lunedì 25 ottobre 2010

INTERVISTA A MICHELE PRESTIPINO , PROCURATORE REGGIO CALABRIA "Forse tutte queste intimidazioni sono un segno che siamo sulla buona stradA"


Michele Prestipino , 53 anni, da due procuratore aggiunto della Direzione antimafia di Reggio Calabria , si dice sereno dopo il ritrovamento di un bazooka davanti al tribunale della città.
Intanto , si è scoperto che i boss calabresi , siciliani e napoletani si sarebbero riuniti per decidere l’uccisione di alcuni magistrati, tra i quali Prestipino.

“Forse tutte queste intimidazioni sono un segno che siamo sulla buona strada”
Si spieghi meglio
“La ‘ndrangheta , contrariamente a Cosa Nostra , ha sempre evitato di contrapporsi apertamente alo Stato, per non attirare l’attenzione. E’ diventata l’organizzazione più potente d’Italia grazie anche al silenzio che la circondava. Ma negli ultimi tempi l’attenzione dei media è cresciuti e la nostra azione repressiva è diventata più incisiva e costante. Da qui gli attacchi contro magistrati e giornalisti”
C’entra anche che dopo tanti anni ci sono nuovi pentiti , come il nipote del boss Giovanni Tegano , Roberto Moio?
“Che i collaboratori di giustizia preoccupino le cosche è normale”
C’è il rischio di stragi mafiose come quelle contro Falcone e Borsellino?
“Mi auguro di no”
Eppure mi sembra che i boss abbiano già deciso una strategia stragista
“Noi continuiamo a lavorare sereni e compatti, nella consapevolezza che l’azione di contrasto è vincente se fatta da una squadra: non solo magistrati , ma anche giudici e appartenenti alle forze dell’ordine”
Quindi l’invio dell’esercito in Calabria è un fatto positivo?
“Immaginare che basti mandare dei militari per risolvere il problema è sbagliato. Ma il loro impiego nella vigilanza degli obiettivi sensibili solleverà da questo compito le forze di polizia , che così potranno essere più presenti sul territorio. Di conseguenza , anche la nostra azione sarà rafforzata”

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