lunedì 22 novembre 2010

INTERVISTA A VALERIA GOLINO “A me non propongono mai qualche Blockbuster”

Valeria Golino , è al cinema con “la scuola è finita”.

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Nel film di Valerio Jalongo interpreti Daria , una professoressa. E’ un film sullo sfascio della scuola pubblica ?

“E’ un film che mostra lo stato di fatto delle cose. Sono tante le scuole italiane simili a quelle di Jalongo”

Nel film uno dei professori definisce la scuola “un parcheggio temporaneo per predestinati a fallire”. I numeri sembrano dargli ragione: tra bocciature e abbandoni , più di un terzo degli studenti non arriva al diploma

“Sono numeri che lasciano senza parole ma che forse non dovrebbero meravigliare. Il ministro Gelmini è la conseguenza di tutto ciò che è accaduto prima. Gli insegnanti sono vittima di un sistema che non li retribuisce abbastanza , che non li stimola, anzi li mortifica. Come fanno a trasmettere quello che sanno ai loro studenti?

Parli con cognizione di causa: tuo padre insegnava?

“Sì, infatti: Storia e filosofia. Era un uomo coltissimo , critico verso l’istituzione scuola”

E tu che studentessa eri?

“Bravina, ma indisciplinata e disordinata. Saltavo le lezioni , ero un po’ fricchettona. Oggi rimpiango di non essermi applicata di più”

Invece che tipo è la tua prof?

“E’ una persona che cerca di far bene , di instaurare un rapporto di fiducia con un alunno difficile , Alex. Ma , anche se in buona fede , sbaglia: crea un rapporto troppo affettivo con un ragazzino. Forse a muoverla è un inconscio desiderio di maternità mai realizzato”

Nel film, come nella vita, fai perdere la testa ad un uomo più giovane…

“Sono due cose diverse! Nel film il mio studente è un ragazzino, mentre Scamarcio è un uomo di 30 anni. E’ il mio critico più attento , anche se non manca di grande responsabilità. I suoi suggerimenti sono indispensabili”

A cadere a pezzi non è solo la scuola . La sera dell’inaugurazione , registi, attori e produttori hanno occupato il red carpet del Festival del Cinema di Roma per protestare contro la politica culturale del governo

“Dire che la situazione è preoccupante è poco. Il cinema è un’industria importante che dà lavoro a circa 300 mila persone. Invece il ritratto che hanno dato di noi è quello di un pugno di privilegiati che fanno i capricci”

Valeria, quest’anno hai esordito per la prima volta come regista

“Sì, ho girato un corto ambientato nel cuore di Napoli , “Armandino e il mare”. Una storia ambientata nel Museo d’Arte contemporanea di Napoli (il Madre), protagonista uno scugnizzo rom. Sono legata a quei luoghi , io per metà sono napoletana . Un’esperienza che intendo ripetere presto : infatti sto scrivendo un nuovo film..”

Qual è il film che ti sarebbe piaciuto interpretare e che invece è andato da un’altra?

“Non saprei . Forse “Non ti muovere” di Sergio Castellitto . Il personaggio di Italia, interpretato da Penelope Cruz, è molto nelle mie corde”

In effetti, oltre ad essere il volto più amato del cosiddetto cinema indipendente , sembra che tu abbia un’attitudine per ruoli di donne impetuose , quasi eroiche. Sei così anche tu?

“No, non ho niente di eroico, sono decisamente più equilibrata rispetto ai personaggi che ho interpretato al cinema. Del resto le donne a cui ho dato vita sono spesso figure che vivono ai margini. Io, invece, sono , per così dire , una donna integrata nel sistema : non ho bisogno di atti eroici per risolvere o uscire di situazioni difficili”

Invece il tuo compagno alterna al cinema d’autore film più commerciali

“Va così. A me non propongono mai qualche Blockbuster”

Infatti il film che hai appena terminato di girare , “Il bacio della farfalla” di Karine Silla , non è esattamente un Blockbuster. Anche qui hai un ruolo altamente drammatico

“E’ vero. Sono una donna inb apparenza felice , con un bel marito, due bei figli, un bel lavoro, la restauratrice di quadri. E una malattia allo stadio terminale”

Una donna che fa una scelta insolita e coraggiosa..

“Già: quando scopre di essere malata decide di non dire nulla a nessuno. Di vivere il suo percorso verso la morte da sola.”

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Hai sempre detto di essere alla ricerca dell’altrove. Trovato?

“L’altrove è la mia méta”

Cosa ti manca che ti piacerebbe avere?

“Mi piacerebbe un bambino. Ma non sono un’insoddisfatta , sono contenta della mia vita, di quello che ho”

Per la seconda volta nel giro di poco tempo interpreti due donne che non hanno fatto della seduzione l’arma vincente ( ne “La scuole è finita” e nel precedente “L’amore buio” di Capuano). Quanto conta la bellezza?

“Con l’età tutto diventa più complicato, conta molto lo sguardo degli altri, soprattutto se sei stata una donna desiderata. Cerco di adeguarmi al tempo che passa : quando sei giovane hai una potenza che non sai come gestire , quando hai imparato a controllarla quella potenza non c’è più”

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