venerdì 17 dicembre 2010

INTERVISTA A LIGABUE “Credo che la gente da me si aspetti una qualche forma di incoraggiamento , di speranza , io non indoro mai la pillola , non dico idiozie , però le canzoni possono dare una mano”

Luciano Ligabue ha deciso di fare un regalo ai fan : ha reinciso il suo ultimo album, Arrivederci mostro, tutto in chiave acustica , impacchettandolo poi in un cofanetto col live del tour e l’edizione originale del disco.

“Mi sembrava una cosa nuova. Uno dei motivi , il più serio, è che mi piaceva far ascoltare l’album, che per me è importante, sotto un’altra luce, con maggiore attenzione ai testi , all’espressione , poi io scrivo le canzoni sempre su una chitarra acustica , quindi mi piaceva far sentire come nascono. Poi ci sono motivi motivi più futili : io ho sempre prodotto i miei dischi , tranne l’ultimo, dove tra l’altro non suono neanche una nota , quindi mi sono preso una bella rivincita, l’ho prodotto e suonato tuto da solo”

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Ma c’è dell’altro vero?

“Ma sì, uno dei mali veri della musica è che ce n’è tanta , e tutta disponibile, facile , ne abbiamo fin troppa , la ascoltiamo distratti mentre facciamo altro , e questo mi disturba. C’è musica adatta al sottofondo , ma in generale la musica ha delle priorità alte, in vetta , non cacciate lì, quindi volevo permettere a chi ne ha voglia , di approfondire : gli stessi accordi , parole, melodie , con vestiti diversi e anche diversi dal live , possono produrre emozioni diverse. Quando ascoltavo dischi , col rito dell’ascolto , lo facevo per me , era un confronto tutto mio con quello che mi arriva , ed era un buon nutrimento , un modo per prendere energia , emozioni , era un lavoro che facevo per me stesso , e mi dispiace che venga perso , quindi ho fatto questo come piccolo contributo”

Springsteen ha detto che ai suoi figli non gliene importa nulla della sua musica , vogliono che faccia soprattutto il papà. Coma va con i suoi figli ?

“Il figlio più grande , è al limite di ripudiarmi , ha dei gusti tosti , tipo Metallica , io quindi per lui sono più vicino al liscio che al rock , ma in realtà mi rispetta , è orgoglioso , soprattutto quando mi passa una stazione rock. Mia figlia ha sei anni , è ancora presto , impara le canzoni a memoria . H ancora tempo per ripudiarmi”

E quando si è trovato tutto solo in studio , via dalla pazza folla dei concerti e delle grandi produzioni , come ha trovato la strada?

“E’ stato un lavoro di ricerca. Ci sono molto modi di riprendere una chitarra acustica , in questo senso i microfoni assomigliano alla cinepresa. Piuttosto che avere un mondo cupo e molto riverberi , ho scelto un suono brillante , e ho suonato il dobro , il bouzouki, le tastiere , insomma mi sono preso tutte le responsabilità , all’opposto dell’esperienza con l’album originale. Ho cercato di far in modo che la voce fosse più rilassata possibile , a volte ho abbassato le tonalità , o rallentato il ritmo. E succedono cose strane , per esempio Un colpo all’anima è un pezzo che parla dell’assenza di una persona , ma nell’originale è una cosa su cui però invito a ballare , come a non dargli peso . Nella versione acustica il sentimento malinconico arriva più forte , e in un certo senso è più fedele al senso originale , qui la voce non ha scuse , non c’è rock a confondere , o canti bene o non ci sono scuse”

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Che vita hanno preso in questi mesi le canzoni del disco?

“Alcune dicono le cose in modo abbastanza chiaro. Poi c’è un pezzo anomalo come Caro il mio Francesco , e quello , lo sapevo , era utile soltanto a me , era la voglia di fare la mia Avvelenata , alla Guccini , è molto deciso , però non so se la gente è molto concentrata su queste beghe tra colleghi , però se certi giochi non li fai , alla fine accumuli e ti sfoghi. Spero però che abbiamo capito meglio i miei silenzi , perché a volte non rispondo alle provocazioni , in fondo la canzone è quello che ho sempre detto di non fare. Io tendo alle canzoni utili , credo che la gente da me si aspetti una qualche forma di incoraggiamento , di speranza , io non indoro mai la pillola , non dico idiozie , però le canzoni possono dare una mano”

Ha ancora senso parlare del ruolo del cantante , di quanto ha diritto a lamentarsi?

C’è un dibattito , e c’è sempre stato : fino a che punto uno che ha successo ha diritto a lamentarsi di alcuni inconvenienti che il successo porta? Da una parte sembra che il cantante abbia diritto ad avere i propri problemi , dall’altra non gli si perdona che abbia i sentimenti girati , ma io nel tempo sono abbastanza convinto che se fai un mestiere che prevede un confronto con la gente , e hai successo, è anche di cattivo gusto lamentarsi , infatti alla fine della canzone dico che si sbaglia…. però per pulirmi ne avevo bisogno , e anche questo è un modo per cercare di essere il più possibile sinceri”

Pensiamo a lamenti più seri e collettivi . Non crede che dalla società stia arrivando qualche segnale incoraggiante?

“C’è stato un programma televisivo a cui ho partecipato , quello di Fazio e Saviano e devo dire , sono molto orgoglioso del fatto che quel programma sia stato in parte ispirato dal film “Niente paura” , il documentario sulla Storia d’Italia costruito intorno alle mie canzoni. Fazio ha visto quel film e ci ha trovato lo spirito giusto per fare il programma . Ha detto : anche noi vogliamo raccontare che amiamo il nostro paese, e raccontarlo non solo con i fatti ma anche con i sentimenti. E questo è stato ed è un problema della sinistra: non state attenti ai sentimenti , come se il cuore e la pancia fossero poco importanti , da trascurare. Il programma ha avuto successo perché non ha avuto vergogna di questi sentimenti . Questo mi pare un segnale importante”

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