mercoledì 15 dicembre 2010

INTERVISTA A SALMON RUSHDIE “Ci sono libri scritti inizialmente con in mente con un pubblico specifico , che conquistano invece lettori molto diversi”

Salmon Rushdie esce in libreria con un nuovo romanzo “Luka e il fuoco della vita”. Un libro per l’infanzia.

SalmonRushdie

Perché ha deciso di scrivere per l’infanzia?

“Perché anche il mio secondo figlio , Milan, voleva il proprio libro dopo che avevo scritto Haroun e il mare delle storie per suo fratello Zafar. Ora Milan ha 13 anni ed è già un appassionato di letteratura , ultimamente ha letto Cent’anni di solitudine . In questo momento provo molta gratitudine per i miei figli : senza di loro non avrei scritto questi libri , che sono stati una delle più piacevoli esperienze letterarie della mia vita”

Quando scrisse Haroun e il mare delle storie lei dichiarò di essersi ispirato a Calvino. E’ ancora così con Luka e il fuoco della vita?

“Certamente , devo molto all’opera di Calvino, sia per quanto ha fatto come narratore , che per la sua raccolta di fiabe. Ma nel libro ci sono anche altri modelli : ho pensato a Gogol , e per quanto riguarda la tecnica , a Kafka”

Si può dire che il sonno che colpisce il personaggio del padre Rashid rappresenti una metafora della Fatwa?

“Quello che ha significato per me la Fatwa è presente in maniera più significativa in Haroun e il mare delle storie. In questo caso ho pensato a temi imprescindibili come la vita e la morte. Al fatto che il padre ha cinquant’anni più del figlio , come succede a me. E che ad una certa età la consapevolezza di essere mortale è sempre presente”

Isaac Bashevis Singer disse che scriveva per l’infanzia perché i bambini non pensano che il loro scrittore preferito possa salvare il mondo. Solo gli adulti hanno pensieri così infantili.

“E’ una magnifica battuta , che contiene una gran verità . In questo ultimo libro ho cercato di affrontare temi importanti , ma quello che dice Singer è qualcosa da tenere a mente sempre , cercando di ricordare che la nostra funzione è quella di fare una buona letteratura , e che fosse, solo in quel modo , possiamo fare qualcosa di buono per gli altri”

Esiste una graduatoria di importanza nella letteratura? La letteratura per l’infanzia può essere collocata allo stesso livello di quella considerata alta?

“Io credo che non esista una graduatoria , e che sia superficiale parlare di semplice abbassamento a proposito di alcuni generi. Aggiungo che esiste sempre più di un’area grigia , alla quale appartengono libri che non si possono considerare solo per bambini né adulti. E ci sono libri scritti inizialmente con in mente con un pubblico specifico , che conquistano invece lettori molto diversi. Penso ad esempio , al best-seller ai Mark Haddon Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”

Lei non ha mai disdegnato partecipazioni a film : ritiene che il linguaggio dell’immagine stia corrompendo quello della parola scritta?

“Sono convinto del contrario . Io credo che la parola venga arricchita dal linguaggio delle immagini , e ne ho tenuto conto sin dai miei esordi , in particolare con I bambini della mezzanotte. C’è poi da considerare come stia cambiando il linguaggio delle immagini : le inquadrature sono sempre più brevi e il montaggio sempre più rapido. Le nuove tecnologie stanno cambiando tutto , anche nella visione. Ora siamo abituati a leggere una scena sempre più velocemente , e credo che questa accelerazione della percezione sia un bene per la letteratura, anche perché non credo affatto che sia un’attività in crisi. La contaminazione è utile , pensate all’uso dei flashback : un tempo generavano confusione ed oggi sono accettati comunemente ed utilizzati anche artisticamente. Sono tutte forme nuove , che servono alla creatività”

Lei ha dichiarato ripetutamente di essere ateo , ma nel suo libro appaiono divinità , per quanto goffe , decadenti e maligne.

“Nessuno può negare che l’origine della letteratura sia sacra. E che sia impossibile svincolarsi completamente da quei legami. Io rifletto sempre sul fatto che i miti antichi erano vere e proprie religioni , e quando terminarono di essere tali, divennero accessibili per noi come letteratura , non molto diversamente da Anna Karenina o Delitto Castigo. La mitologia immortala e comprime sempre alcune verità. Come il mito di Orfeo , una storia che si può raccontare in cento parole, ma che racchiude verità profondissime. E uno dei motivi per cui preferisco il politeismo al monoteismo : letterariamente è più interessante , e gli dei non sono degli esempi morali. Sono orgogliosi, dispettosi , vendicativi e spesso commettono atti orribili : si trasformano in animali per possedere delle donne , e a volte la violentano. Rappresentano un modo di ingrandire e raccontare l’umanità. Nel mio caso mi chiedo come ci dobbiamo comportare con questi dei nel momento in cui non sono più divinità , e provo per loro un sentimento di compassione”

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La colonia di ratti di cui parla nel libro fa venire in mente il Tea party

“Non credo che sia identificabile unicamente con loro : il mondo è pieno di radicali di ogni genere che usa la difesa dell’identità come arma. Di persone caratterizzate a loro volta da un’identità negativa: si definiscono da quello che odiano”

Come ha vissuto la recente svolta a destra dell’elettorato americano?

“C’è una parte dell’America che per i non americani è molto vicina all’incomprensibilità. Ed è una parte vasta e forte , che in questo momento è, purtroppo , in ascesa. Si tratta di un mondo che quasi si vanta della propria ignoranza , che non ha alcun interesse a conoscere il resto del pianeta. IO credo che l’intervento dello stato in alcuni settori fondamentali come la scuola e la salute possa essere utilissimo , senza per questo arrivare ad essere comunisti. La cosa paradossale di questa svolta preoccupante è che coloro che reagiscono in maniera più virulenta ai tentativi di riforme politiche sono gli stessi che ne beneficerebbero maggiormente”

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