voler robotizzare il calcio credo non regga più”

giovedì 5 agosto 2010

INTERVISTA A ROSI COEREZZA "in questo periodo dell’anno l’organismo va disintossicato e riequilibrato."


Rosi Coerezza è un medico omeopata specialista in terapie naturali e dà consigli su come contrastare il caldo in città.

Il caldo soffocante di questi giorni ha più di un effetto indesiderato sul nostro benessere. Quali sono i disturbi più ricorrenti?

“Intanto le difficoltà a dormire bene: uno dei problemi più diretti e spesso fastidiosi. Ma prima di provare a risolverlo con i farmaci e accendere l’aria condizionata al massimo , si può fare un tentativo mettendo in azione tutti i dispositivi che abbiamo per migliorare la situazione. Perché dormire bene è indispensabile per il nostro benessere”

Qualche consiglio?

“Intanto lasciamo perdere l’aria condizionata, e concentriamoci sulla camera da letto : nessuna luce accesa , al massimo una candela profumata alla lavanda o al limone o una lampadina di colore blu. Le lenzuola devono essere di cotone e preferibilmente bianche. IL bianco rilassa la mente e dà frescura. Così deve essere anche il nostro abbigliamento, il più leggero e naturale possibile. Ottimo , prima di stendersi, fare una doccia rinfrescante senza bagno schiuma, tamponando solo il corpo, e stendendo poi una lozione sulle gambe senza massaggiare. Dai piedi fino all’incavo del ginocchio , lozione che contenga Rusco, Prugnolo e Rame e Menta oltre a Hamamelis e Aesculus”

E se l’insonnia persiste?

“Ci sono farmaci per dormire che spesso risolvono , ma che a lungo andare danno assuefazione e il peggio è che , dopo molto tempo, non funzionano più da soli e quindi vanno potenziati. Ma soprattutto non assicurano un riposo di qualità. Magari è il momento buono per sostituirli gradualmente con farmaci naturali. Come un cocktail di valeriana (che è un sedativo del sistema nervoso) , Biancospino , Passiflora in poca acqua, da sorseggiare prima di stendersi. Oppure la Escholtzia Californica : è il papavero della California , appartiene alla stessa famiglia del papavero sonnifero di cui condivide proprietà sedative e ipnotiche, ma non tossiche”

In questo periodo poi spesso ci si sente scarichi , non si vede l’ora di andare in vacanza

“Al risveglio si può sorseggiare un Bel bicchiere d’acqua naturale con diluite 5-7 gocce di Assenzio ( ma non di più mi raccomando) per sentirci più tonici”

Esiste una dieta rinfrescante?

“Certo, l’alimentazione ha sempre grande importanza per il nostro benessere. Con questi caldi , sono da preferire cibi freschi : fibre, frutta e verdura meglio colorata (anguria, melone , more , lamponi) , sempre nel rispetto della stagione. E poi anche con il cibo si deve puntare al risparmio energetico”

Che significa?

“Meno mangio e meno consumo e meno affatico l’organismo. Una dieta detox e meno inquinante per il nostro organismo ci aiuta a avere meno problemi digestivi e a non appesantire l’intestino. Mai come in questo momento la prima colazione assume un’importanza strategica: latte vegetale con fiocchi di cereali , frutta quanta ne vogliamo”

E il gelato è un buon sistema per nutrirsi rinfrescandosi?

“No, il gelato non è un sostituto del pranzo di mezzogiorno , meglio una macedonia con un bel sorbetto che è un gelato con acqua senza latte vaccino. Come si ripete sempre , poi, bisogna bere molto, almeno un litro di liquidi al dì, non vicino ai pasti. Si può allungare l’acqua con succhi di frutta . Meglio bevande tiepide nel pomeriggio da sorseggiare in un bicchiere e non dalla lattina!”

Ci sono dei cibi che vanno meglio di altri?

“Ci si può ispirare ai Paesi in cui il caldo è una costante e adottare la dieta multietnica:ottimo il CousCous , il tè alla menta marocchino o anche il carcadè”

D’estate spesso si soffre con più frequenza di disturbi gastro-intestinali

“Mai come in questo periodo dell’anno l’organismo va disintossicato e riequilibrato. Mal di testa , stanchezza , mancanza di energia , diminuzione del desiderio sessuale, ansietà ingiustificata , ritenzione idrica , cellulite, caduta dei capelli , asma. Sono tutti sintomi riconducibili a qualche intolleranza alimentare”

E come si capisce a cosa si è intolleranti?

“Spesso le intolleranze alimentari sono solo overdose: troppo grano , latte , pomodori, zucchero bianco . Il cibo spazzatura è sempre fra noi magari camuffato : i biscotti, i gelati confezionati, gonfiati e ricchi di zuccheri e addensanti. Basterà astenersi dai cibi più usati per un mese a rotazione , per non soffrire troppo . In questo modo ci si disintossica e inoltre si capisce chi era il colpevole! Il reinserimento verrà fatto a rotazione : si reinserirà il cibo colpevole una volta la settimana : semplice no?”

Cosa si può fare per rafforzarsi prima della partenza?

