venerdì 29 ottobre 2010

INTERVISTA A MARINA SILVA , LA CANDIDATA PRESIDENTE IN BRASILE DI ORIGINE POVERE "Spero che il prossimo non sia un semplice stratega"


Statura media , neanche 50 kili , carnagione scura tipica di chi, per generazioni , ha raccolto caucciù come i suoi genitori, seringueiros dell’Acre, Amazzonia selvaggia.
Marina Silva , 52 anni, è una donna forte. E alle elezioni brasiliane del 3 ottobre ha conquistato il 19,33% , quasi 20 milioni di voti , costringendo un’altra donna , la delfina di Lula , a rinviare il sogno presidenziale ( il 31 c’è il ballottaggio con Josè Serra).
Marina, lei e la sua onda verde siete stati la sorpresa delle elezioni brasiliane. Se l’aspettava?
“Sì, era successa la stessa cosa quando mi candidai al Senato dell’Acre. Anche allora i sondaggi mi davano inizialmente al 3% , e alla fine fui eletta con il 60% dei voti. Purtroppo questa volta mi davano al 10% , e hanno indotto molti a scegliere il voto utile. In molti, dopo , mi hanno detto che se non avessero ascoltato i sondaggi, sarei arrivata io al ballottaggio , e mi hanno chiesto scusa”
Chi appoggerà adesso : Dilma o Serra?
“Non ho ancora deciso. E nel Partito Verde per cui mi sono candidata ci sono posizioni diverse. Il 17 ottobre è prevista una convention per definire la nostra posizione: di sicuro, terremo conto di tutte le opinioni, anche di minoranza”
Che cosa chiede in cambio dei vostri voti?
“Che aderiscano alla nostra idea di un Brasile sostenibile , che ci ha garantito tanti voti pur avendo a disposizione poco più di un minuto in Tv , durante la campagna elettorale. Spero che il prossimo o la prossima presidente non sia un semplice amministratore ma uno stratega , in grado di superare il vecchio confronto ecologia contro economia , trasformandolo nel binomio economia con ecologia”
IL fatto che Dilma sia una donna non fa nessuna differenza per lei?
“L’elezione di Dilma sarebbe un fatto storico , perché sarebbe la prima volta. Ma più che al sesso dei candidati , io guardo ai processi politici , di trasparenza , ai programmi , che debbono tenere conto dell’ambiente. E poi, guardi, se fossi stata eletta io sarebbe stato ancora più storico: perché , nel caso, sarei stata la prima donna , nera e di origine povere del Brasile. Comunque è stato fondamentale avere due donne che sono riuscite ad assicurarsi più del 66% dei voti al primo turno. Significa che due brasiliani su tre hanno dato fiducia ad una donna”
I tempi stanno cambiando anche in America Latina?
“Le donne in Brasile sono fondamentali e, come nel resto dell’America Latina , stanno assumendo un ruolo sempre più importante , anche in politica. Certo, il cammino da fare resta tanto”

mercoledì 27 ottobre 2010

INTERVISTA A PATRIZIO ROVERSI DI TURISTI PER CASO "ogni posto ha il suo lato interessante se riesci a confrontarti con le persone del luogo e capirne"



