lunedì 18 ottobre 2010

INTERVISTA ALLA BELLISSIMA ATTRICE INDIANA AISHWARYA RAI "è meraviglioso quanto forte sia l’identità indiana , quanto contiamo nel mondo globalizzato"


Aishwarya Rai, 36 anni, attrice indiana è stata ex Miss Mondo Vive a Mumbai in una villa a Prateeksha, punto di riferimento dei tassisti .

I fan stazionano a centinaia giorno e notte, sperando di vederla entrare o uscire. Lei fa sognare, loro la venerano.

Lei dice: “La famiglia è tutto”, e tutto si fa i famiglia. Nell’ultimo , attesissimo film , Raavan , recita con suo marito. Abishek Bachchan fa il cattivissimo , un demonio, la rapisce , ma poi si innamora. Cantate, ballate , anche. Vi divertite davvero o è soltanto lavoro?

“Non è che ci scappasse da ridere sul set , perché siamo professionisti seri , ma con lui è sempre stato divertente lavorare, anche prima che fossimo marito e moglie. Sia chiaro , girare è faticoso, certe location sono durissime, certi dirupi , la giungla , e visto che ogni scena è stata girata due volte, in hindi e in tamil, la cattiveria raddoppia. Ma è davvero buon cinema , e cogliamo con grande gioia ogni occasione di stare insieme”

Lei è un simbolo di una nazione vincente. Che effetto fa?

“Orgoglio. Sono un’attrice, ma dal primo istante ho sentito la responsabilità di essere una donna indiana proiettata su uno scenario internazionale. Quando nel ’94 mi hanno eletto Miss Mondo , l’altoparlante ha annunciato “Miss India” , non Aishwarya. Non ero solo una ragazza carina con una corona in testa . Per questo è stato così speciale”

Riesce ad avere anche una vita normale?

“Vivo a Mumbai con i suoceri, la casa è grande,siamo indipendenti. Amitabh è un attore leggendario , ora è attivissimo anche con il suo blog , sua moglie Jaya è stata attrice e adesso fa politica. C’è chi scappa di qua e chi di là , abbiamo infiniti impegni , siamo spesso in viaggio , così quando finalmente ci ritroviamo, lasciamo fuori dalla porta Bollywood, la vita politica, la politica . Ci raccontiamo di noi , come accade a una famiglia comune , facciamo almeno un pasto al giorno insieme. E io non sono tipo da diete..”

Non parlate mai del fatto che il re dell’acciaio Lakshmi Mittal è il più ricco di Londra? Mumbai conta 600 grattacieli, una popolazione giovane al 50% , quasi centomila miliardari con tanta voglia di glamour. Un tasso di sviluppo straordinario…

“C’è una costante. Il nostro Paese ha sempre avuto un ottimo tasso di sviluppo. Siamo un miliardo! Scherzo , ma fino ad un certo punto. Su sei miliardi di esseri umani , uno è indiano. Perciò anche prima del cosiddetto boom , essere una personalità indiana comportava un’enorme quantità di relazioni sociali , di eventi, di presenze. Direi di peso internazionale. Sorrido quando mi dicono “almeno fuori dall’India hai una vita privata”. Se passeggio a Parigi , tra il Carrousel du Louvre , Rue du Faubourg Saint Honoré , poi costeggiando Les Teuileries – adoro l’architettura , avrei fatto l’architetto se non avessi deciso di recitare – ebbene, incontro indiani a ogni angolo. Quando non li vedo , mi sento chiamare : “aisha”… Comunque è meraviglioso quanto forte sia l’identità indiana , quanto contiamo nel mondo globalizzato , in ambiti diversissimi”

E le donne , che ruolo svolgono? Anche quando sono ad di Multinazionali, a casa trovano mogli tradizionalissime. E’ così?

“L’India è molto complessa. La megalopoli è distante anni luce dalla campagna. Dipende poi dallo status… Però la tradizione conta ovunque”

Gli uomini vi sostengono o sono fermi al Medioevo, come assicura una vostra scrittrice?

“Mio padre è indianissimo, eppure mi ha lasciato fare la modella part time prima dell’università . Mio fratello Aditya è il mio migliore amico. Suocero e marito sono meglio di quanto potessi sognare. Credo nell’equilibrio del 50-50% nel mutuo soccorso , vedo che nelle coppie giovani è sempre più diffuso. La donna è naturalmente disposta alla cura degli altri, ma il vero uomo è quello che sostiene la propria campagna , non quello che la ostacola nella sua crescita umana e professionale”

Mumbai corre a due velocità. La povertà degli slums e il fasto dei nuovi ricchi. Cosa suggerirebbe per colmare questo divario millenario?

“Lei parla di povertà, io parlerei di fame. Parlerei di igiene , perché non c’è salute dove non c’è pulizia. Io porto avanti tante campagne , da quelle per la donazione della retina a quella dell’antipolio. Questo, fuori. Ma bisogna intervenire anche dentro , correggere la mentalità della gente. Troppi sono i deboli , facile preda di abusi fisici e psicologici . Vanno incoraggiati a guadagnare i propri soldi , a costruire il futuro invece di restare buttati per strada ad aspettare la carità , pur nobilissima cosa”

Mi chiedevo: questa dea ha un difetto?

“sono una persona normalissima , la normalità è una virtù”

Nessun commento: