lunedì 27 settembre 2010

INTERVISTA A PHIL COLLINS "Non voglio lasciare la mia vita nelle mani degli altri, perché mi vogliono ascoltare o vogliono acquistare i miei dischi"



Per comunicare la sua uscita di scena , Colins coglie la presentazione del suo ultimo cd , Going Back , un tributo alla Motown e al soul anni 60 e 70 . La musica con cui è cresciuto

“I Genesis erano il mio lavoro, l’occasione di vivere facendo il musicista professionista , ma è il soul la musica che avrei sempre voluto suonare, anche nei Genesis”

Perché un album in stile Motown proprio ora?

“Perché ho sempre desiderato fare un disco come questo: mi è sempre piaciuto interpretare canzoni scritte da altri, ma a 19 anni sono entrato nei Genesis e da allora in poi abbiamo solo le nostre canzoni. Ho provato molte volte a portare nella band la musica che amavo di più, quella della Motown e dell’Atlantic , o il grande jazz. C’è ad esempio molto sapore jazz in un pezzo come Get’em out by Friday di Foxtrot, ma i Genesis non potevano essere jazz : quando facemmo Turn it on again la gente forse ci ha odiato, si saranno chiesti “ma chi sono , i Blues Brothers?”. La verità è che tutti noi amavamo quella musica , Mike Rutherford e Tony Banks erano grandi amanti del soul e del blues. Peter Gabriel era un fan di Otis Redding e Nina Simone , ma non abbiamo mai avuto la possibilità di suonare quella musica. Facevamo progressive perché questo era ciò che facevamo nella band e che volevano i fans, di sicuro avremmo tutti voluto mettere in uno show canzoni come i Put spell on you o Mr Pitiful”

Si ferma anche per i problemi fisici , oltre che per stare accanto alla famiglia?

“Il medico mi ha detto che la mano potrebbe tornare a posto tra un anno. Ma non voglio più obblighi nella mia vita : i tre ragazzi grandi non li ho mai portati a scuola, solo ora ho realizzato quanto gli sono mancato come padre e quanto loro mi sono mancati come figli, non mi voglio più alzare la mattina con qualcuno che mi dice : non ti ricordi che dobbiamo essere a Parigi per un concerto? Voglio alzarmi per chiedermi: cosa faccio oggi? Non voglio lasciare la mia vita nelle mani degli altri, solo perché mi vogliono ascoltare o vogliono acquistare i miei dischi , e voglio continuare a far musica perché provo piacere nel farla : questo potrebbe essere il mio ultimo disco, certo potrei continuare a scrivere musica. Il problema è cosa farne dopo”

Le nuove canzoni suonano come gli originali , ci sono anche i Funk Brothers , la resident band della Motown

“Non avrei mai potuto aggiornarle , sentirle alla maniera dell’hip hop, non mi interessava , se poi c’è qualcuno che mi vuole seguire nel viaggio mi fa piacere , ma non è un problema se non accade”

Artisticamente qual è stato il suo momento più felice?

“Suonare la batteria con Eric Clapton, fare cioè la cosa che mi riusciva meglio dietro uno dei migliori chitarristi del mondo , e con Greg Phillinganes e Nathan East. E ricordo con piacere anche la Big Band , non a caso sempre seduto dietro alla mia batteria”

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