Insieme all’ex moglie Siusy Blady ha fatto il turista per caso, ora riparte alla conquista dei mari.
Come è nata l’idea di far diventare il viaggio un lavoro?
“Il motore è sempre stata Syusy : è lei che ha le idee e poi mi trascina. Lei è sempre stata una grande appassionata dei viaggi , è l’avventurosa della famiglia. Io invece sono un tipo più stanziale e pigro. Per me partire è sempre un piccolo trauma. Sono ansioso. Ma una volta lasciata casa e salito sull’aereo mi sento bene. Negli anni ’90 abbiamo iniziato a documentare i nostri viaggi. Ed è nata la trasmissione di Rai Tre “Turisti per caso”. Che è stata un grande successo. Ed ora è anche un sito seguitissimo dai viaggiatori e una rivista”
Come ci si organizza la vita quando si sta così tanto tempo lontani da casa?
“Spesso io Syusy ci alterniamo , anche perché abbiamo una figlia , Zoe, che ha 16 anni e deve andare a scuola. Quando abbiamo fatto il giro del mondo in barca a vela sono stato via anche per quattro mesi di fila , un lungo periodo. E durante l’estate Zoe era in vacanza e ci ha raggiunti. E poi dopo ogni viaggio torniamo a Bologna , a casa nostra . In passato abbiamo provato a trasferirci a Roma, ma non ci siamo riusciti”
Qual è stato il posto più bello che hai visto?
“Forse l’esperienza più emozionante è stata la traversata del Pacifico. Un viaggio mitico. E poi il Polo Nord. Posto stupendo. Non abbiamo la fortuna di scegliere personalmente le mete e quindi devo dire che abbiamo realizzato molti dei nostri sogni. E poi ogni posto ha il suo lato interessante se riesci a confrontarti con le persone del luogo e a capirne la realtà”
E c’è un luogo dove non sei ancora stato che desidereresti vedere?
“Ho visto poco l’Africa. E poi la Cina. Syusy ha sempre sognato di fare la via della seta fino in Cina”
Ora ripartite. Siete pronti?
“Ripartiamo in barca a vela con la seconda edizione del programma “I popoli del mare”. Questa volta esploriamo il Tirreno. L’imbarcazione è sempre la stessa , la nostra Adriatica: uno sloop di 22 metri in acciaio”
E’ propria vostra la barca?
“E’ mia. E’ quella con cui abbiamo fatto il giro del mondo nel 2001 per “Velisti per caso”. Abbiamo trovato questa barca in un cantiere in fallimento , era davvero malconcia. Praticamente l’abbiamo comprata a peso. Poi l’ho armata. Il progetto è di un grandissimo disegnatore di barche : Sciomachen”
Quindi sei un esperto velista
“No, diciamo che noi facciamo la ciurma. Al timone ci sono degli skipper professionisti che si danno il cambio. E ora salpiamo di nuovo ma sempre con lo steso spirito: fare del turismo nautico ma anche archeologico , che è la vera passione di Syusy , sulle tracce degli antichi popoli del mare che per primi colonizzarono le nostre coste. Partiremo dalla Spiaggia delle Ghiaie dell’Isola d’Elba per rivivere il mitico sbarco degli Argonauti”
Quale è la vostra filosofia del viaggio?
“Non avere nessuna vergogna nel sentirsi turisti. E cercare nel luogo in cui si arriva soprattutto un contatto umano. E poi cercare di sfatare tutti i pregiudizi su un popolo e un Paese. Noi non volgiamo fare documentari ma vivere un’esperienza e trasmetterla agli altri”
Quando vi siete conosciuti tu e tua moglie?
“”Erano gli anni ’70. Io facevo l’animatore teatrale e lei cinematografica in una colonia estiva per ragazzi sulla costa emiliano-romagnola”
Poi vi siete sposati e avete costruito una carriera insieme. Ma qualche anno fa vi siete separati
“Ci siamo ufficialmente separati nel 2002 , ma restiamo molto legati affettivamente e ci aiutiamo a vicenda ogni volta che ne abbiamo bisogno. Poi ci occupiamo insieme di nostra figlia , che è un cemento fortissimo. Diciamo che dei molti vincoli del matrimonio abbiamo rinunciato solo a due: la fedeltà e la convivenza. Anche se poi viviamo in due appartamenti comunicanti , uno sopra all’altro”
E’ complicato mischiare lavoro e famiglia?
“E sì , tenere 18 legami insieme non è semplice. Essere colleghi , amici , genitori e tante altre cose insieme complica tutto. Ma noi abbiamo grande complicità e intesa. La nostra è una situazione sentimentale aperta ma che funziona. Perché ci teniamo alla famiglia, ma crediamo anche che quella tradizionale non funzioni più. Bisogna sperimentare nuovi equilibri”
Dopo tanti anni sempre in coppia , non hai mai desiderato di fare un programma da solo?
“A dire il vero no. La mia è una generazione che crede fortissimamente nel gruppo. Il collettivo è fondamentale per me”

lunedì 25 ottobre 2010

INTERVISTA A MICHELE PRESTIPINO , PROCURATORE REGGIO CALABRIA "Forse tutte queste intimidazioni sono un segno che siamo sulla buona stradA"


Michele Prestipino , 53 anni, da due procuratore aggiunto della Direzione antimafia di Reggio Calabria , si dice sereno dopo il ritrovamento di un bazooka davanti al tribunale della città.
Intanto , si è scoperto che i boss calabresi , siciliani e napoletani si sarebbero riuniti per decidere l’uccisione di alcuni magistrati, tra i quali Prestipino.

