lunedì 15 novembre 2010

INTERVISTA A ROBERTO ORAZI , HA DIRETTO UN FILM SUL TRAFFICO DEGLI ORGANI “Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali , il 95% di organi proviene dalle esecuzioni capitali”

Roberto Orazi ha girato un film inchiesta sui Traffici d’organi , “H.O.T. Human Organ Traffic” presentato al Festival di Roma.

Come nasce l’idea di un documentario sul traffico illegale di organi?

“Dopo l’esperienza di aiuto regista , ero alla ricerca di un’occasione importante per mettere alla prova le mie capacità da regista. Un giovane produttore , Riccardo Neri, dopo aver visionato i miei lavori , mi ha proposto di lavorare su un suo progetto : il traffico internazionale degli organi”

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Come ha raccolto le informazioni che l’hanno portata a realizzare H.O.T.?

“Principalmente attraverso internet, dove, su quella che sembrava essere una leggenda metropolitana, ho trovato articoli scritti da giornalisti ed esperti trapiantologi di tutto il mondo”

E’ stato difficile trasformare parole , testimonianze e dati scientifici in immagini?

“In realtà , pur viaggiando con la fantasia non riuscivo, nella mia testa, a strutturare un’idea unitaria del film. Ad accendere la lampadina è stata una frase scritta sul retro della copertina del libro del giornalista Alessandro Gilioli “Premiata Macelleria delle Indie”: “Prima di poter far diventare la povertà storia, dobbiamo considerare la storia della povertà” (Vandana Shiva). Leggendo quella frase ho capito che la povertà sarebbe stato il punto di osservazione del mio film”

Qual è l’incontro con i protagonisti del suo documentario che l’ha colpita di più?

“Quello che ricordo con particolare emozione è l’incontro con Deepak , un giovane nepalese che aveva deciso di vendere un rene per comprare un pezzo di terra dove coltivare riso e lenticchie per sé e la sua famiglia”

Per il film , lei ha avuto occasione di incontrare i malvagi della storia: i trafficanti

“Sì, e sa cosa mi immaginavo? Personaggi loschi dall’aspetto sgradevole”

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Invece?

“Invece mi sono ritrovato davanti a giovani uomini che avevano a loro volta già venduto il proprio rene , per poi continuare la carriera! Ex poveri che sapevano dove trovare – e soprattutto dove convincere – nuovi potenziali donatori a percorrere lo stesso cammino. L’illusione è per tutti uguale: che donando risolveranno tutti i loro problemi. Non è così”

Nessuna emancipazione della miseria?

“E’ una bugia clamorosa esclusivamente per giustificare un crimine aberrante. Uno studio pubblicato nel 2002 dal Journal of The American Medical Association ha dimostrato che chi vende un rene peggiora le sue condizioni generali. Su 305 persone che hanno venduto il proprio rene a Chennai, India, a sei anni dall’operazione la condizione di povertà era mediamente peggiorata , e tre quarti di loro sei anni dopo erano nuovamente coperti di debiti”

Quali sono le aspettative di vita, i problemi di salute per chi decide di vendere illegalmente i propri organi?

“Le faccio l’esempio dei venditori di rene: soffrono di dolore cronico , disoccupazione , isolamento sociale e stigma. Oltre, naturalmente , a gravi problemi psicologici. Ovviamente parliamo di interventi eseguiti fuori della legalità , a opera di chirurghi spregiudicati , disposti a violare la legge o ignorare regolamenti e norme mediche”

Ci sono prove in tal senso?

“Ricerche sul campo compiute da Organ Watch Project tra i venditori di rene in Moldavia , Brasile e nelle Filippine dimostrano che i donatori vanno inesorabilmente incontro a complicazioni post operatorie e problemi medici come insufficienza renale e ipertensione , senza aver successo a terapia medica o farmaci adeguati”

Nel suo documentario , Harry Wu, Presidente della Fondazione Laogal per la ricerca e la denuncia dei diritti umani in Cina , sostiene che nel suo paese i trapianti di organi siano un business organizzativo..

“Nel rapporto 2006, Amnesty International denuncia le migliaia di esecuzioni, l’aumento di iniezioni letali per uccidere i prigionieri e facilitare l’espianto di organi freschi. Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali , il 95% di organi proviene dalle esecuzioni capitali”

In che modo?

“Fegati, reni e cornee vengono prelevati subito dopo l’esecuzione e trasportati in apposite ambulanze. In Cina oggi vi sono circa 600 ospedali specializzati in questo traffico , i cui profitti sono altissimi: il prezzo di vendita degli organi spesso arriva a decine di migliaia di dollari , mentre all’origine il costo è zero”

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Come è possibile rimanere indifferenti di fronte a una tale realtà?

“Perché il male trionfi-cito Edmund Burke , statista irlandese del XVIII° secolo – è sufficiente che gli uomini buoni non facciano nulla. I mass media presentano l’immagine di una Cina in crescita economica e con un promettente progresso sociale ; le autorità politiche ed economiche di tutto il mondo continuano a collaborare con Pechino. Sia gli uni che le altre alimentano colpevolmente il consenso e l’ammirazione per un Paese il cui sistema giudiziario , approssimativo e corrotto, è privo delle minime garanzie legali”

Un mercato regolamentato può essere la soluzione?

“A questo punto direi proprio di sì. Ovviamente non senza una adeguata regolamentazione che preveda soluzioni etiche. Penso ad esempio a un sistema di consenso informato in base al quale tutti i cittadini possono essere donatori di organi in caso di morte cerebrale”

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