mercoledì 10 novembre 2010

INTERVISTA AD ANITA GARIBALDI, PRONIPOTE DEL COMBATTENTE “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Una presa in giro per i giovani”

Anita Garibaldi è la pronipote del combattente che unificò l’Italia porta avanti i valori che lo animarono.

Anita Garibaldi a Miss Italia 2010

Lei ha vissuto tra Stati Uniti , Gran Bretagna , Svizzera, Francia, Inghilterra, ma negli ultimi anni è tornata in Italia per battersi con la Fondazione Giuseppe Garibaldi in difesa dei valori che spinsero il suo progenitore all’Impresa de i “Mille”. Cosa l’ha convinta ad impegnarsi?

“La validità e l’universalità ancora oggi dei valori che lo spinsero ad imbarcarsi. C’è bisogno che si parli ancora di lui e degli uomini come lui, perché il messaggio è ancora attuale. Specie in un periodo storico come questo e alla vigilia del 150°esimo anniversario dall’Unità d’Italia”

Storica , giornalista, scrittrice , personaggio politico. Come preferisce definirsi?

“Giornalista. Sono sempre stata curiosa di tutto quel che succede nel mondo”

Quando ha cominciato? E di cosa si occupava?

“Negli anni 70. MI occupavo di politica , la mia vera passione. Da sempre. Anche oggi , io vorrei cambiare l’Italia”

E da cosa comincerebbe?

“Beh, innanzitutto comincerei dal primo articolo della Costituzione. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Una presa in giro per i giovani”

E cos’altro farebbe?

“Meno tasse, meno burocrazia e più trasparenza. Me ne accorgo nel confronto con l’estero. L’Italia è soffocante. Andare alle poste , certificare un cambio , aprire un’impresa. Ore di attesa , pile di pratiche da compilare. Poi biognerebbe tagliare il numero dei deputati”

cavalla_marsala

Vedo che nl dna è rimasto il gene rivoluzionario dei Garibaldi…

“Si , quello non manca”

Mi racconti uno dei primi ricordi d’infanzia collegati a suo trisnonno

“Quando d’estate andavamo in vacanza nella villa di Caprera. Ricordo gli armadi , erano ancora pieni di camicie rosse di flanella che mio trisnonno cambiava tre volte al giorno. Un’estate, con mio padre , ne prendemmo alcune e le tagliammo in tante fettuccine per usarle come esca per le aragoste. Le aragoste sono attratte dal rosso. Ma non lo dica , lo sapessero gli storici si pietrificherebbero”

Cos’altro ha ereditato da Garibaldi

“L’amore per il mare, per la navigazione”

E di cosa è più fiera?

“Dei miei cinque figli. Io non ho tesori e loro sono il mio investimento nel futuro. La certezza di tramandare il sangue dei Garibaldi”

Dove è nata?

“A Lugano. L’infanzia però l’ha trascorsa tra la Svizzera Roma e Caprera”

Fratelli o sorelle?

“Sono figlia unica. Per questo ho voluto una famiglia numerosa”

garibaldi

Il suo cognome l’ha avvantaggiata?

“Molto poco. Ho dovuto faticare per essere riconosciuta per quel che facevo. Sa quante volte mi hanno detto “E’ un piacere conoscere la pronipote di Giuseppe Garibaldi”. Come se io non esistessi. A volte invece , mi è capitato di essere guardata e trattata con disprezzo da persone che neppure mi conoscevano. Persone che mi vedono come un simbolo dell’Italia e che mi odiavano per questo. Come nell’ultimo concorso di Miss Italia”

Cosa è successo?

“Dovevo salire con le garibaldine e la bandiera tricolore sul palco per la premiazione della miss . Era già stato tutto deciso. Il giorno prima avevamo girato un servizio andato in onda a Porta a Porta ad un’ora prima non c’era stato nessun problema . Poi l’intervento del capostruttura Rai Antonio Azzalini che si è messo a inveire , e le risparmio il turpiloquio , impuntandosi perché “quel tricolore sul palco non salirà mai” e mandando via in malo modo le garibaldine. Il giorno dopo si è giustificato dicendo che non era in scaletta. Ma mi hanno fatto il trucco. Non mi stupirei se fosse arrivata qualche telefonata”

Lei e la sua fondazione è sempre stata molto attiva nel promuovere il ruolo della donna. Cosa ne pensa della donna in Italia?

“Non ha ancora imparato ad essere soggetto e se lo fa spesso diventa cattiva , aggressiva, simile agli uomini peggiori. Non dovrebbe esserci una guerra tra sessi. Però la politica non aiuta. Tutti parlano di voler aiutare la famiglia , ma chi vuole lavorare e avere figli non può farlo”

Se lei oggi avesse 18 anni cosa farebbe?

“Andrei per mare , vorrei girare il mondo per capire”

Naviga anche su internet?

“Sì, sto imparando , mi serve per coordinarmi con i volontari della fondazione. Abbiamo centinaia di volontari con gruppi in tutta Italia e all’estero. Ma preferisco navigare sul mare reale che in quello virtuale”

E dei Rom cosa ne pensa?

“Bisogna dargli gli strumenti per integrarsi, la scuola prima di tutto. Ma se vogliono vivere di espedienti vanno mandati via. D’altra parte ci sono anche tanti italiani che si arrangiano allo stesso modo. E allora cosa dovremmo fare , mandare via anche gli italiani?”

E della scuola di Adro?

“E’ inaccettabile, la scuola deve essere di tutti. Allora perché non mandarli a scuola col burqa?”

Un augurio per il 150esimo anniversario dall’Unità d’Italia?

“Il nostro è un Paese di vecchi. Diamo spazio ai giovani”

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