giovedì 23 dicembre 2010

INTERVISTA A MICK JAGGER “Quando sei giovane riesci a lavorare nonostante la droga, dopo diventa complicato”

Mick Jagger è universale. Il suo viso così particolare ha fatto di lui l’archetipo della rockstar. Il suo corpo e le sue movenze hanno contribuito alla creazione del mito e della fama di sex symbol.

Mick Jagger oggi è un signore molto chic che risponde pacato ad ogni domanda.

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Come si vede quando pensa a sé? Il musicista , l’uomo d’affari, la leggenda?

“No, niente di tutto questo. Sono io e basta. Gli unici momenti in cui sei consapevole di essere anche una rockstar è quando promuovi un album , un film o fai interviste”

Che effetto le fa rivedere i suoi ritratti di qualche decennio fa?

“Un po’ come aprire un album di famiglia. Qualche foto ti piace, in qualche altra ti vedi orribile”

La sua carriera è lunghissima , quasi cinquant’anni. Ha mai pensato di smettere?

“Tutto finisce prima o poi. Ma sono contento di poter fare ancora quello che mi piace. Lavorare mi diverte e mi rilassa”

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Comunque avrà un po’ di tempo libero in più , oggi. A che cosa si interessa?

“Alla politica , molto : è appassionante quello che è successo in Gran Bretagna negli ultimi mesi. Ogni giorno impari qualcosa”

Che effetto le fa vedere ancora oggi tanta gente che fa il tifo per lei?

“Bè, non è male”

Le manca qualcosa , degli anni più intensi del passato?

“Mi mancano i concerti . Esibirmi su un palco mi piace ancora moltissimo”

Lei è un 67 enne molto in forma. Alcune rockstar della sua generazione, invece, si sono perse lungo una china molto più oscura. Come è riuscito a non cadere?

“Tutti abbiamo avuto i nostri eccessi , ma non ne ricordo di così tremendi da parte mia”

Che cosa l’ha aiutata a mantenere l’equilibrio?

“Non saprei. Forse aver ricevuto un’educazione solida da bambino , dei genitori che mi sono stati vicino. Crescere in una famiglia forte ti serve anche dopo , da adulto”

Quali consigli dà ai suoi sette figli?

“Non prendere il tuo mestiere troppo sul serio. Non prendere la vita troppo sul serio”

Qualche mese fa è uscito Stones in Exile , documentario sui sei mesi trascorso dai Rolling Stones in Costa Azzurra nel 1971 per evitare problemi fiscali in patria. Ci siete voi che registrate Exile on Main St., considerato uno dei migliori albume del rock ; ma c’è anche una gran quantità di droga.

“Alcuni l’hanno usata più di altri. Era la moda del tempo”

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Oggi va per la maggiore scaricare musica da internet. Lei lo avrebbe fatto?

“Credo di sì”

Anche in modo illegale?

“Penso di sì… potevo permettermi un album a settimana , quindi…”

Tornando alla droga : perché le prendevate? Vi sentivate più creativi?

“No, anzi. Quando sei giovane riesci a lavorare nonostante la droga, dopo diventa complicato. Però come si fa a dire , se non l’avessimo presa sarebbe stato meglio , o peggio? Nessuno lo sa. E’ andata così”

La sua posizione oggi?

“Credo che dovrebbe essere legalizzata , soprattutto per tentare di contenere la violenza che gira attorno allo spaccio”

Ha mai pensato di aver avuto troppo di tutto? Di svegliarsi una mattina e dire basta , oggi me la prendo comoda ?

“No. Anche perché non mi sono poi stancato così tanto..”

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