lunedì 6 settembre 2010

INTERVISTA A GEORGE CLOONEY "Vedere la distruzione dell’Aquila e di altri meravigliosi luoghi in quella regione ,toccare con mano la sofferenza di qui



George Clooney sta per uscire sugli schermi Usa con The American , girato in Abruzzo.

The American è un thriller diretto dal fotografo , ora diventato regista, Anton Corbijn e tratto dal romanzo “A Very private gentleman”. Clooney interpreta un killer in fuga dal suo passato , che dopo un colpo andato male in Svizzera si nasconde in Italia , braccato da tutti.

A Castelvecchio conosce una bella prostituta dal cuore d’oro , interpretata da Violante Placido, e riscopre l’amore proprio mentre dovrà fare inevitabilmente i conti con il suo passato.

George ci spiega questa iniziativa per aiutare i terremotati?

“Avremmo potuto girare dovunque questo film , e abbiamo visto tanti altri bellissimi paesi in Italia, ma ho insistito per ambientarlo e girarlo in Abruzzo. Vedere la distruzione dell’Aquila e di altri meravigliosi luoghi in quella regione , toccare con mano la sofferenza di quelle persone mi ha davvero colpito. Mi sembrava giusto investire le nostre risorse in quella regione bisognosa di lavoro e ricostruzione, dare del lavoro alla sua gente”

Nel film appare un Clooney quasi più paterno che romantico verso la prostituta Violante Placido?

“Di sicuro sto arrivando al capolinea coi miei ruoli romantici. Ho 49 anni e nel cinema adesso cerco ruoli diversi, tipo Tra le nuvole. E’ una fortuna che il mio successo , da E.R. in poi, non mi abbia inscatolato in un solo genere di personaggi. Voglio provare cose sempre diverse al cinema”

Come ha lavorato con la Placido?

“E’ giovane e potrebbe essere mia figlia… Ora mi vergogno al pensiero delle scene d’amore nel film, le chiederò scusa… Le scene di sesso sono sempre difficili al cinema : le devi fare bene e in fretta, ma avevo capito fin dalla prima lettura del copione ch erano necessarie , per un personaggio come il mio che deve trovare nuovamente un modo per esprimersi”

Che differenze trova tra girare in Europa e in America?

“In Italia e in Europa è tutto più, come dire , civile. Sul set si sta tranquilli , si ride, ci si siede per mangiare. In America girare un film è come stare in guerra. The American abbiamo assunto numerose maestranze italiane , bravissimi, e mi sono davvero divertito a lavorare con gente che sa come fare film ma non si dà tante arie ed è contenta di partecipare ad un progetto. Abbiamo girato molte scene a Castel del Monte , un paesino tremendamente colpito dal terremoto; quando siamo arrivati era inverno , faceva freddo, e in paese ci saranno state non più di 100 persone. Dopo una settimana conoscevo praticamente tutti, e me ne andavo a zonzo da solo nelle pause di ripresa. Erano 20 anni che non mi riusciva di farlo. E’ stato bello”

Come si spiega che il film non sia stato invitato alla Mostra di Venezia?

“Confesso che siamo stati tutti sorpresi , ma sono stato al Lido tante volte che forse non ne ptevano più di me. D’altronde avevamo deciso di far uscire il film in America e in altri paesi proprio in questi giorni , e non sembrava il caso di rimandare l’uscita per aspettare un altro festival. Ci siamo sorpresi , ma non sto rodermi il fegato”

In questo film veste per la prima volta i panni di un vero cattivo

“Sì, ma cerco sempre nell’inconscio del personaggio per pescare qualcosa che lo redima, o che comunque lo renda umano e comprensibile allo spettatore. Il mio americano è una sorta di artigiano che scolpisce le sue armi , ho voluto imparare anch’io per giorni a montare un fucile , pensavo a Daniel Day-Lewis quando si trasferì in Toscana per imparare a fare le scarpe.

Lei appare sempre sereno: non c’è nulla che la faccia arrabbiare?

“Mi arrabbio a livello sociale e politico, per tutte le ingiustizie che vedo nel mondo , e mi arrabbio se qualcuno fa del male ai miei amici. Personalmente ho una buona carriera , ho una fantastica famiglia e un bel gruppo di amici, ho la salute, per cosa dovrei arrabbiarmi?”

Ha quasi 50 anni , George, metterà mai su famiglia?

“Mi sono già sistemato, non lo avete notato? Mi sono intenerito , ma sono anche sempre lo stesso. MI sento felice , ho una bella vita e so godermela. Non cercate di estorcermi troppe promesse”

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