mercoledì 29 settembre 2010

INTERVISTA AD ERIC CLAPTON "Non ho mai amato la musica per ragazzini , nemmeno adesso. Se devo ascoltare qualcosa scelgo dischi del passato .."




Eric Clapton ha inciso un Cd. Ha preso una ventina di brani scritti tra gli Anni Trenta e cinquanta e ha deciso di metterli in un album che , come lui stesso sottolinea , “è una sorta di autobiografia : un mucchio di vecchie canzoni che amo moltissimo e che avevo voglia di incidere”

Quindi nel nuovo cd “Clapton” non c’è rock, ma solo blues e jazz. Sono le canzoni che “hanno contribuito in maniera determinante a fere di me il musicista che sono oggi”

Mr.Clapton , perché ha deciso, dopo tanti anni , di fare un disco come questo?

“Il progetto è nato quasi per caso. Avevo voglia di registrare con J.J. Cale un album di classici e avevo iniziato a selezionare i brani. Ma in questo lavoro di scavo , mi sono ritrovato a riscoprire brani a cui ero legato profondamente”

Era la musica che ascoltava alla radio quando era piccolo?

“Sì, negli anni Quaranta , la radio era l’unico modo per ascoltare buona musica , una mistura piuttosto eclettica di suoni molto diversi. Alcune trasmissioni avevano playlist molto ampie. C’erano programmi come “Uncle Mac” o “Two way family favourites”, che io ascoltavo devotamente , con un orecchio molto selettivo. Ascoltavo tutto avidamente , sperando che ritrasmettessero le canzoni che mi piacevano di più”

Possedeva un registratore per conservare i brani preferiti?

“No , non c’erano ancora i registratori. Il primo che ho avuto è stato un Grundig , a nastri, grande e di plastica , ma arrivò molti anni dopo . Lo usavo per selezionare e riascoltare a ripetizione quello che mi piaceva . Poi , quando ho avuto l’età per poterlo fare , andavo a comprare i dischi”

Quali?

“Quando avevo 5 anni mio zio e mia madre ascoltavano Harry James , i fratelli Dorsey , Fats Waller, Louis Armstrong , Stan Kenton , soprattutto la musica afroamericana. Ricordo in particolare un brano strumentale di Sonny Terry Brownie McGhee : Whoopin’ and Holerin’, ero piccolo ma mi sembrava una cosa modernissima”

E così ha scoperto il blues ?

“Ovviamente non sapevo nemmeno che si chiamasse blues. Una parte di me rispondeva istintivamente a quella musica , che mi rimaneva nell’anima. Anni dopo è riemersa come parte del mio viaggio musicale. Ma ricordo esattamente quando fui catturato dal blues : fu ascoltando Big Bill Broonzy. Con lui capii da dove veniva lo skiffle e tutto il resto, come si era evoluta la musica. Hey Hey e Key to Highway di Broonzy , sono state le prime canzoni che ho cantato”

Ha imparato a suonare la chitarra ascoltando queste canzoni?

“Sì con Jimmy Reed, il boogie, tantissimo blues, Robert Johnson , grandi canzoni americane , il rock ‘n’roll, il jazz , Glenn Miller…”

Quanto è stato difficile per lei interpretare brani tanto diversi da quelli che canta abitualmente ?

“Non molto a dire il vero, perché mi sono sempre mosso tra i generi nel corso della mia carriera e non credo che il pubblico si sorprenderà molto. E poi la mia testa funziona come un jukebox: ho ascoltato Ain’t misbehaving e My very good friend the milkman, e When somebody thinks you’re wonderful , quando ero un bambino , tra i 7 e i 9 anni, le ho imparate tutte le conosco a memoria , le posso cantare senza leggere il testo , sono tutte canzoni che ho cantato nella mia testa per sessant’anni , Ora le ho messe in un disco . Certo all’epoca non avrei mai pensato di arrivare a inciderle. Ma nemmeno che avrei suonato ancora a 65 anni..”

I suoi coetanei ascoltavano altro..

“Beh, in parte è vero, ma anche io amavo moltissimo lo skiffle di Lonnie Donegan , e trovavo rivoluzionario Elvis , molto più di Buddy Holly , mi piaceva il rock’n’roll . Però non ho mai amato la musica per ragazzini , nemmeno adesso. Se devo ascoltare qualcosa scelgo dischi del passato , vado indietro e vado piano. In un mondo in cui tendono a pensare “come posso fare per arrivare prima” , io vado nella direzione opposta”

Come pensa che verrà accolto questo salto indietro nel tempo?

“Chi mi ama è abituato al mio stile retroattivo , e credo che uscire dal seminato per fare qualcosa di ancora più antico del solito possa essere apprezzato. Ho provato a essere un autore ma, oltre al fatto che non mi sento davvero all’altezza , non mi diverte quanto suonare e cantare canzoni scritte da altri. Però ci sono periodi in cui mi manca l’ispirazione e allora preferisco prendere queste canzoni scritte magnificamente , per le quali ho uno straordinario rispetto, e interpretarle”

Dopo i concerti con Jeff Beck e quelli con Steve Winwood , la rivedremo dal vivo?

“Suonare con Jeff è stato bellissimo, e speriamo di tornare in scena insieme nuovamente. Con Winwood non abbiamo , in fin dei conti, mai smesso. Io lo ammiro molto e mi piace che ci sia anche lui a cantare negli show. Ma da maggio andrò in tour da solo , per fare le mie cose e proporre anche i brani di questo ultimo disco”

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