mercoledì 8 settembre 2010

INTERVISTA AL REGISTA SAM MENDES “Oggi il teatro , il più classico , rimane spesso confinato nel Paese in cui viene prodotto. Gli attori non si confrontano con altre culture perché far viaggiare una troupe ha costi alti”


Sam Mendes ci ha regalato ottimi film come American Beauty (1999) , Road to Perdition (2002) con Tom Hanks e Revolutionary Road (2008) con Di Caprio e Winslet.

Ma Mendes , nonostante gli onori ricevuti da Hollywood, non ha mai dimenticato il suo primo amore : il teatro.

Sam Mendes è figlio di un immigrato per metà portoghese e per metà di Trinidad e di una scrittrice ebrea. Respira il teatro già da bambino “Mio padre mi portava a teatro ogni volta che vi trovava dei biglietti scontati”.

E’ in teatro che si ferma come regista ed è grazie al teatro che incontra quella che diventerà sua moglie, Kate Winslet (oggi ex). Nel 2008 Kevin Spacey ha dato vita, insieme a Spacey , a The Bridge Project , un ambizioso progetto di teatro di repertorio classico itinerante che lo vedrà impegnato fino al 2012. Prodotto dal Bam Theatre di New York e dalla Neal Production (la casa di produzione di Mendes) in collaborazione con Kevin Spacey , dal 2003 direttore dell’Old Vic Theatre di Londra, The Bridge Project ha come obiettivo di far viaggiare il teatro classico nel mondo abbattendo barriere linguistiche e culturali.

Quali sono le motivazioni di The Bridge Project?

“Oggi il teatro , il più classico , rimane spesso confinato nel Paese in cui viene prodotto. Gli attori non si confrontano con altre culture perché far viaggiare una troupe ha costi alti”

Ma come nasce l’idea?

“Lavorare con Kevin Spacey in American Beauty è stato determinante per la nascita di questo progetto. Kevin è un americano che si 'è trasferito a Londra per dedicarsi al teatro , io un inglese che si è formato con il teatro e che si è trasferito a New York per seguire in cinema. Siamo speculari : abbiamo lavorato di nuovo insieme all’Old Vic Theatre , ma la storia doveva finire lì. Poi una mattina , mentre facevamo colazione a New York , ci siamo detti : perché non continuare?”

Come sono state accolte le rappresentazioni nei Paesi di non lingua inglese?

“benissimo. Inizialmente credevo che il fatto di dover usare i sottotitoli nella lingua locale potesse rappresentare un limite , ma poi mi sono ricreduto. Pensi che il luogo in cui The Bridge è stato accolto più calorosamente dal pubblico è stato in un teatro all’aria aperta a Epidauro in Grecia. Era la pièce Come vi piace e tutti ridevano come matti. Eppure nessuno capiva una parola d’inglese”

Che cosa l’ha coinvolta maggiormente di The Bridge?

“Osservare gli attori tirati fuori dal loro contesto americano : lavorare , esprimersi e creare in un contesto inglese e viceversa. E stato molto toccante vedere Ethan Hawke e Josh Hamilton calcare le tavole del palcoscenico dell’Old Vic Theatre , recitare Shakespeare nella casa di Gielgud , di Richardson e di Olivier”

Perché di tutte le opere di Shakespeare ha scelto Come vi piace e La tempesta?

“Sono pièce molto diverse tra loro, però hanno molti punti in comune. La tempesta ha un qualcosa di ineffabile , mentre Come vi piace è più terrena, ma in tutte e due c’è l’idea dell’usurpazione e della perdita del potere , la scoperta di se stessi attraverso l’esilio , il confronto tra una cultura civilizzata e un mondo selvaggio. In entrambe le opere c’è un’idealizzazione della società : la visione di una democrazia moderna che entra in un conflitto con le gerarchie del potere”

Quanto porta della sua esperienza teatrale sul set del film che dirige?

“Moltissimo. Non sono uno che improvvisa. Per esempio, prima di girare Revolutionary Road , ho fatto provare Di Caprio e Kate nella location per più di 3 settimane”

E’ vero che dirigerà il prossimo film di Bond?

“Mi piacerebbe. Ma per ora non si sa neanche se ci sarà un nuovo film di James Bond : la Mgm è in vendita e anche il futuro di Bond è a rischio”

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