“Ricordarsi che l’intestino va sempre nutrito e che la maggior parte (circa 60%) del nostro sistema immunitario risiede lì. Un buon probiotico (fermenti lattici specializzati) assunto per almeno 2/3 settimana ci aiuta a stare meglio. Sceglitelo il più naturale possibile , magari liofilizzato , senza coloranti e addensanti”

lunedì 2 agosto 2010

INTERVISTA ALL'ATTORE ADRIEN BRODY "Non ho mica trovato un equilibrio. Ho sempre paura che tutto finisca"



Adrien Brody 37enne, viso sghembo , occhio malinconico e fisico esploso solo ora , è l’erede di Schwarzenegger nel sequel Predator.

“Convincere i produttori a darmi la parte è stata la più grande soddisfazione” racconta.

E’ stato considerato il più elegante d’America dalla rivista Esquire. Per diventare il nuovo attore di Predator “Ho studiato le tecnologie militari e qualche testo buddista sulla solitudine del guerriero. Perché i soldati moderni non sono superuomini e somigliano più a me che a Schwarzenegger”.

Dopo aver vinto l’Oscar , l’attore è incappato in una serie di insuccessi: The Jacket , King Kong , The Village.

Le sue scelte professionali non fanno pensare a lei come a un fan di Schwarzenegger.

“Io invece lo ammiro moltissimo , per la sua grande capacità d’impegno e per dove è riuscito ad arrivare. Da adolescente ero un grande fan del primo Predator : avevo letto in un’intervista che Schwarzenegger era riuscito a mettere su tutti quei muscoli aiutandosi con pasticche di fegato disidratato. Io odio il fegato ma ne ho prese centinaia , purtroppo senza ottenere grandi risultati. Ovviamente in questo film non cerco di sostituirlo , sarebbe una scelta suicida. Il mio è un personaggio diverso, un mercenario spietato ma capace di grande umanità. Ho costruito il mio antieroe partendo dal suo carattere , perché è per me quello che conta , non la massa muscolare. E’ una grande soddisfazione rompere gli stereotipi”

Che sono piuttosto rigidi

“Non immagina quanto. Purtroppo è un’industria superficiale , e i casting a volte si basano sul colpo d’occhio. Io non esattamente il fisico da biondo muscoloso in cui si identificano le masse americane. L’ho imparato presto : lavoro da quando ero ragazzino e ho smesso di presentarmi ai provini per la pubblicità perché mi sceglievano per fare la caricatura di me stesso. Non l’ho mai voluto accettare. In Europa siete meno rigidi , per questo ho fatto molti film qui. Mi piace scegliere sempre ruoli diversi , sorprendenti , inaspettati , trasformarmi come per magia”

E, infatti, il ragazzino voleva fare il mago

“Avevo sei anni. Mi piaceva l’idea di stupire gli adulti. Sapevano che c’era il trucco ma non capivano come facessi. Crescendo ho realizzato presto che la realtà è molto poco magica: crescere nelle strade del Queens è dura. Sono felice che quell’epoca sia finita. Ma da allora il pessimismo è diventato la mia natura”

Come è arrivato alla recitazione?

“Per caso. Mia madre era fotografa, lavorava per le scuole di teatro e sono finito alla High School for the Performing Arts, quella di Saranno Famosi: ho avuto successo a un’istruzione decente: anche se è una scuola pubblica non particolarmente rigorosa , mi ha garantito un’ottima formazione , il contatto con insegnanti al valore , la possibilità di accesso al mondo dello spettacolo”

Com’era lei, allora?

“Un outsider , un ragazzino piuttosto dark. Il corpo si andava trasformando , non ero fortunatissimo con le ragazze. Nessuno puntava troppo su di me e io stesso immaginavo un futuro poco roseo. E, invece, è stato migliore di quello di tanti ragazzi belli e brillanti per cui la strada sembrava spianata. Perché io ero pronto al sacrificio, sapevo che niente mi sarebbe stato regalato. Sono così anche oggi. Non ho mica trovato un equilibrio. Ho sempre paura che tutto finisca”

Un bel regalo alla carriera glielo ha fatto Polanski affidandole il ruolo da protagonista in Il pianista

“Un regalo di cui gli sarò grato per sempre”

Però lei non ha voluto prendere una posizione sui guai giudiziari del regista

“Non me la sento. Ribadisco il mio no comment”

Quanto l’ha condizionata essere il più giovane vincitore di Oscar?

“E’ stata una benedizione , ma devi essere consapevole che ruoli e film come quello possono capitarti una sola volta nella vita”

E che invece poi può capitare di sbagliare. I suoi ultimi film sono andati maluccio

“Nessun rimpianto. Erano personaggi che valeva la pena esplorare , film che valeva la pena fare. Vale anche per Giallo , il thriller con Dario Argento che ho girato a Torino. Ho deciso di farlo perché sono amico di Asia. E’ stata una straordinaria esperienza di vita , anche familiare, girare con gli Argento : sono creativi , liberi, forti, imprevedibili e selvaggi. Ho attinto da Dario come ho fatto con Terrence Malick , Peter Jackson , Wes Anderson, Ken Loach, Spike Lee”

E ora va sul set di Midnight in Paris di Woody Allen

“Sì, ho fatto poche commedie: non ho un aspetto da allegrone. Non vedo l’ora di lavorare con Allen, anche se la mia è una partcina. Ma soprattutto non vedo l’ora che mi vediate nei panni di Psycho Ed, un esilarante spacciatore barbuto e tatuato nella commedia rivelazione di Sundance, High School. E’ uno dei miei travestimenti più riusciti”