mercoledì 1 settembre 2010

INTERVISTA ALL’ATTRICE SOFIA COPPOLA “Sono felice di essere stata allevata in California a un’oggettiva distanza dallo star system che mi ha consentito di poterlo osservare e raccontare con distacco”

Still of Sofia Coppola in   Somewhere




Sofia Coppola ha ricevuto un premio imprevisto “Mio padre mi ha detto. “Questo film avresti potuto farlo solo tu”. Non poteva farmi un complimento migliore. Cosa cerca un artista se non avere uno stile unico?”.

Somewhere è l’ultimo film diretto da Sofia Coppola, il fratello Roman è il produttore esecutivo. La neomamma di 39 anni ( è nata da poco Romy , avuta con il musicista francese Thomas Mars) è già in perfetta forma. “Somewhere è stato il primo film che ho girato dopo essere diventata madre , la prima volta tre anni e mezzo fa . La mia Romy gironzolava sul set come facevo io da piccola durante i film di mio padre. E’ stato bello”

Sofia è nata come attrice , la possiamo vedere in neonata nel Il Padrino , I ragazzi della 56a strada , Rusty il selvaggio, Cotton Club e il Padrino III. In questo ultimo film fu stroncata dai critici. La rinascita di Sofia è stata da sceneggiatrice e regista. E il successo è arrivato con una trilogia sulla gioventù inquieta : Il giardino delle vergini suicide , Lost in Translation e Marie Antoinette.

Somewhere , invece, è la storia di un’anima alla deriva , un divo che alloggia all’hotel simbolo di Hollywood , Lo Chateau Marmont. Vive il successo tra sesso facile e pasticche finché a scuoterlo arriva la figlia undicenne. La trasferta a Milano a ritirare il Telegatto si trasforma in un viaggio con papà , cui Sofia ( Telegatto vinto davvero in casa Coppola , Francis e Sofia andarono a ritirarlo insieme) consegna i suoi ricordi di figlia.

Quanto le assomiglia la protagonista del film?

“In realtà per Cleo ( la bambina ndb) mi sono ispirata alla figlia di alcuni miei amici : esiste davvero quella fanciulla fuori dai cliché adolescenziali. E nel protagonista in crisi c’è poco di mio padre. Però ci sono pezzi della mia infanzia : le prime avventure nel mondo degli adulti , tanti momenti vissuti con il papà regista. Una volta passammo la notte sul lettone di un albergo a mangiare decine di dolci che c’eravamo fatti portare in camera. E poi c’è stato il viaggio a Milano per ritirare il Telegatto”

Lei descrive un’Italia grottesca e una televisione spazzatura con veline seminude che sculettano intorno allo stordito protagonista. E’ stato così davvero?

“S'ì. Alla premiazione di mio padre andò più o meno così. Per girare la scena ho scelto presentatori e attori di casa vostra : alcuni , come Nino Frassica , li ho visti su Youtube. E , vedendoli con me, mia figlia Romy ha imparato a canticchiare stacchetti e sigle dei vostri programmi tv. Simona Ventura e Laura Chiatti, invece, mi sono state segnalate da un amico italiano , che mi anche passato alcuni dvd. Dice che i personaggi sono esagerati? Valeria Marini sul palco mi è sembrata molto se stessa”

Davvero pensa che l’Italia sia così?

“Certo che no. Mi piace il vostro Paese. Ma quell’episodio mi sembra rappresentativo del mondo dello spettacolo , lo stesso a Milano, a Parigi, a Las Vegas. Mi sembra di aver mostrato in modo altrettanto crudo anche Hollywood. Lo trovo un mondo estremo e sono felice di essere stata allevata in California a un’oggettiva distanza dallo star system che mi ha consentito di poterlo osservare e raccontare con distacco”

Lei e Roman avete voluto girare il film con le lenti della cinepresa che suo padre aveva usato per Rusty il selvaggio

“E’ buffo , ma in famiglia io e Roman siamo i nostalgici , mentre mio padre è il tecnologico. Però papà ci ha cresciuti facendoci guardare i vecchi film e Somewhere è un omaggio a uno dei suoi autori più amati. Federico Fellini. Il suo Toby Dammit, da Poe , protagonista dell’episodio di Tre passi nel delirio , moriva. Mentre io regalo a Stephen Dorff un finale speranzoso”

Il film da regista di Roman, CQ, fu un mezzo disastro. Non c’è rivalità con suo fratello?

“La rivalità è appartenuta a un’altra generazione dei Coppola, come mio padre ha raccontato in Segreti di famiglia. Io e miei fratelli, Mary e Roman, ma anche i miei cugini Nicolas Cage e Jason Schwartman, siamo felici l’uno dei successi dell’altro. Tra me e Roman , poi, c’è un rapporto speciale . Siamo cresciuti sempre in viaggio, fuori da vite regolari e questo ci ha unito. Quando , nel 1986, è morto nostro fratello Gian-carlo siamo diventati una cosa sola”

Suo padre giura che è lei la tosta di famiglia. E che a tre anni interruppe un litigio in auto tra i suoi genitori gridando cut, taglia, proprio come una vera regista

“Questo episodio lo racconta spesso , quindi penso sia vero. Comunque anche il mio avvocato , che è pure quello di papà, dice che io sono molto più dura di lui”

La sua carriera all’inizio ha avuto momenti difficili. Che cos’è che l’ha tenuta in piedi?

“La voglia di fare questo mestiere , che amo profondamente e che ho scelto liberamente. Da mio padre non sono mai arrivate pressioni , solo occasioni e sostegno nelle giornate buie. Il suo consiglio , prezioso, è sempre stato sempre quello di fare film personali , coltivando le proprie creature nei minimi dettagli”

Qual è il regalo più grande che le ha fatto suo padre?

“Dedicarmi il suo vino migliore. Quando inviti a cena gli amici è molto piacevole brindare insieme con uno champagne che si chiama Sofia Rosè”

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