“Forse tutte queste intimidazioni sono un segno che siamo sulla buona strada”
Si spieghi meglio
“La ‘ndrangheta , contrariamente a Cosa Nostra , ha sempre evitato di contrapporsi apertamente alo Stato, per non attirare l’attenzione. E’ diventata l’organizzazione più potente d’Italia grazie anche al silenzio che la circondava. Ma negli ultimi tempi l’attenzione dei media è cresciuti e la nostra azione repressiva è diventata più incisiva e costante. Da qui gli attacchi contro magistrati e giornalisti”
C’entra anche che dopo tanti anni ci sono nuovi pentiti , come il nipote del boss Giovanni Tegano , Roberto Moio?
“Che i collaboratori di giustizia preoccupino le cosche è normale”
C’è il rischio di stragi mafiose come quelle contro Falcone e Borsellino?
“Mi auguro di no”
Eppure mi sembra che i boss abbiano già deciso una strategia stragista
“Noi continuiamo a lavorare sereni e compatti, nella consapevolezza che l’azione di contrasto è vincente se fatta da una squadra: non solo magistrati , ma anche giudici e appartenenti alle forze dell’ordine”
Quindi l’invio dell’esercito in Calabria è un fatto positivo?
“Immaginare che basti mandare dei militari per risolvere il problema è sbagliato. Ma il loro impiego nella vigilanza degli obiettivi sensibili solleverà da questo compito le forze di polizia , che così potranno essere più presenti sul territorio. Di conseguenza , anche la nostra azione sarà rafforzata”

giovedì 21 ottobre 2010

INTERVISTA ALLO SCRITTORE SCOTT TUROW "La più grande ingiustizia è trovarsi accusato alla fine non avere neanche una sede per dimostrare l'innocenza"



Anche negli Stati Uniti il pubblico tende a condannare l’indagato che finisce in prima pagina , ma la legge regola severamente la pubblicazione di intercettazioni private. Se non hanno rilevanza penale , chi le pubblica può finire al fresco.

Scott Turow è il padre del giallo giudiziario, che scrive , dopo tanti anni, il sequel di Presunto innocente. “Innocente” parla del delitto di una donna moglie del protagonista. Deve provare la sua innocenza , in un quadro indiziario ostile.

Qual è l’influenza delle nuove tecniche d’investigazione , e il loro racconto, sulla realtà processuale?

“Alcuni strumenti come il Dna , hanno avuto un impatto rivoluzionario sulla possibilità di scagionare persone indiziate e magari condannate. Altre forme di evidenza scientifica possono essere utili , ma è un illusione pensare che possano risolvere tutti i casi. E ci sono effetti collaterali , come quello che chiamano effetto Csi : a volte la giuria proscioglie senza nessuna ragione apparente e quando l’accusa ne chiede il motivo , alcuni giurati dicono che mancavano inconfutabili evidenze scientifiche , che hanno visto in Csi”

Adesso c’è Lie to me , la serie televisiva sul linguaggio del corpo

“Un successo . Il ragazzo con cui esce mia figlia ha terminato un dottorato sulle espressioni del corpo. Però non ha ancora sperimentato su di me questa tecnica , non mi è stato ancora presentato. Siamo sicuri che funzionino?”

Dalle colleghe di Rusty( protagonista del libro ndb) , alla stagista di Bill Clinton , fino alle porno amanti di Tiger Woods Mel Gibson , l’immaginario americano è dominato dalle amanti

“Sono i rischi del maschio al potere e del moralismo americano. E dagli effetti che hanno sulla vita di Rusty dobbiamo pensare che sono molto pericolose. Oggi, a vent’anni di distanza, le donne hanno una maggiore influenza sulla società, perché le loro scappatelle sono prese più sul serio. Più le donne conquistano potere , meno sono proclivi a chiudere un occhio”

In Italia Veronica Lario non l’ha fatto e sta trattando un divorzio milionario da Berlusconi

“Il denaro è il principale mezzo per esercitare la propria vendetta in un naufragio coniugale. E forse è meglio così . Penso alla libbra di carne pretesa da Shylock : sono certo che la parte offesa sarebbe più che lieta di asportarla con le proprie mani”

Nel nostro racconto mediatico, la presunzione d’innocenza è sparita. L’opinione pubblica spesso ha già condannato . Negli Usa è così?

