mercoledì 17 novembre 2010

INTERVISTA A MAX GAZZE’ “In questo momento non so se il mio cuore è aperto a nuovi input, forse è ancora un po’ presto”

Max. Gazzè è nel pieno della sua carriera.

mg

Dopo Basilicata coast to coast , la rivedremo a breve, come attore, in Jesus Christ Superstar.

“Due ruoli agli antipodi. Nel film di Rocco Papaleo ero un contrabbassista che non parlava. Nel musical sono un Erode sopra le righe , un bambino viziato che chiede a Gesù di fare i prodigi , per esempio di camminare sulle acque della sua piscina”

E’ vero che ha iniziato a recitare provando gli sketch dei Monty Python?

“Sono cresciuto a Bruxelles , frequentando la Scuola Europea , con amici e compagni stranieri. Gli inglesi conoscevano a memoria gli sketch dei Monty Python , quelli della domenica sera sulla Bbc. Per divertirci rifacevamo quelle scenette di vero umorismo britannico. Poi ho fatto del teatro , e dei cortometraggi”

Come è stato selezionato per il personaggio di Erode?

“Massimo ( il regista Piparo ndb) mi ha chiamato perché mi vedeva bene nella parte di quel re sanguinario”

Nel senso che è un padre degenere?

“No, forse lui ha immaginato un Erode un po’ dadaista. Io mi ritengo un buon padre. E sto migliorando”

In che senso?

“Quest’anno , purtroppo, mi sono separato. Questo mi ha cambiato la vita , e inevitabilmente è diverso anche il rapporto con i miei tre figli”

In che modo?

“Per esempio , devo prendere appuntamento per vederli , e questo è un po’ straniante. Però il mio tempo con loro è migliorato molto : quando stiamo insieme io ci sono al 100%, stacco il telefono, non esiste altro. Le difficoltà sono solo pratiche : fare la spesa , andare a prenderli a scuola e il giorno dopo magari andare in tournée e fare le due di notte. Ma ora insieme passiamo un tempo di qualità , nulla è dato per scontato , faccio da papà e da mammo , e non c’è nemmeno più la baby sitter”

A chi sono affidati?

“Abbiamo scelto una separazione consensuale e un affidamento congiunto. Abbiamo cercato con un po’ di buon senso di non creare conflitti, di rendere tutto più semplice, di non creare traumi ai bambini. Loro stanno con la madre in una nuova casa , mentre io sono rimasto nella casa in cui sono vissuti fino a ora , in modo che non ci fosse una doppia novità. E’ stato un trasloco a metà”

Quanti anni hanno?

“12, 10 e 5. Sono tre età diverse e quindi è anche difficile gestire le diverse esigenze : la dodicenne è già una ragazza e vuole andare a vedere Halloween 14 , quella di cinque vuole andare sui gonfiabili… E’ difficile dedicare del tempo a ognuno di loro singolarmente e nel frattempo ricreare un nucleo familiare per noi quattro”

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Qual è stato il momento più duro, quest’anno , per lei?

“Durante la fine della lavorazione del disco , proprio mentre mi separavo. Essendo stato in passato uno che ha abbandonato luoghi, persone e affetti, averlo subito , per una volta , è stato molto doloroso. Ho dovuto fare un grande sforzo nel concludere il disco , però poi è stato anche un bene avere tanto da fare perché mi ha distratto. Ora l’obiettivo è stare bene con i miei figli e cercare di avere un buon rapporto con la madre”

E’ una situazione che ha subito?

“La separazione è stata una un grande dispiacere , non l’ho voluta io. Per me la famiglia è un’azienda , un nucleo, un meccanismo perfetto. Non essendoci grosse incompatibilità tra noi, e soprattutto avendo tre figli, sarei andato avanti. Magari ci saremmo separati più in là. Io avrei voluto cercare ancora di risolvere, anche se mi rendo conto che il tentativo assoluto e sfrenato di risolvere i problemi , alla lunga, anziché risolverlo , continua ad alimentare un problema. E a volte anche la tolleranza è nociva”

Eravate in crisi da tanto?

“Anche se non eravamo una di quelle famiglie dove non ci si sopporta , dove volano i piatti in casa , e stavamo abbastanza bene, i problemi si ripresentavano di tanto in tanto , da un po’. Certo, a volte ci si ama moltissimo anche tirandosi i piatti. Per noi invece la separazione è stata la conseguenza di un esaurimento affettivo. Capita che nel tempo si conoscano altre persone, si cambi: io ho dovuto accettare la situazione”

Se sua moglie tornasse da lei , valuterebbe l’ipotesi di tornare insieme?

“Non sono in grado di dichiarare certezze sul futuro. Per ora , non sono favorevole a riscaldare la zuppa di ieri”

Ne soffre ancora?

“Il fatto è che non credo ai colpi di fulmine dopo i 15 anni: se ancora succedono , c’è un problema grave. Una donna di 40 anni , che ha passato gli ultimi a dedicarsi ai figli , subisce molti condizionamenti esterni che la influenzano. Anche se non vogliono generalizzare perché sennò le donne mi bacchettano..”

Infatti : succede anche agli uomini. Non crede che , se fosse successo a lei, guarderebbe le cose da un’ottica diversa?

“Può darsi. Penso solo che se considero e rispetto il mio partner , forse non ho neanche modo di innamorarmi altrove”

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Oggi ha ancora voglia di innamorarsi?

“In questo momento non so se il mio cuore è aperto a nuovi input, forse è ancora un po’ presto. Adesso la mia felicità è data dall’amore per i miei figli , non esiste altro, è quella la mia spinta , la mia motivazione”

Si è fatto aiutare da qualcuno per gestire la sua nuova situazione di separato, anche in relazione ai suoi figli?

“Non avevo esperienza di questa condizione, ma ho un istinto che mi dice che devo passare il miglior tempo possibile con i miei figli , che devo essere gioioso , allegro. Non parlo male della mamma , né di nessun altro. Non approfitto , essendo il lasciato , di certe situazioni per ingraziarmi i bambini. Se mi chiama mia figlia in lacrime dicendo che la mamma è cattiva perché le ha dato una punizione, e che vuole dormire da me, io rispondo che non può fare giochetti, che ci sarà stato un motivo. Cerco di non allontanarli da lei. Ma non posso sempre sapere che cosa è giusto dire e quando: per questo mi sono fatto aiutare da uno psicologo che mi consiglia”

Quest’anno è morta la figlia di Niccolò Fabi , suo amico. Lei che cosa ha provato?

“Io e Niccolò siamo legati da un grande affetto , e lo stimo tantissimo come cantautore , siamo stati lanciati insieme nel 1998 , con Vento d’estate. Credo sia impossibile per un essere umano metabolizzare un dolore del genere . In questo senso la mia separazione è niente in confronto a quella disperazione”

Lei che cosa ha imparato dal suo dolore?

“A gestire l’improvvisa e struggente solitudine: sono abituato ad andare in giro e ho viaggiato tutta la mia vita , perciò tornare a casa , la sera , e non trovare nessuno , è una grande amarezza , che pian piano sto superando. Poi ho capito un’altra cosa : che quello che sembra sicuro va puntualmente verificato. Sull’amore , c’è da imparare tutta la vita. Amore inteso non come relazione a due, ma come rapporto con gli altri e l’essenza di noi stessi. Forse saprò dirvi qualcosa tra 87 anni”

1 commento:

Anonimo ha detto...

UOMO DI GRANDE UMILTA' E INTELLIGENZA!
CORAGGIO MAX, SEI UN GRANDE MUSICISTA DAL CUORE TENERO.