lunedì 27 dicembre 2010

INTERVISTA ALLO SCRITTORE NICHOLAS EVANS “La felicità è una scelta , è lo stato d’animo con cui guardiamo alla vita”

Nicholas Evans, l’autore de L’uomo che sussurrava i cavalli , mentre era a metà del quinto libro - Solo se avrai coraggio – un avvelenamento da funghi gli ha compromesso i reni, appendendo la sua avita alla dialisi. L’ultimo libro , poi portato alla fine, parla della storia di morte e rinascita di Tom , ragazzino ossessionato dal mito del West americano , il cui destino inciampa sulla ferocia di un cowboy di Hollywood. Poi a cinquant’anni il protagonista riparte da un sogno infranto…

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Strane aderenze tra arte e vita…

“L’arte a volte anticipa straordinariamente gli eventi . Al momento dell’incidente che ha cambiato la mia vita e quella della mia seconda moglie ( la cantautrice Charlotte Gordon Cumming ndb) avevo tracciato la sua storia. Appena ho avuto la forza di ricominciare a lavorare, ho dato molta più forza al passato che assume senso alla luce del presente”

E il superamento dell’incidente quale luce ha gettato sulla sua vita?

“Credo che non si vincano le guerre della vita con l’odio o sbattendo i pugni contro le sventure. Credo di più nell’accettazione delle cose , nella tolleranza. La felicità è una scelta , è lo stato d’animo con cui guardiamo alla vita”

Un esempio?

“Quando eravamo ancora a rischio di morte , mia moglie, che crede nella medicina alternativa , rifiutava di farsi curare tradizionalmente. Ero talmente inferocito che abbiamo messo in crisi il nostro rapporto. Poi ho accettato , pur soffrendo e temendo le conseguenze, che seguisse la sua scelta ed è stata lei stessa a ravvedersi e a ritornare da me”

Il coraggio può rimediare agli errori , impariamo dal suo libro. La paura invece che cos’è?

“La vita si gioca tutta tra paura e amore, tra chiusura e apertura . Davanti abbiamo porte da aprire , con coraggio. Quando non lo facciamo , la nostra vita si arresta. A volte per superare la paura serve un grande dolore. Dopo quello che ho passato , e anche grazie all’età – ho 60 anni – ho imparato che conta solo vivere tanti buoni istanti nel presente , senza troppa paura del futuro”

Il libro racconta anche l’evoluzione di Tom dal ruolo di figlio a quello di padre. Lei come ha vissuto questo passaggio, essendo padre di quattro figli?

“Mio padre ha combattuto nella seconda guerra mondiale . Un evento così grande da rendergli poi forse troppo difficili i piccoli gesti di affetto di cui io avevo bisogno. Per me il baricentro dell’amore si è spostato su mia madre , solo più tardi ho capito cosa lui potesse provare. Oggi con i miei figli – tre dal primo matrimonio e una bambina da Charlotte – sono più madre che padre. Punto più a responsabilizzarli che a essere un capo”

Immancabile , anche questa volta , la scenografia del grande West americano , come in L’uomo che sussurrava i cavalli . Da dove nasce questa suggestione?

“”Sono stato bambino nella campagna inglese. La tv trasmetteva i western e io sognavo. Da adulto sono stato in quella terra , ed è meno eroica di quel che pensavo : tanta ferocia, uomini e bufali sterminati. Così quando ho visto in tv Bush in abiti da cowboy ho capito che il mito del Bene contro il Male regge ancora”

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Dietro c’è anche il suo amore per la natura , visto che predilige la campagna rispetto alla città?

“Certo. Vivo in Inghilterra , nel Devon , in un vecchio monastero. Non ho cavalli , come ci si potrebbe immaginare, ma altri animali sì. Sto meglio così. L’uomo ha cominciato a smarrirsi quando ha perso di vista l’ecosistema che gli garantisce la sopravvivenza. E per questo temo per il futuro dei miei figli”

Ma lei ha davvero chiarito , come il protagonista del romanzo, il disegno della sua vita?

“Vede , domani appena mi alzo devo andare in ospedale , e per 5 ore della mia vita aspetto solo che la dialisi sia completata. Ogni mio spostamento sarà così finché non otterrò un trapianti di reni. Allora ho due possibilità: spazientirmi per aver mangiato quei funghi oppure osservare che la vita ha due direzioni inverse. Man mano che passa il tempo impari cosa avresti dovuto sapere e fare nel tempo che precedeva. Non è una beffa , è forse questo il suo senso”

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