“Il fatto di avere un nome stampato sul giornale , come sospetto di qualche malefatta, anche da noi induce le persone a considerarti colpevoli sin da subito. La più grande ingiustizia è trovarsi accusato di qualcosa per implicazione e alla fine non avere neanche una sede per dimostrare la propria innocenza”

Sui media , in Italia, abbondano le intercettazioni telefoniche. E’ un genere gettonato anche negli Usa?

“La legge americana è dura, rigorosa. Chiunque viene beccato a intercettare una linea telefonica o rivelarne le trascrizioni fuori dai termini prescritti si trova su un rapido per il penitenziario. Ma se sono approvate da un tribunale e il tribunale decide di presentarle come prove in un processo , allora la stampa può usarle. Come avvenuto per il processo all’ex governatore dell’Illinois , che avrebbe messo in vendita il seggio vacante da Obama. Ma per voi è uno sport nazionale”

Un illegal thriller?

“sì”

Da Chicago epicentro del fenomeno Obama , che bilancio può fare di questi primi anni della nuova amministrazione ?

“Conosco il presidente Obama da tanti anni , non potrei essere molto obiettivo. Ma è sotto gli occhi di tutti che ha fatto un ottimo lavoro, l’economia americana era sull’orlo della rovina , ora dà segni di ripresa. Ha impiegato bene la maggioranza politica per attuare una riforma sanitaria che renderà il sistema più giusto dal punto di vista dell’assistenza sociale , anche se non più efficiente. E sicuramente con meno profitti. Sul versante economico , invece, troppa ingenuità nel salvare le banche credendo che non avrebbero pagato milioni in prebende ai manager. Deve puntare a una regolamentazione fiscale , una forma di direzione centralizzata per la nostra economia che è di mercato”

Su Youtube c’è un video con un gruppo rock dove il cantante ha una parrucca in testa e chi l’ha postato sostiene che è lei. E’ vero o una falsa prova?

“Sì faccio parte di una band di rock and roll fatta da scrittori . Siamo i Rock bottom remainders . A San Francisco , una volta, un musicista , David Golia, mi fa “Sai sono contento che sei nella band , l’hai trasformata in quella che doveva essere”. Non capisco , dico. “Vedi”, fa lui “un sacco di queste persone che ne fanno parte sono ex musicisti , anche se fanno altri lavori. Tutti umoristi e scrittori. Ora con te è diventata quella che doveva essere … spazzatura”

Potrebbe esibirvi in Italia

“Sì possiamo pensarci, per non fare le solite presentazioni. L’importante è che ci sia Stephen King , che ogni tanto suona per noi. Con Steve puoi andare ovunque. Il successo è garantito”

lunedì 18 ottobre 2010

INTERVISTA ALLA BELLISSIMA ATTRICE INDIANA AISHWARYA RAI "è meraviglioso quanto forte sia l’identità indiana , quanto contiamo nel mondo globalizzato"


Aishwarya Rai, 36 anni, attrice indiana è stata ex Miss Mondo Vive a Mumbai in una villa a Prateeksha, punto di riferimento dei tassisti .

I fan stazionano a centinaia giorno e notte, sperando di vederla entrare o uscire. Lei fa sognare, loro la venerano.

Lei dice: “La famiglia è tutto”, e tutto si fa i famiglia. Nell’ultimo , attesissimo film , Raavan , recita con suo marito. Abishek Bachchan fa il cattivissimo , un demonio, la rapisce , ma poi si innamora. Cantate, ballate , anche. Vi divertite davvero o è soltanto lavoro?

“Non è che ci scappasse da ridere sul set , perché siamo professionisti seri , ma con lui è sempre stato divertente lavorare, anche prima che fossimo marito e moglie. Sia chiaro , girare è faticoso, certe location sono durissime, certi dirupi , la giungla , e visto che ogni scena è stata girata due volte, in hindi e in tamil, la cattiveria raddoppia. Ma è davvero buon cinema , e cogliamo con grande gioia ogni occasione di stare insieme”

Lei è un simbolo di una nazione vincente. Che effetto fa?

“Orgoglio. Sono un’attrice, ma dal primo istante ho sentito la responsabilità di essere una donna indiana proiettata su uno scenario internazionale. Quando nel ’94 mi hanno eletto Miss Mondo , l’altoparlante ha annunciato “Miss India” , non Aishwarya. Non ero solo una ragazza carina con una corona in testa . Per questo è stato così speciale”

Riesce ad avere anche una vita normale?

“Vivo a Mumbai con i suoceri, la casa è grande,siamo indipendenti. Amitabh è un attore leggendario , ora è attivissimo anche con il suo blog , sua moglie Jaya è stata attrice e adesso fa politica. C’è chi scappa di qua e chi di là , abbiamo infiniti impegni , siamo spesso in viaggio , così quando finalmente ci ritroviamo, lasciamo fuori dalla porta Bollywood, la vita politica, la politica . Ci raccontiamo di noi , come accade a una famiglia comune , facciamo almeno un pasto al giorno insieme. E io non sono tipo da diete..”

Non parlate mai del fatto che il re dell’acciaio Lakshmi Mittal è il più ricco di Londra? Mumbai conta 600 grattacieli, una popolazione giovane al 50% , quasi centomila miliardari con tanta voglia di glamour. Un tasso di sviluppo straordinario…

“C’è una costante. Il nostro Paese ha sempre avuto un ottimo tasso di sviluppo. Siamo un miliardo! Scherzo , ma fino ad un certo punto. Su sei miliardi di esseri umani , uno è indiano. Perciò anche prima del cosiddetto boom , essere una personalità indiana comportava un’enorme quantità di relazioni sociali , di eventi, di presenze. Direi di peso internazionale. Sorrido quando mi dicono “almeno fuori dall’India hai una vita privata”. Se passeggio a Parigi , tra il Carrousel du Louvre , Rue du Faubourg Saint Honoré , poi costeggiando Les Teuileries – adoro l’architettura , avrei fatto l’architetto se non avessi deciso di recitare – ebbene, incontro indiani a ogni angolo. Quando non li vedo , mi sento chiamare : “aisha”… Comunque è meraviglioso quanto forte sia l’identità indiana , quanto contiamo nel mondo globalizzato , in ambiti diversissimi”

E le donne , che ruolo svolgono? Anche quando sono ad di Multinazionali, a casa trovano mogli tradizionalissime. E’ così?

“L’India è molto complessa. La megalopoli è distante anni luce dalla campagna. Dipende poi dallo status… Però la tradizione conta ovunque”

Gli uomini vi sostengono o sono fermi al Medioevo, come assicura una vostra scrittrice?

“Mio padre è indianissimo, eppure mi ha lasciato fare la modella part time prima dell’università . Mio fratello Aditya è il mio migliore amico. Suocero e marito sono meglio di quanto potessi sognare. Credo nell’equilibrio del 50-50% nel mutuo soccorso , vedo che nelle coppie giovani è sempre più diffuso. La donna è naturalmente disposta alla cura degli altri, ma il vero uomo è quello che sostiene la propria campagna , non quello che la ostacola nella sua crescita umana e professionale”

Mumbai corre a due velocità. La povertà degli slums e il fasto dei nuovi ricchi. Cosa suggerirebbe per colmare questo divario millenario?

“Lei parla di povertà, io parlerei di fame. Parlerei di igiene , perché non c’è salute dove non c’è pulizia. Io porto avanti tante campagne , da quelle per la donazione della retina a quella dell’antipolio. Questo, fuori. Ma bisogna intervenire anche dentro , correggere la mentalità della gente. Troppi sono i deboli , facile preda di abusi fisici e psicologici . Vanno incoraggiati a guadagnare i propri soldi , a costruire il futuro invece di restare buttati per strada ad aspettare la carità , pur nobilissima cosa”

Mi chiedevo: questa dea ha un difetto?

“sono una persona normalissima , la normalità è una virtù”

giovedì 14 ottobre 2010

INTERVISTA A CLINT EASTWOOD "La verità è che non sappiamo cosa succede dopo la vita , nessuno lo sa, sappiamo solo che da questa parte c’è un finale"



A 80 anni Clint Eastwood continua a sorprendere. Esce il film Hereafter , sulla toccante fuga verso il soprannaturale . Una vita dopo la morte.

Eastwood , non è che facendo questo film si è convinto che c’è una vita dopo la morte?

“No. Ho parlato con persone che sostengono di aver avuto esperienze vicine alla morte e tutte dipingono scenari simili. La verità è che non sappiamo cosa succede dopo , nessuno lo sa, sappiamo solo che da questa parte c’è un finale. Ognuno ha la sua idea su quello che c’è o non c’è , ma sono tutte cose ipotetiche. Il film solleva tante domande e sta al pubblico rifletterci sopra”

Ha mai provato momenti in cui si è sentito vicino alla morte?

“Ricordo quando ero molto piccolo , forse avevo quattro anni, mio padre mi portava sulle spalle in mare mosso, sono caduto nell’acqua. Vedo ancora il colore dell’acqua mentre mi rigirava sotto sopra , ma a quell’età non pensi molto , non hai ancora imparato parolacce , non ti domandi cosa ti sta succedendo. Un’altra volta , a 21 anni in aereo, durante una terribile turbolenza poco fuori della California , ebbi paura di morire ma tutto quello su cui riuscivo a concentrarmi erano delle luci che vedevo in lontananza e pensavo , qualcuno lì ha fatto un fuoco e beve birra e vorrei essere lì. Non ho pensato al destino o la morte”

Allora come mai le è subito piaciuto il soggetto?

“Questo non è il genere di film che ti vuole dare risposte . E’ un film sulla curiosità , sul senso di mistero e di incompletezza che tutti sentiamo”

Più va avanti con gli anni meno lei accenna a smettere di lavorare?

“Non ne ho nessuna intenzione. L’anno prossimo farò un film su J.Edgar Hoover, agente dell’Fbi, con Leonardo di Caprio”

Irrefrenabile

“Conoscevo un po’ Frank Capra , ho passato del tempo con lui a June Lake dove viveva d’estate , ed era così intelligente , mi domandavo perché non facesse altri film. O Billy Wilder , che ha smesso di lavorare negli anni ’60 , mi sono sempre domandato perché. Forse non trovavano storie che gli piacessero , o avevano fatto dei film che non erano andati bene , e Hollywood in questo non perdona. Ma secondo me i migliori anni della vita sono quando si ha più conoscenza : c’è un regista portoghese che fa ancora film e ha più di 100 anni, Manoel De Oliveira , ed io ho il programma di fare la stessa cosa

lunedì 11 ottobre 2010

INTERVISTA A LAURA LINNEY , ATTRICE "Sempre più mi rendo conto di essere fortunata : ho il privilegio di invecchiare. A tanti, invece, è mancato"

Laura Linney ha 46 ani e li porta come una bandiera. Ha deciso che ogni giorno va festeggiato: in questi ultimi anni Laura Linney ha perso amici carissimi, come l’amata collega Natasha Richardson.

Still of Laura Linney in The Big C

“Sono ossessionata dal tempo che passa , del diventare vecchi senza neanche accorgersene”. Per questo ha voluto diventare la protagonista di The Big C , la nuova serie Tv americana in cui interpreta un insegnante-madre-moglie che un giorno scopre di avere un melanoma, e solo un anno di vita davanti.

Come le è venuto in mente di buttarsi in un progetto così rischioso sulla morte e il cancro? Non teme gli scongiuri degli spettatori?

“Bé , io non avevo nessuna intenzione di fare uno show al cancro. Poi ho ricevuto questa sceneggiatura in cui si affrontavano tutti gli argomenti che mi ossessionano da sempre : il tempo che passa , le scelte che facciamo, le ripercussioni che hanno. Il cancro era solo il pretesto. La questione centrale , semmai, è un’altra : se improvvisamente sai quanto tempo ti resta da vivere : è una tragedia o una benedizione?”

Sì, ma la scelta della commedia? Perché non utilizzare un tono diverso, un linguaggio drammatico?

“Io credo che il linguaggio della commedia possa essere usato come una tecnica di sopravvivenza. E’ un tentativo disperato Di chiarire le cose , di cercare di capire che cosa sta succedendo. Di dare senso a una situazione di totale caos”

Ma lei perché è così ossessionata dal tempo che passa?

“Bé, non sono più così giovane”

Ma non è neppure vecchia?

“46 anni sono 46 anni. E quando vedi i genitori che invecchiano , e gli amici che improvvisamente muoiono … Sempre più mi rendo conto di essere fortunata : ho il privilegio di invecchiare. A tanti, invece, è mancato”

Insomma: brindiamo ad ogni ruga

“Certo. Questa vergogna del diventare vecchi e la smania di sembrare giovane a tutti i costi mi paiono allucinanti. Mi imbestialisco quando mi suggeriscono di non rivelare l’età o , peggio ancora, di imbrogliare sulla data di nascita”

Lei lavora senza sosta da anni. Con questa nuova prospettiva esistenziale , come ha cambiato la sua vita?

“Vediamo: ho appena fatto due settimane di vacanza alle Hawaii ho imparato a suonare l’ukulele… Mai successo prima”

Passiamo al cinema . Cosa pensa quando la paragonano alla Streep?

“C’è una sola Streep al mondo, per quanto mi riguarda. Sentirlo dire mi onora perché lei è la più grande, ma mi viene sempre il dubbio che mi prendono in giro..”

In Italia è appena uscito Quella sera dorata , il film che ha girato con James Ivory. Una bella esperienza?

“Splendida. Si girava in Argentina , era il paradiso. Ancora oggi mi manca l’odore degli eucalipti.. Il film è tratto da un romanzo meraviglioso di Peter Cameron : mi piaceva la mia parte , mi piaceva l’idea di entrare nel mondo di Ivory, così bello e ironico. Che ricordi!”

Nelle scelte professionali sembra non avere mai paura di rischiare

“Faccio queste scelte non perché sia particolarmente coraggiosa, ma perché come attrice voglio affrontare ruoli che mi stimolino”

Ha lo stesso coraggio nel privato?

“Nella mia vita? Sono sempre terrorizzata . Non lo siamo forse tutti? Non cerchiamo sempre tutti situazioni che ci rassicurino? Per me ha coraggio chi è capace di spezzare un’abitudine, un modo di vivere. Per questo mi metto alla prova”

Che lei stia per caso vivendo una fase alla riscoperta di se stessa come il suo personaggio di The Big C?

“Sto cercando di vivere in modo diverso. Ho avuto la fortuna di seguire la mia vera vocazione : volevo vivere il teatro e al teatro mi sono dedicata con totale dedizione. Il rovescio della medaglia è che non resta molto tempo per tutto il resto. Ero soddisfatta della vita che avevo…. Poi, ad un certo punto , mi sono resa conto che non mi bastava più”

E allora cosa ha fatto?

“Ho cominciato piano piano a staccarmi da ciò che amavo e che mi dava forza e sicurezza. Adesso sono felicemente sposata e adoro la casa. Sto cercando si imparare più cose sui fiori e la cucina. Sì, lo so che suona un po’ banale..”

Che altro sta imparando?

“Skateborading, perché passo molto tempo in Colorado, con mio marito”

Che cos l’ha convinta a sposarlo?

“Mmmmm…. Mio marito mi piace molto. Lo amo e sono innamorata di lui. E poi ridiamo, ridiamo, ridiamo”

Per tornare alla nuova Linney , che cosa ha provocato questo cambiamento?

“La morte prematura di un carissimo amico: a un certo punto mi sono chiesta cosa stessi facendo , a parte collezionare titoli di testa al cinema. Forse era il caso di trovare un equilibrio”

E lo ha trovato?

“Bé, godo di più di ogni cosa . Abbraccio i miei amici più forte , parlo più lungo al telefono con i miei genitori , mi soffermo ad osservare una foglia in autunno e a guardare la mucca. Sono tutte piccole cose che hanno cambiato il mio modo di vivere. Credo.. Sì, credo proprio di essere felice”